Dopo la vittoria del S’ al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, presenta il piano di riforme dem. Un progetto che punta a modificare la Costituzione attraverso due novità: il superamento del bicameralismo perfetto e il rafforzamento del governo con la sfiducia costruttiva. Zingaretti ritiene la proposta del Pd come una “offerta agli altri partiti della maggioranza”, ma anche alle opposizioni, visto che “Fi e il presidente Berlusconi hanno dato la disponibilità” a dialogare e considerando che da parte di Matteo Salvini e Giorgia Meloni “non ci sono pregiudiziali”. Le misure proposte dai dem sono state illustrate in conferenza stampa anche da altri esponenti di spicco del partito, come Andrea Orlando, Dario Franceschini, Graziano Delrio, Roberta Pinotti, Stefano Ceccanti e Dario Parrini.

La proposta di riforma costituzionale del Pd

Zingaretti apre formalmente il “cantiere istituzionale che vuole avviare, spiegando: “Non possiamo lasciare sola la voglia di riscatto degli italiani, né girarci dall'altra parte lasciando sole le persone che temono per il proprio futuro. Oggi nuovi dati fanno ben sperare, quindi qualcosa si muove. Ma noi vogliamo essere quelli che di più insistono per costruire un paese nuovo. Rispondere alla voglia di riscatto delle persone. Non vogliamo tornare indietro. Vogliamo un'Italia migliore”.

Una volta presentata la proposta, prosegue il segretario dem, “ora parte un lavoro politico di confronto con le altre forze di maggioranza, e non solo nelle Aule parlamentari, e con i costituzionalisti e con il mondo della cultura protagonista  delle preoccupazioni dell'ultimo referendum”. Secondo Zingaretti adesso nella maggioranza “c’è un’evoluzione positiva: prima si muoveva solo nel ristretto perimetro dell’accordo di governo”. Sulla riforma costituzionale del Pd, invece, il segretario dem spiega di non aver “visto muri, contrapposizioni, dinieghi o la volontà di porre limiti alla possibilità di fare passi in avanti”.

Legge elettorale: per Zingaretti soglia del 5% non si tocca

Zingaretti parla anche della legge elettorale, la cui riforma è condizione essenziale secondo il Pd dopo il referendum sul taglio dei parlamentari. “Credo che la soglia del 5% sia non discutibile. Quel 5% non è messo a caso ma è il giusto correttivo di un proporzionale che dia stabilità al governo – afferma il leader del Pd –. Non è un numero figlio della casualità, ma figlio del confronto politico. È una delle condizioni per andare avanti, non ci sono margini di discussione”. Altro tema è quello delle preferenze: per Zingaretti si potrebbe pensare a dei collegi inseriti in un sistema proporzionale – come avveniva in passato per il Senato e i consigli provinciali – con un modello “più adatto ad andare incontro alla domanda che c’è di rapporto tra eletti ed elettori, salvaguardando la parità di genere”.