Condannato a 10 anni per abusi su chierichetto, in appello i legali di don Melis chiedono sconto di pena

È stato condannato a 10 anni dal tribunale di Savona per violenza sessuale su un chierichetto dodicenne e ora i legali di don Andrea Melis chiedono in appello uno sconto di pena perché il sacerdote soffre di un disturbo psichiatrico.
Melis è stato ritenuto responsabile di aver commesso ripetuti abusi sessuali su un chierichetto del ponente ligure che, all'epoca dei fatti, aveva 12 anni. Nel corso del dibattimento erano emersi numerosi dettagli sui regali che il sacerdote avrebbe fatto alla giovane vittima: videogiochi, denaro, abiti firmati, ricariche telefoniche.
Attenzioni che, secondo l’accusa, servivano a costruire un legame di dipendenza psicologica con il sacerdote. Al don, al termine del primo grado erano state negate le attenuanti generiche e la giudice Laura De Dominicis, nel valutarne negativamente la personalità, aveva sottolineato la "totale assenza di empatia" dell'imputato per la persona offesa.
"Questa caratteristica della personalità del religioso – sostengono adesso i suoi legali, gli avvocati Raffaele Caruso e Graziella Delfino – è conseguenza di una patologia psichiatrica che comprende anche tratti narcisistici", evidenziati nella stessa perizia psichiatrica a cui Melis era stato sottoposto in incidente probatorio.
I difensori nel ricorso hanno spiegato che l'ex sacerdote, che attualmente si trova agli arresti domiciliari in una comunità religiosa per il recupero dei sex offender, è in cura farmacologica per questa patologia che, seppur non abbia inciso – come sostenuto nella perizia – sulla sua capacità di intendere e di volere, deve però essere valutata per attenuare l'entità della condanna con la concessione delle ‘generiche'.
Membro dell’Ordine dei Padri Scolopi, Melis era stato direttore di una scuola elementare a Savona, presidente della Fidae Liguria — la federazione delle scuole cattoliche — e parroco a Finale Ligure.