82 milioni ad Angelucci, le opposizioni attaccano Rocca: “Fretta sospetta di pagare una cifra mostruosa”

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Massimiliano Valeriani, presidente della commissione Trasparenza ed ex assessore regionale, a Fanpage.it contesta la gestione del risarcimento al gruppo Angelucci: “Cifra mostruosa, fretta sospetta nel pagare il San Raffaele da parte della Regione Lazio”.

Il caso San Raffaele torna a infiammare lo scontro politico in Regione Lazio. Al centro della vicenda, la gestione del maxi risarcimento al gruppo della famiglia Angelucci, le scelte dell'amministrazione guidata da Francesco Rocca sul contenzioso e i dubbi sulle modalità e sui tempi del pagamento. "C'è stata una fretta sospetta di pagare una cifra mostruosa", attacca a Fanpage.it Massimiliano Valeriani, presidente della commissione Trasparenza, che chiede chiarimenti al presidente Francesco Rocca anche sul calcolo degli interessi e sulle ragioni per cui la Regione si prepara a pagare prima di aver risolto ogni dubbio giudiziario.

Le accuse di Valeriani: "Fretta sospetta di pagare"

Durante la seduta odierna della commissione Trasparenza, le opposizioni hanno chiesto di approfondire ulteriormente la vicenda del maxi risarcimento al gruppo Angelucci con il presidente Rocca. Il caso nasce dai ritardi nelle autorizzazioni per tre strutture sanitarie che fanno riferimento al deputato della Lega. "Si tratta di un risarcimento mostruoso che poteva essere contestato prima. Dal 2023, invece, nessuno ha fatto nulla, salvo farlo poche ore fa, a distanza di due giorni dalla scadenza del termine ultimo per le strade legali. Una tempistica abbastanza sospetta. Perché la Regione ha aspettato anni per presentare il ricorso in Cassazione?", spiega Valeriani, ex assessore della giunta Zingaretti e consigliere regionale del Partito democratico.

"Per noi i soldi pubblici non si possono gestire in questo modo, siamo totalmente contrari alla gestione politica di questa vicenda. Di fronte a un contenzioso così gigantesco, la Regione avrebbe avuto tutte le ragioni per intraprendere ulteriori vie legali, ma non l'ha fatto e anzi oggi paga addirittura prima e paga anche più di quello che stabilisce il Consiglio di Stato perché suppone si debbano riconoscere anche degli interessi ad Angelucci. D'altro canto, l'Avvocatura della Regione, un organo tecnico, sconsiglia vivamente il pagamento di questa somma di interessi, cioè sei milioni di euro".

Questa vicenda, continua Valeriani, "è stata gestita male e con una fretta, se posso aggiungere, molto sospetta di pagare subito una cifra mostruosa. E, ribadisco, occorre sottolineare l'inerzia dell'amministrazione regionale che non si è battuta in nessun modo per arrivare a un ulteriore grado di giudizio".

Il risarcimento al gruppo Angelucci e i dubbi sui conti

L'assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, ha dichiarato che il maxi risarcimento ad Angelucci non toglierà alcun euro alla sanità laziale. "Questo però lo verificheremo in seguito perché 83 milioni sono tanti, tanti soldi e nessuno è in grado di affermare adesso che non ci saranno contraccolpi per i cittadini. Un'ulteriore commissione Trasparenza sarà convocata sulla vicenda martedì prossimo e abbiamo chiesto la presenza del presidente Rocca", ha concluso Valeriani.

Nel corso della seduta della commissione Trasparenza, il direttore regionale della Salute, Andrea Urbani, ha chiarito che la sentenza del Consiglio di Stato del luglio 2026 riconosce circa 60 milioni di euro di danni, a cui si aggiungono circa 16,9 milioni di rivalutazione e interessi.

Presente in aula, l'ex assessore regionale alla Salute e consigliere regionale di Azione, Alessio D'Amato, ha sollevato dubbi anche sul percorso amministrativo che ha preceduto il risarcimento e sulle differenze tra la richiesta iniziale del San Raffaele e gli importi successivamente riconosciuti. Ha inoltre chiesto chiarimenti sull'aumento dei ricavi del gruppo derivanti dal Servizio sanitario regionale, che, secondo i bilanci da lui richiamati durante la seduta, sarebbe stato del 29 per cento tra il 2023 e il 2025.

In una nota i capogruppo di opposizione, Mario Ciarla (PD), Marietta Tidei (IV), Claudio Marotta (SCE), Alessio D’Amato (Azione), Adriano Zuccalà (M5S) e Alessandra Zeppieri (Polo Progressista), chiedono che "prima di andare in Consiglio qualsiasi proposta di legge per stanziare le risorse del risarcimento, è necessario che il presidente Rocca, assessore alla sanità e rappresentante legale della Regione, venga in audizione in commissione trasparenza per chiarire ulteriormente la vicenda. Il Consiglio regionale non consentirà alcuna compressione delle proprie prerogative: di fronte a un sistema di relazioni opaco e a ritardi gravissimi, il presidente Rocca e la sua maggioranza abbiano il coraggio di assumersi per intero la propria responsabilità politica”.

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