Il 23 ottobre scorso il consiglio comunale di Tivoli ha approvato il nuovo Regolamento di polizia locale. L'articolo 5, punto N, vieta espressamente di "raccogliere questue ed elemosine per qualsiasi motivo causando disturbo ai passanti". Insomma, chi chiede l'elemosina verrà sanzionato con una multa fino a 500 euro. Di fronte alle proteste dell'opposizione, ma anche dei sindacati, il sindaco Giuseppe Proietti ha risposto che "la norma in questione è stata introdotta dal decreto sicurezza del 2018" firmato dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. In realtà, fanno notare le opposizioni, il decreto Salvini si limitava ad inserire un articolo nuovo nel codice civile in merito all'"accattonaggio con modalità vessatorie o simulando malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolento". Tale modalità fraudolenta è punita con la pena dell'arresto da tre a sei mesi e con l'ammenda da 3mila a 6mila euro. Vista la risposta del sindaco, è stata lanciata una petizione su Change.org con l'obiettivo di chiedere di cancellare il nuovo articolo 5 dal Regolamento di polizia locale: "E’ indegno inserire una norma così incivile nelle regole poste a tutela del Pubblico Decoro, come se i Poveri e la Povertà meritassero lo stesso trattamento riservato alle erbacce e ai rifiuti presenti lungo le strade cittadine. E’ oltremodo indecente pensare che la Povertà sia un problema di Decoro Pubblico. E’ istituzionalmente ipocrita ritenere che la Povertà si possa superare negando i Poveri. Tivoli, Città storicamente Democratica e Solidale , non merita questo trattamento", scrivono i firmatari.

Bonafoni: "Provvedimento anti-poveri che lascia senza parole"

Scrive la consigliera regionale Marta Bonafoni rilanciando la petizione: "Un provvedimento anti-poveri, che lascia senza ombra di dubbio senza parole e senza apertura a qualsivoglia forma di civismo, solidarietà, sostegno e aiuto. Un vademecum per garantire la convivenza civile e la qualità della vita. Una decisione che lascia sgomenti, in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui la crisi economico-sanitaria ferisce e colpisce senza sosta i più deboli, radicati in uno stato di povertà assoluta e che adesso vedono ledersi anche il loro diritto alla dignità umana. Il contrasto alle disuguaglianze, la lotta alla povertà e l’innalzamento della dignità umana come diritto attraverso politiche di inclusione e di integrazione, devono essere finalità perseguite senza tentennamenti". Anche la Cgil, la Cisl e la Uil hanno lanciato un appello: "Il nuovo Regolamento della Polizia Locale, non solo è odioso, ma anche lesivo della dignità di chi vive una condizione di fragilità determinata dal proprio stato economico e sociale che certamente non si sono scelti. Ricordiamo al Sindaco che la povertà si contrasta con le azioni sociali, che devono essere promosse e perseguite da chi governa e quindi proprio dal Sindaco, e non con azioni di repressione che non rappresentano l’identità e la storia della città di Tivoli".

La versione del sindaco di Tivoli

"Il regolamento di polizia urbana approvato dal Consiglio comunale di Tivoli nella seduta del 23 ottobre – spiega il sindaco Proietti – non ha introdotto alcun divieto di elemosina; al contrario, dispone all’articolo 5, comma 1, lettera “n”, che: “È vietato raccogliere elemosine causando disturbo ai passanti”. Tale articolo ha confermato la modifica già disposta dal regolamento commissariale del 2010, il quale aveva modificato l’articolo 22 del regolamento precedente (1972), che disponeva: “È vietato mendicare in luogo pubblico o aperto al pubblico”".  La norma, ricorda il sindaco, era in vigore quando era sindaco il democratico Marco Vincenzi. "In realtà, come è incontrovertibile, il sindaco Proietti – con l’approvazione del nuovo regolamento 2020 – ha limitato ai soli casi di disturbo ai passanti il divieto di elemosinare che, con il sindaco Vincenzi, era netto, assoluto e senza eccezioni".