Nelle etichette dichiaravano di utilizzare latte fresco di qualità e frutta coltivata con metodi biologici, tutti prodotti di origine pugliese o comunque italiana, invece sovente la materia prima era surgelata e di provenienza extra UE. A scoprirlo sono stati i carabinieri del Comando Regione Forestale Puglia di Bari e del Reparto Parco Nazionale Alta Murgia di Altamura che hanno denunciato 17 artigiani e rappresentanti legali di gelaterie in un'operazione, denominata con un gioco di parole "Ice (S)Cream", che ha preso il via quasi quattro mesi fa giungendo al suo esito conclusivo. Le gelaterie controllate sono state 17 e sono state riscontrate irregolarità in svariate città: Bari, Lecce, Taranto, Andria, Giovinazzo, Corato, Ruvo di Puglia, Bisceglie, Molfetta, Monopoli, Polignano a Mare e Torre a Mare, frazione del capoluogo pugliese. Il provvedimento ha però riguardato anche una gelateria di Roma con un punto vendita in Puglia. Nel caso delle violazioni più gravi, sono stati trovati semilavorati scaduti, alcuni anche da 10 anni: ciò ha comportato il sequestro di oltre 2.000 chili di alimenti.

Le indagini scattate dopo la morte di una bimba di 16 mesi

Per finire i carabinieri forestali hanno constatato diverse infrazioni inerenti le regole igienico-sanitarie dei locali all'interno delle ditte oggetto di controllo. Diversi magazzini di alimenti sono risultati non a norma mentre per un negozio di Bari è scattato un provvedimento di chiusura temporanea. I controlli sono scaturiti dopo la morte di una bimba di 16 mesi di Altamura (Bari) per le conseguenze di un'infezione da Sindrome emolitico-uremica (Seu), patologia che sarebbe stata provocata dall'ingestione di un gelato prodotto con latte crudo. Lo scopo principale dei controlli era verificare la coerenza tra quanto sostenuto nell'etichetta dei prodotti artigianali e l'aspetto igienico: si è scoperto che alcuni locali dei laboratori erano addirittura privi di autorizzazioni sanitarie.  Giuseppe Silletti, comandante del comando regione Forestale Puglia di Bari, ha spiegato: "L'attività della passata stagione estiva è stata fondamentale per la tutela del consumatore che, difficilmente, può rendersi conto della frode di cui il più delle volte è vittima inconsapevole. L'impegno profuso dalle donne e dagli uomini della neonata Arma Forestale non si esaurisce e continuerà sempre per la salvaguardia delle eccellenze italiane."