Il giornalista Emilio Fede, condannato in via definitiva a 4 anni e 7 mesi nel processo Ruby bis, è intenzionato a chiedere la grazia al Capo dello Stato Sergio Mattarella. "È un'idea che ha un senso e ci stiamo riflettendo" ha spiegato il suo legale, l'avvocato Salvatore Pino, dopo averlo incontrato oggi. Per l'ex direttore del Tg1 e del Tg4 nei prossimi giorni inizierà la detenzione domiciliare per scontare la prima parte della pena, dopo che venerdì la Procura generale milanese ha stabilito la sospensione dell'ordine di carcerazione con differimento della pena, in attesa che la Sorveglianza col giudice Gaetano La Rocca dia di fatto il via libera. A quel punto Fede potrà scontare la pena nella casa della moglie a Napoli.

I domiciliari gli sono stati accordati per motivi di salute e di età: Fede ha infatti ha quasi 88 anni (li compie a giugno). Solo quando la pena rimanente avrà raggiunto i 4 anni Fede potrà chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali. Il giornalista si è sempre dichiarato innocente rispetto al reato contestato. Emilio Fede è stato condannato dalla Cassazione insieme a Nicole Minetti, che dovrà scontare 2 anni e 10 mesi, sempre per favoreggiamento della prostituzione per le serate a luci rosse organizzate nella villa San Martino di Silvio Berlusconi ad Arcore: per l'ex consigliera lombarda la pena sarà sospesa e potrà chiedere subito l'affidamento in prova.