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Il senatore Silvestro (FI) accusato di violenza sessuale, lui si difende: “Io bel ragazzo, lei normale”

Un’imprenditrice del vino accusa Francesco Silvestro, parlamentare di Forza Italia, di averla costretta a subire un rapporto sessuale a San Luigi dei Francesi. Nel verbale anche le minacce per non farla parlare. Il senatore nega: “Sono un bel ragazzo, lei è normale”.
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La cornice è quella di uno dei palazzi istituzionali più sorvegliati della Capitale, il complesso di San Luigi dei Francesi, dove i senatori dispongono dei propri uffici privati. È qui che una donna, agente di commercio nel settore dei vini di pregio, racconta di essere precipitata in un incubo. La professionista ha presentato una dettagliata denuncia-querela per violenza sessuale nei confronti del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, 55 anni, attuale presidente della commissione Bicamerale per gli Affari regionali.

I fatti denunciati risalgono al 25 febbraio 2025. Secondo quanto ricostruito nell'esposto, l'incontro aveva una natura esclusivamente professionale ed era stato organizzato da un conoscente della donna, un carabiniere in servizio presso il Senato e lontano parente del parlamentare. Al centro dell'appuntamento una trattativa commerciale per una fornitura di vini e champagne destinata alle cantine di una villa riconducibile al senatore.

Secondo il racconto contenuto nella querela, il clima dell'incontro sarebbe cambiato improvvisamente dopo i primi accordi commerciali: il parlamentare avrebbe iniziato a rivolgerle frasi allusive per poi impedirle di allontanarsi, bloccandola sul divano dello studio e utilizzando un tavolino come barriera fisica. La donna riferisce quindi di aver subito un atto sessuale contro la propria volontà, durato circa trenta minuti e avvenuto, si legge nella denuncia, "senza alcun consenso né espresso né implicito". Terminato l’incontro, sarebbe riuscita a lasciare l’edificio in stato di choc, scoppiando poi in lacrime nell’auto di un amico che la stava aspettando all’esterno.

I tempi del trauma e il peso del silenzio

La querela è stata presentata oltre un anno dopo i fatti denunciati. Un dato che inevitabilmente accompagna la vicenda, ma che da solo non dice nulla sulla fondatezza o meno dell'accusa. Nei casi di violenza sessuale il tempo della denuncia raramente coincide con quello dell'accaduto. Tra i due momenti possono inserirsi il trauma, il disorientamento, la paura di non essere credute, il timore di compromettere relazioni personali o opportunità professionali. E quando tra le persone coinvolte esiste una forte disparità di ruolo, visibilità o potere, il peso di una scelta del genere può diventare ancora più gravoso.

Nel caso raccontato dalla professionista, a questi elementi si sarebbero aggiunte anche pressioni esterne. Nell'esposto compare infatti la posizione del carabiniere che avrebbe favorito il contatto tra le parti, A.P. Secondo il suo racconto, una volta appreso quanto sarebbe accaduto, l'uomo l'avrebbe convocata in un bar situato in una zona industriale della Campania, chiedendole di allontanare i dispositivi elettronici e invitandola a non procedere con alcuna denuncia. "Guarda che se denunci ti rovini la vita. Pensaci bene, i politici hanno un potere che neanche ti immagini. Se lo fai, non lavorerai più", sarebbe stata una delle frasi pronunciate durante quell'incontro.

È dentro questo quadro che la donna colloca il lungo silenzio seguito ai fatti denunciati. Un silenzio che, nella sua ricostruzione, non sarebbe stato determinato soltanto dalle conseguenze emotive dell'accaduto, ma anche dal timore delle possibili ripercussioni personali e professionali evocate durante quell'incontro. Dopo i fatti, avrebbe inoltre deciso di annullare l'ordine di circa 7mila euro relativo alla fornitura di vini destinata alla villa del parlamentare, per il quale, sempre secondo la sua ricostruzione, era stato prospettato un pagamento in contanti.

La replica del senatore

Interpellato da Repubblica, il senatore Francesco Silvestro ha confermato gli elementi che precedono l'episodio denunciato, l'incontro negli uffici di San Luigi dei Francesi, il ruolo del carabiniere come intermediario e la trattativa commerciale per la fornitura di vini, ma ha respinto l'accusa di violenza sessuale, definendola "assurda" e sostenendo di essere vittima di un tentativo di estorsione. Nel contestare il racconto della donna, il parlamentare ha richiamato anche il suo aspetto fisico: "Quando mai. Non ci pensi. Poi, modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale… Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate".

Un argomento che riporta la vicenda su un piano che per anni ha accompagnato il racconto pubblico delle violenze sessuali: quello dell'avvenenza della vittima, della sua presunta desiderabilità o della plausibilità di un interesse reciproco. Elementi che però restano estranei alla questione centrale, che riguarda l'esistenza del consenso e le circostanze nelle quali i fatti si sarebbero svolti. È proprio attorno a questi aspetti che si concentrano gli accertamenti della magistratura.

Nel frattempo, a fronte di accuse che dovranno essere verificate dagli inquirenti, la posizione del parlamentare non si limita alla smentita dei fatti contestati, ma assume i toni di una sfida aperta. "Denunciasse pure. Poi ci divertiamo", ha dichiarato.

Lo stato delle indagini

Spetterà ora alla magistratura fare piena luce sulla vicenda. Prima di eventuali iscrizioni nel registro degli indagati, il pubblico ministero titolare del fascicolo potrà procedere all'ascolto delle persone coinvolte e alla verifica degli elementi contenuti nella denuncia. Per ragioni di competenza territoriale, gli atti potrebbero essere trasferiti nei prossimi giorni alla Procura della Repubblica di Roma, chiamata a coordinare gli accertamenti sul caso.

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