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Referendum sulla giustizia 2026

Referendum Giustizia 2026: il No vince con il 53%, il governo scarica Bartolozzi e Delmastro e chiede dimissioni per Santanchè

Il No ha vinto quasi dappertutto al referendum sulla giustizia 2026 con un’affluenza in Italia del 58,9%. Il Sì tiene solo in Veneto, in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia, tutte e tre governate dal centrodestra. Ieri i leader del campo largo si sono ritrovati in piazza a Roma per festeggiare i risultati. Amarezza nel centrodestra. Il ministro Nordio: “Non mi dimetterò”.

24 Marzo 2026 07:23
Ultimo agg. 24 Marzo 2026 - 22:02
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Il No ha vinto al referendum sulla riforma della giustizia. La Costituzione non subirà variazioni. Con un'affluenza in Italia del 58,9%, i cittadini a bocciare la riforma sono stati circa il 53,8% (quasi 14,5 milioni di voti). Il No ha vinto quasi dappertutto ad eccezione di Veneto, in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia, tutte e tre governate dal centrodestra. Il Sud Italia ha premiato il No con picchi in Sicilia, 60,98%,Calabria il 57,26%, e Basilicata.

Dopo la vittoria i partiti del campo largo si sono ritrovati per festeggiare nella piazza organizzata dalla Cgil e dai comitati per il No a Roma. Il voto è  "un avviso di sfratto" al governo, per Giuseppe Conte, la dimostrazione che "batteremo Meloni alle politiche", ha assicurato Elly Schlein. Per Nicola Fratoianni è la prova che "cambia il vento". Amarezza nel centrodestra. Dopo il commento a caldo di Giorgia Meloni con un video pubblicato sui suoi social per ribadire che il governo "andrà avanti", sono intervenuti gli altri leader di maggioranza. "Il popolo sovrano si è espresso e noi ci inchiniamo alla sua volontà", ha dichiarato Tajani. E ancora Salvini: "Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione." Il ministro Nordio: "Non mi dimetterò, non la considero una sconfitta personale".

Nonostante Nordio avesse escluso dimissioni personali, presto sono arrivate quelle di due suoi strettissimi collaboratori: il sottosegretario Andrea Delmastro e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Meloni ha poi chiesto in serata le dimissioni di Santanchè.

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22:00

Braga (Pd): "Dimissioni subito per Santanché, pronta mozione sfiducia"

"Chiediamo le dimissioni immediate della Santanchè. Se non vuole dare retta a noi, ascolti almeno la sua premier. In ogni caso presenteremo in Aula una nostra mozione di sfiducia", dichiarata in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

A cura di Francesca Moriero
21:45

Giustizia, Rossomando (PD): "Azzerato il 'cerchio magico’' meglio tardi che mai"

La vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, ha commentato le dimissioni del sottosegretario Gianfranco Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi: "Con le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi il cosiddetto ‘cerchio magico' che ha guidato il Ministero della Giustizia è stato azzerato. Verrebbe da dire meglio tardi che mai", ha dichiarato Rossomando. La senatrice ha ricordato diversi episodi controversi che, a suo avviso, avrebbero richiesto dimissioni già in precedenza, sottolineando come si trattasse di presenze incompatibili con il prestigio del Ministero. "Ora attendiamo in aula il ministro Carlo Nordio, avrà sicuramente molto da spiegare", ha poi concluso.

A cura di Francesca Moriero
21:30

Referendum, Ancorotti (FdI): "Occasione persa, respinta modernizzazione della giustizia"

Il senatore di Fratelli d'Italia, Renato Ancorotti, ha definito l'esito del referendum sulla giustizia "un'occasione persa": "La maggioranza degli elettori ha deciso di mantenere lo status quo, respingendo una modernizzazione necessaria per avere una giustizia più giusta", ha aggiunto. Ancorotti ha comunque sottolineato il risultato positivo registrato a livello locale, in particolare nella provincia di Cremona, dove ha prevalso il "Sì", ringraziando militanti e volontari di Fratelli d'Italia per l'impegno nella campagna referendaria. "Si deve ripartire da tale impegno per continuare a fare il bene della Nazione", ha concluso.

A cura di Francesca Moriero
21:19

Meloni chiede dimissioni di Santanché

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso apprezzamento per la decisione del Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e del Capo di Gabinetto, Giusi Bartolozzi, di rimettere i loro incarichi, ringraziandoli per l'impegno e la dedizione dimostrati. La presidente auspica che "lo stesso spirito di responsabilità e attenzione alle istituzioni possa guidare anche il Ministro del Turismo, Daniela Santanchè".

A cura di Francesca Moriero
21:15

Magi (+Europa): "In un Paese normale il governo cadrebbe"

Anche il segretario e deputato di +Europa, Riccardo Magi, ha commentato le dimissioni di Gianfranco Delmastro e Giusi Bartolozzi, definendole tardive: "Dopo tutto quello che è accaduto, dal caso Almasri fino alle modalità anti-istituzionali con cui il ministro e i principali attori di via Arenula hanno condotto la campagna per il referendum, la domanda è: a che ora si dimette il ministro Nordio?", ha scritto Magi. Ha poi aggiunto: "In un Paese normale, un terremoto del genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l'intero governo a cadere".

A cura di Francesca Moriero
21:00

Forza Italia, congresso nazionale nel 2027 a Milano dopo riunione post-referendum

Si è tenuta oggi una riunione dei vertici di Forza Italia, presieduta dal segretario Antonio Tajani, per analizzare l'esito del referendum e definire le prossime mosse politiche. Nel corso dell'incontro è stata ribadita la volontà di non disperdere il lavoro dei comitati del "Sì", che diventeranno permanenti sui temi della giustizia, valorizzando anche i 13 milioni di voti raccolti e la vittoria nella circoscrizione Estero. Il partito ha inoltre annunciato che nella primavera del 2027 si terrà a Milano il congresso nazionale di Forza Italia. Nei prossimi mesi sono previsti anche i congressi regionali, mentre il partito punterebbe a rafforzare il proprio ruolo sia sui temi economici interni sia a livello europeo, anche all'interno del Partito Popolare Europeo.

A cura di Francesca Moriero
20:43

Referendum, Giannetta: "Commovente la mobilitazione di giovani e Sud"

L'attrice pugliese Maria Chiara Giannetta ha commentato con emozione la partecipazione al voto per il referendum sulla giustizia: "Ci speravo e mi sono commossa per l'affluenza in generale, perché c'è stato bisogno di andare a votare, e per la partecipazione dei giovani, perché hanno parlato. È stato molto emozionante vedere i giovani che si sono mobilitati e anche il Sud che si è mobilitato, i nostri ‘terroni' giovani votanti, come me: io sono terrona e ne vado fiera", ha dichiarato a margine di un incontro al Bif&st di Bari.

A cura di Francesca Moriero
20:34

Referendum, Ocf: "Ripartire dal dialogo tra avvocati e magistrati"

L'Organismo Congressuale Forense ha invitato a rilanciare il confronto tra avvocatura e magistratura dopo l'esito del referendum sulla giustizia. "Ripartire dal dialogo tra avvocatura e magistratura per le soluzioni che rafforzino la fiducia del cittadino nella giustizia", è l'auspicio espresso, prendendo atto della volontà popolare contraria alla riforma. L'Ocf sottolinea che l'avvocatura continuerà a operare nell’interesse dei cittadini, puntando su modifiche legislative ispirate a una concezione liberale della giustizia. In questo quadro, viene evidenziata la necessità di collaborare con politica e magistratura per migliorare non solo la velocità, ma anche la qualità dei processi, rafforzando il contraddittorio e le garanzie. L'organismo avrebbe poi apprezzato le aperture al dialogo arrivate da una parte della magistratura, ribadendo che "fiducia e collaborazione tra le parti sono fondamentali per individuare soluzioni efficaci e condivise".

A cura di Francesca Moriero
20:15

Governo, Calderoli: "Io penso all'Autonomia, ora starà meglio"

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha minimizzato le possibili ripercussioni politiche dopo il referendum e le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi: "Io penso all’autonomia e al resto e basta", ha detto Calderoli, aggiungendo che il percorso sull'Autonomia, a suo avviso, non subirà conseguenze: "Per me sta meglio".

A cura di Francesca Moriero
20:00

Referendum, Camere penali: "Ora Stati generali per riforma della giustizia"

La giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane ha lanciato la proposta di avviare gli "Stati generali per la riforma della giustizia" dopo l'esito del referendum. "Pur a fronte dell'esito, non può essere ignorato quanto questa esperienza abbia prodotto: i problemi della giustizia sono emersi con chiarezza nel dibattito pubblico, sono stati compresi da milioni di cittadini e sono state avanzate proposte concrete di riforma. Oltre dodici milioni di italiani hanno espresso una domanda reale di cambiamento, che non può essere archiviata né dispersa", si legge nella nota. La giunta sottolinea che il patrimonio costruito durante la campagna referendaria rappresenta "un valore da non disperdere, ma da trasformare in una spinta per proseguire il percorso di riforma": "Per questa ragione intendiamo promuovere gli Stati generali per la riforma della giustizia: un momento aperto e plurale di confronto, che coinvolga comitati, giuristi, mondo accademico e magistrati, per sviluppare proposte concrete e condivise", concludono i penalisti, invitando tutte le realtà coinvolte a partecipare.

A cura di Francesca Moriero
19:45

Referendum, Tajani riunisce Forza Italia: "Non disperdere i voti del Sì"

Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha riunito i vertici del partito per analizzare l'esito del referendum e definire le prossime iniziative politiche. Nel corso dell'incontro sarebbe emersa la volontà di non disperdere il lavoro svolto durante la campagna referendaria e di mantenere attivi i comitati del "Sì", che diventeranno "strutture permanenti" sul tema della giustizia: "Forza Italia intende valorizzare i 13 milioni di voti che hanno sostenuto la proposta di riforma della giustizia", si legge nella nota, che sottolinea anche come il risultato sia superiore a quello ottenuto nelle precedenti elezioni politiche ed europee.

A cura di Francesca Moriero
19:35

Ricciardi (M5S): "Meloni non pensi di cavarsela con le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi"

Anche il capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, ha commentato le dimissioni dei sottosegretari Gianfranco Delmastro e Bartolozzi, sottolineando la responsabilità politica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Delmastro e Bartolozzi si sono dovuti dimettere, non perché glielo hanno chiesto Nordio e Meloni, ma perché li hanno obbligati 15 milioni di italiani che con questo referendum hanno detto chiaramente che provano ribrezzo per un modello di giustizia fatto di tracotanza e arroganza del potere. Meloni può anche provare a nascondersi dietro Delmastro e Bartolozzi, ma non ci riuscirà", ha dichiarato Ricciardi. Ha aggiunto: "È evidente a tutti che Delmastro è un fedelissimo di Giorgia Meloni e la presidente del Consiglio ha una responsabilità politica sulla sua nomina. Parliamo di un sottosegretario alla Giustizia che, insieme alla capo di Gabinetto del ministero e con metà Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria andava a cena da camorristi. Questa vicenda potrà finire solo quando verrà fuori tutta la verità".

A cura di Francesca Moriero
19:24

Governo, Todde (M5S): "Sardegna ha conto aperto con Delmastro sul 41-bis"

La presidente del M5S in Sardegna, Alessandra Todde, ha commentato la gestione del 41-bis da parte del sottosegretario Gianfranco Delmastro. "Non voglio entrare nel merito delle dimissioni, ma credo comunque che siano dimissioni più che opportune. Per quanto riguarda la Sardegna, abbiamo un conto aperto con Delmastro per il tema 41-bis. Ha fatto delle scelte unilaterali trasformando le nostre carceri in deposito per i detenuti al 41-bis, cercando di trasformare la Sardegna in una Cayenna d’Italia. Sicuramente non ha lasciato e non lascerà un buon ricordo", ha dichiarato Todde da Bruxelles.

A cura di Francesca Moriero
19:20

Dimissioni di Delmastro e Bartolozzi: le opposizioni criticano il ritardo e chiedono chiarimenti

Le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi hanno subito acceso lo scontro politico, con le opposizioni che le definiscono inevitabili, ma arrivate troppo tardi e sotto pressione. Per Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, si tratta di "un atto tardivo ma doveroso", che però apre un caso politico sulla gestione della vicenda da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo Serracchiani, il fatto che le dimissioni siano arrivate solo dopo il referendum rappresenta "un elemento politico evidente" e conferma, a suo avviso, "la spregiudicatezza" della premier, accusata di aver rinviato "una decisione inevitabile per ragioni di opportunità legate al voto". Più duro il commento del leader di Avs, Angelo Bonelli, che collega direttamente l'esito referendario alla caduta dei due sottosegretari: "Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi", ha dichiarato, accusando il governo di aver difeso a lungo posizioni indifendibili e chiedendo un ulteriore passo: "le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè". Il senatore Nicola Irto, segretario d'aula del Pd, ha aggiunto: "A questo punto riteniamo necessario che il ministro Nordio venga in aula a chiarire cosa sta succedendo". Anche il senatore Marco Meloni ha commentato: "Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, sebbene arrivate fuori tempo massimo, sono una buona notizia. Ora sta a Giorgia Meloni chiarire se i rapporti con esponenti legati alla criminalità organizzata fossero esclusivamente personali o coinvolgano più direttamente il partito". Carlo Calenda di Azione ha definito le dimissioni "necessarie, doverose e tardive", mentre Matteo Renzi ha scritto sui social: "Un leader si assume le responsabilità e si dimette. Una influencer fa dimettere i sottosegretari".

A cura di Francesca Moriero
19:00

Referendum, Stella (FI Toscana): "Codice Rocco? Unificazione delle carriere è eredità fascista"

Il segretario di Forza Italia Toscana, Marco Stella, ha replicato al governatore della Toscana, Eugenio Giani, sul tema del referendum sulla giustizia, precisando la storia dell’unificazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri in Italia: "Ma quale codice Rocco? L'unificazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri in Italia è stata realizzata con l'Ordinamento Grandi del 1941, durante il regime fascista. Il sistema prevedeva la carriera unica per riflettere la concezione fascista dello Stato, unendo magistratura requirente e giudicante sotto il controllo dell'Esecutivo. La riforma del 1941, voluta dal ministro di Grazia e Giustizia Dino Grandi, ha istituito l'appartenenza di giudici e pm allo stesso ordine giudiziario", ha spiegato Stella.

Poi ha aggiunto che, dopo il 1945 e l’avvento della Costituzione repubblicana, "la carriera unica non fu modificata e che la separazione delle carriere in inquirente e giudicante proposta dal governo era un tentativo di modernizzazione". Riguardo ai risultati elettorali in Toscana, Stella ha detto: "Ci siamo candidati per cambiare le cose, continueremo a farlo, questo è soltanto un pit-stop. Oltretutto, non deve sfuggire che alle elezioni europee del 2024 i votanti furono 1.740.000 e il centrodestra ottenne 660.000 voti; ora si sono recati a votare 1.838.000 toscani, e il Sì, trascinato da Forza Italia, ha ottenuto 771.000 voti, oltre 110.000 in più rispetto a due anni fa".

A cura di Francesca Moriero
18:35

Legge elettorale, Braga (Pd), "Forzano la mano e dopo debacle fischiettano Roma"

"Niente, dodici milioni di no e come se non fosse successo niente. Oggi la maggioranza ancora stonata dalla clamorosa sconfitta al referendum, forza la mano e impone l'esame della legge elettorale. Ignorano le priorità del Paese che sono state cause della loro debacle: dal caro benzina alle folli guerre di Trump, dai salari più bassi d'Europa alle liste d'attesa nella sanità che si allungano ogni giorno: fischiettano come i pappagallini del giardino nel video della Meloni. La ragione richiederebbe prudenza, l'arroganza li porta a forzature. Non gli consentiremo di stravolgere le regole del gioco senza consenso parlamentare e solo per farsi una legge ‘su misura'", così, in una nota, Chiara Braga, capogruppo del Partito democratico alla Camera dei deputati.

A cura di Francesca Moriero
18:25

Zan (Pd): "Invece di occuparsi degli italiani, Meloni pensa a legge elettorale"

"Dalla mobilitazione di 15 milioni di persone che hanno votato No al referendum, Giorgia Meloni non ha capito nulla. Invece di iniziare ad occuparsi dei problemi degli italiani – stipendi, lavoro, caro vita – cosa fa? Pensa alla legge elettorale, cioè ad assicurarsi il potere. È la dimostrazione di quanto sia lontana dalla realtà e dalle priorità del Paese", lo ha detto Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale Pd ed europarlamentare.

A cura di Francesca Moriero
18:10

Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi danno le dimissioni dal ministero della Giustizia dopo gli scandali e la sconfitta del Sì

Dopo ore concitate e lunghi colloqui ai vertici del governo, di Fratelli d'Italia e del ministero della Giustizia, sono arrivate le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro – coinvolto negli ultimi giorni nello scandalo della Bisteccheria d'Italia – e della capo gabinetto Giusi Bartolozzi, già nota alle cronache per aver invitato a votare Sì alla riforma per "liberarsi della magistratura". L'annuncio è arrivato al termine di un confronto con il ministro della Giustizia Nordio, che solo questa mattina aveva assicurato che non ci sarebbero state conseguenze dirette per i due collaboratori. Sono gli strascichi politici più evidenti della sconfitta del Sì al referendum, arrivata in modo inaspettato per il governo Meloni.

A cura di Luca Pons
18:08

Referendum, Stefanazzi (PD): "Ora migliorare davvero la giustizia nel rispetto della Costituzione"

Il deputato del Partito Democratico, Claudio Stefanazzi, ha commentato l'esito del referendum sulla giustizia, definendolo "la sconfitta della Meloni e la vittoria delle forze che hanno spiegato con pazienza e determinazione cosa il referendum realmente nascondeva". Secondo Stefanazzi, il voto dimostra che la Costituzione è un patrimonio difeso dai cittadini come baluardo di democrazia e convivenza civile. Ha aggiunto che il merito tecnico del referendum è stato oscurato da una resistenza civile contro un tentativo, a suo dire maldestro, di ottenere un plebiscito utile a rafforzare il potere esecutivo. "È necessario un lavoro davvero condiviso per migliorare la giustizia e renderla più efficace e coerente con le aspettative dei cittadini. Ma questo potrà avvenire solo nella cornice della Costituzione vigente, nel rispetto assoluto dell'equilibrio e della divisione dei poteri che i nostri padri costituenti hanno saputo consacrare", ha sottolineato Stefanazzi, concludendo: "L'idea, vagheggiata da Meloni, di una Repubblica con il potere esecutivo immanente e legislativo e giudiziario al guinzaglio, rimarrà nei sogni della nostra presidente".

A cura di Francesca Moriero
17:59

Referendum, Parodi: "Cori dei magistrati a Napoli? Nulla di grave"

Il presidente dimissionario dell'Associazione Nazionale Magistrati, Cesare Parodi, ha commentato i cori dei magistrati a Napoli dopo il referendum sulla giustizia, definendoli "nulla di grave". A Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, Parodi ha spiegato: "Io ho un carattere diverso, non ho festeggiato in quel modo. Credo però che certe manifestazioni siano frutto della tensione, della preoccupazione accumulata da ambo le parti in questo periodo. Quindi, in qualche modo, credo ci sia stata una temporanea apertura a sfogo di questa tensione. Non credo che siano state manifestazioni strutturali… non ci vedo nulla di grave". Poi ha aggiunto: "Certo, se si ripetessero tutti i giorni sarebbe preoccupante, ma nel momento in cui si apre una bottiglia, dopo una lunga pressione, ci può stare non si sia completamente impeccabili. Anzi, non vorrei fosse l’ennesimo motivo di polemica, visto che c'è tanto da fare".

A cura di Francesca Moriero
17:41

Referendum, Tassinari (FI): "In Emilia-Romagna il centrodestra si rafforza"

La deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia, Rosaria Tassinari, ha commentato i risultati del referendum sulla giustizia, sottolineando gli esiti positivi a livello territoriale, nonostante la sconfitta nazionale del "Sì":"Esprimiamo dispiacere per l'esito complessivo del Referendum a livello nazionale, che non ha visto prevalere le ragioni del ‘Sì'. Tuttavia, guardando ai dati territoriali, emerge un elemento politico per noi significativo e incoraggiante, in particolare in Emilia-Romagna, dove si registra una crescita della percentuale dei ‘Sì' rispetto ai voti ottenuti dalla coalizione di centrodestra sia alle elezioni politiche sia alle europee", ha dichiarato Tassinari.

La deputata ha poi precisato che il risultato regionale mostra un incremento di 2,2 punti percentuali rispetto alle europee, confermando l'Emilia-Romagna come la regione "più migliorata d'Italia", esclusa la Valle d'Aosta. Tassinari ha aggiunto: "Crescere in percentuale, a fronte di un numero più alto di votanti, significa consolidare e ampliare il consenso in modo ancora più significativo. È un piccolo ma importante motivo di soddisfazione che ci spinge a guardare avanti con fiducia".

A cura di Francesca Moriero
17:25

Referendum, Anm: "Vincono i cittadini, ora dialogo con il Ministero per efficienza giustizia"

Il segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati, Rocco Maruotti, ha commentato l'esito del referendum sulla giustizia, sottolineando che si tratta di una vittoria dei cittadini e non della magistratura: "L'esito referendario, frutto di una partecipazione al voto che è andata al di là di ogni aspettativa, ci restituisce una Costituzione che conserva immutato l'equilibrio tra i poteri dello Stato voluto dai padri costituenti. Non è una vittoria della magistratura ma dei cittadini che con il loro voto hanno inteso difendere la Costituzione da una revisione che ne avrebbe snaturato il testo in una parte decisiva per il buon funzionamento della nostra democrazia". Maruotti ha aggiunto sull'immediato futuro: "Adesso vogliamo riprendere un dialogo con il ministero e con l'avvocatura sulle riforme necessarie per l'efficienza della giustizia, come le piante organiche e il tema degli applicativi informatici, superando le recenti contrapposizioni, con spirito di fattiva collaborazione nell'interesse degli utenti della giustizia che sono i cittadini".

A cura di Francesca Moriero
17:10

Referendum, sociologa Dino: "Il No di Palermo riflette il vuoto della politica"

La sociologa dell'Università di Palermo, Alessandra Dino, ha commentato l'esito del referendum sulla giustizia a Palermo, dove il "No" ha raggiunto il 69%. Secondo Dino, "Il Referendum sulla giustizia non ha nulla a che vedere con il voto clientelare e le indicazioni della mafia, intenta a ricomporre la propria struttura e non chiamata in causa. Chi è andato alle urne l'ha fatto per difendere i valori costituzionali, per reagire al silenzio della politica che tace davanti al disagio sociale, all’abbandono della città, alle strade impraticabili, alla sanità incapace di rispondere ai bisogni dei malati". La sociologa ha detto poi che, nonostante la modesta affluenza (48,2%), il voto indica una mobilitazione significativa dei cittadini: "La città di Sergio Mattarella ha votato in difesa dei valori costituzionali rappresentati dal capo dello Stato. Chi crede nel cambiamento è andato alle urne, un passaggio importante che richiama il periodo successivo al '92, quando Palermo ha reagito con compattezza alle stragi mafiose. Trovo interessante l'apporto del voto giovanile. È un buon segnale che spero non si esaurisca con la chiusura delle urne".

A cura di Francesca Moriero
16:55

Referendum, De Poli (Udc): "Abbassare i toni e procedere con responsabilità"

Il senatore e segretario nazionale dell'Udc, Antonio De Poli, ha commentato l'esito del referendum sulla giustizia: "Le indicazioni dei cittadini vanno sempre rispettate in democrazia. La campagna referendaria ha avuto momenti di forte contrapposizione che non hanno aiutato a chiarire fino in fondo i contenuti della riforma della giustizia, tema complesso che non dovrebbe mai essere letto come un terreno di scontro con la magistratura. Ora, all'indomani del voto, è importante abbassare i toni e recuperare un confronto serio e responsabile". De Poli ha aggiunto sulla fase politica: "In questa fase finale della legislatura, come centrodestra dobbiamo andare avanti con determinazione per dare risposte concrete ai cittadini: dalla sanità al sostegno del ceto medio, fino al contrasto dei rincari energetici e dei carburanti".

A cura di Francesca Moriero
16:40

Cosa vogliono fare i politici del centrosinistra per trasformare il successo del No in una vittoria alle elezioni

Allo speciale referendum di Scanner Live, il programma di approfondimento politico di Fanpage.it, nella giornata dello spoglio del referendum sono intervenuti molti esponenti del centrosinistra che hanno parlato di come si possa passare dal successo del No al referendum alla vittoria contro il centrodestra nelle elezioni politiche. Hanno parlato di primarie, ma anche della necessità di mettere insieme un programma credibile. Tutte cose che richiedono tempo, quando le prossime elezioni sono tra circa un anno.

A cura di Luca Pons
16:28

Legge elettorale, Zaratti (Avs): "La destra ha paura del voto"

Il capogruppo di Avs in Commissione Affari Costituzionali della Camera, Filiberto Zaratti, ha criticato la maggioranza di centrodestra sulla legge elettorale. Secondo Zaratti, il governo non ha tratto insegnamento dal referendum: "Come se nulla fosse accaduto, con la stessa arroganza che ha contraddistinto l'iter parlamentare della legge Nordio, tornano oggi alla carica con la legge elettorale: hanno paura del voto e vogliono scrivere una legge che gli garantisca la vittoria".

A cura di Francesca Moriero
15:44

Renzi (IV): "Fanno tutti finta di nulla... mi dimetto io?"

"Quindi fatemi capire: Giorgia Meloni NON si dimette perché era un REFERENDUM sulla Giustizia e non su di lei. Carlo Nordio NON si dimette perché era un testo del Governo e non sulla Giustizia. Giusy Bartolozzi NON si dimette perché ‘la magistratura è un plotone di esecuzione' ma si è ricordata che anche lei è un magistrato" ha scritto sui social il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

"Antonio Tajani NON si dimette perché non ha capito di cosa stiamo parlando. Fatemi capire: dopo un REFERENDUMcostituzionale perso così male fanno tutti finta di nulla? Mi devo dimettere io anche stavolta o qualcuno del centrodestra si prende finalmente una benedetta responsabilità?", ha poi aggiunto.

A cura di Francesca Moriero
15:40

Fonti di governo: "Meloni non chiederà fiducia, nessuna crisi politica dopo il referendum"

Secondo fonti governative, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non intende chiedere un voto di fiducia al Parlamento dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. Il governo sottolinea che questa misura non è necessaria, poiché non si è verificata alcuna crisi politica. Al momento, poi, "non è previsto alcun incontro tra Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella".

A cura di Francesca Moriero
15:34

Referendum, Borghese (Maie): "Italiani all’estero premiano il Sì"

Il senatore e vicepresidente del Maie, Mario Alejandro Borghese, ha commentato il voto degli italiani all'estero nel referendum sulla giustizia, evidenziando come il "Sì" abbia ottenuto complessivamente il 56,34%. "Il risultato in favore del Sì è persino straripante nella circoscrizione dell'America meridionale dove ha vinto con il 72,86% e dove l'affluenza è stata la più elevata. Per il Maie, che ha contribuito attivamente a questo risultato, si tratta oggettivamente di un successo di notevole importanza politica. Come abbiamo detto con trasparenza durante la campagna referendaria la nostra scelta per il Sì non era di carattere ideologico o di appartenenza ma semplicemente una scelta naturale, quasi automatica per la ragione che gli italiani all'estero vivono nella grande maggioranza in Stati ove il sistema giudiziario è molto simile a quello disegnato nella riforma che il popolo italiano non ha avallato. Il voto ha confermato che la nostra scelta per il Sì era giusta e condivisa dagli italiani che vivono fuori dalla patria di origine".

Poi ha aggiunto: "Va rispettato senz'altro l'esito del voto complessivo, ora importante è procedere con l'attività di governo perseguendo l'interesse generale, specie in un contesto internazionale molto complicato".

A cura di Francesca Moriero
15:24

Legge elettorale, Alfieri (PD): "La maggioranza non ha capito il messaggio del referendum"

Il senatore e responsabile Riforme del Partito Democratico, Alessandro Alfieri, ha criticato la decisione della maggioranza di rilanciare subito la modifica della legge elettorale dopo la sconfitta al referendum. Secondo Alfieri, invece di affrontare problemi concreti come le liste d'attesa nella sanità, gli stipendi e le bollette, il governo guidato da Meloni e dalla destra" concentra le energie su una riforma elettorale che serve a tutelare i propri interessi". Il senatore ha poi detto che questa scelta "dimostra che la maggioranza non ha compreso il messaggio del voto popolare" e ha invitato a fermarsi, evitando di procedere con arroganza come avvenuto con la riforma costituzionale appena bocciata.

A cura di Francesca Moriero
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