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Arrestati giornalista tv e la compagna: scambiavano foto e video pedopornografici della figlia di lei

Il 48enne, ex vicedirettore di un tg nazionale, fermato appena sceso da un treno da Bologna. Avrebbe istigato la compagna a inviargli foto esplicite della figlia e dei nipotini di lei.
A cura di Francesco Esposito
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Immagine generata con Intelligenza Artificiale
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È un noto giornalista, ex vicedirettore di un telegiornale su una rete nazionale, il 48enne arrestato nel pomeriggio di venerdì 13 marzo 2026 dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma insieme alla compagna di 52 anni con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico. Sui dispositivi della coppia sono stati trovati tantissimi video e foto di bambini, tra cui anche la figlia dodicenne della donna e i due nipotini di 5 e 8 anni.

L'uomo, oggi dirigente della comunicazione di una partecipata della Stato, è stato fermato venerdì alla stazione Termini della Capitale, appena sceso da un treno proveniente da Bologna. In contemporanea la donna, insegnante di liceo, veniva arrestata dai carabinieri di Treviso. Dai messaggi che i due si scambiavano – in cui erano presenti "contenuti di natura pedopornografica incentrati su commenti scambiati tra i due", come riferiscono i carabinieri – gli inquirenti ipotizzano che i piccoli abbiano subito violenze e abusi da parte della zia, istigata dal compagno giornalista.

Le indagini dei carabinieri dopo la denuncia del padre

Le investigazioni dell'Arma sono partite dalla denuncia presentata dal padre della bambina, ex marito della donna arrestata. A scoprire parte del materiale è stata proprio la figlia, che, mentre era a casa della madre a Treviso, avrebbe trovato sul computer della donna delle foto in cui comparivano lei stessa e i suoi cuginetti in pose sessualmente esplicite. Allarmato, il padre si è recato dai militari per sporgere denuncia.

Le indagini, coordinate del procuratore aggiunto Maurizio Arcuri e dalla pubblico ministero Maria Perna, hanno ricostruito un quadro probatorio molto solido. A disposizione degli inquirenti ci sono testimonianze, l'audizione protetta della minore, ma soprattutto il materiale informatico sequestrato durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli indagati tra Treviso e Roma, nonostante il tentativo di cancellare molti video e foto. Una quantità di elementi che hanno spinto il giudice per le indagini preliminari ha emettere il provvedimento di custodia cautelare. La prossima settimana si terrà l'interrogatorio di garanzia

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