Violenza sessuale in Senato, Procura chiede archiviazione per Silvestro (FI): denuncia fatta troppo tardi
L'inchiesta per presunta violenza sessuale nei confronti del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro volge al termine con una richiesta di archiviazione da parte della Procura. Gli inquirenti romani, dopo alcuni mesi di approfondimenti, hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari di non procedere oltre. Il motivo sarebbe tecnico, ha fatto sapere Teresa Manente, l'avvocata della donna che aveva presentato denuncia: la querela era arrivata oltre dodici mesi dopo il presunto fatto, e quindi dopo la scadenza indicata per legge. Ma questo non significa, ha specificato, che la Procura non ha ritenuto credibile la denuncia.
Silvestro si era dichiarato estraneo ai fatti, dicendo che l'accusa era "assurda" e aggiungendo: "Quando mai. Non ci pensi. Poi, modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale… Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate".
Per la maggior parte dei reati, in Italia, ci sono tre mesi di tempo per sporgere denuncia dopo il fatto. Per la violenza sessuale, invece, il Codice rosso sposta il limite a dodici mesi, proprio perché è un reato che può essere molto difficile da denunciare, soprattutto nell'immediato. In alcuni casi, come se la violenza avviene nei confronti di una persona minorenne, non c'è alcun limite di tempo e il reato si può procedere anche d'ufficio.
La vicenda era emersa il 7 giugno di quest'anno, con la notizia della denuncia da parte della querelante, 52 anni. La presunta violenza, invece, sarebbe avvenuta il 25 febbraio 2025. L'avvocata della 52enne, Teresa Manente, è anche responsabile dell'Ufficio legale di Differenza Donna. Ha fatto sapere che "la richiesta di archiviazione è fondata esclusivamente su una questione relativa alla procedibilità del reato" e che "non smentisce, nel merito, il racconto" della presunta vittima. La richiesta di archiviazione "non contiene alcuna valutazione negativa sull'attendibilità della persona offesa", ha aggiunto.
Anzi, ha rilanciato la legale della difesa: "Risultano acquisiti agli atti elementi significativi e coerenti con la ricostruzione della donna. In particolare, un testimone che ebbe modo di incontrarla nell'immediatezza dei fatti ne ha descritto il profondo turbamento, il pianto e lo stato di sconvolgimento, per quanto accaduto". Per quanto riguarda il ritardo nel fare denuncia, "la difficoltà di nominare e raccontare un'aggressione sessuale nell'immediatezza costituisce un fenomeno ampiamente conosciuto nella letteratura scientifica e nell'esperienza maturata nel lavoro con le donne vittime di violenza. Choc, vergogna, paura, senso di colpa, timore del giudizio o di non essere credute possono determinare racconti inizialmente parziali, frammentati o progressivamente più completi".
Manente ha fatto sapere che la causa, comunque, non si fermerà. Per quanto riguarda l'indagine in corso, al momento il risultato più probabile sembra la conferma della richiesta di archiviazione da parte del giudice. "Preso atto della richiesta di archiviazione valuteremo le prossime azioni da intraprendere", ha detto la legale.