Il problema del ritardo dei vaccini della casa farmaceutica Pfizer "è superato perché hanno detto che consegneranno già nella prossima settimana il numero di dosi attese, e poi verrà fatto il recupero anche su quelle mancanti. Il problema quindi si è risolto". Lo afferma il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto a SkyTg24.

Preoccupazioni erano emerse anche nella giornata di ieri, quando il consulente del ministro della Salute Speranza Ricciardi ha detto che per via dell'improvvisa diminuzione delle dosi di vaccino anti Covid disponibili in Italia le vaccinazioni per gli over 80 slitteranno a fine febbraio o alla prima settimana di marzo.

Il ritardo di Pfizer, sommato al taglio del 60% delle forniture del primo trimestre da parte di AstraZeneca potrebbe determinare una modifica sostanziale del piano per le vaccinazioni messo a punto dal governo. La fornitura mancante potrebbe essere stata destinata a Paesi più rischi, è questo il dubbio che tormenta il governo. Ma se le aziende rispetteranno tutte le consegne pattuite, il target raggiungibile, secondo il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, è quello di 45 milioni di vaccinati entro l'autunno.

La prima consegna del vaccino da parte di AstraZeneca, in caso di via libera dall'Ema il 29 gennaio, dovrebbe arrivare il 15 febbraio. Le altre due consegne sarebbero invece previste per il 28 febbraio e il 15 marzo.

Come riporta il Sole24Ore, sabato Arcuri aveva annunciato che entro metà marzo saranno consegnate circa 15 milioni di dosi di vaccino, spiegando che da AstraZeneca riceveremo 3,4 milioni di dosi contro gli 8 previsti (anche se nel piano ufficiale del governo ne sono indicati 16 milioni), oltre a quelle di Moderna e Pfizer.

Il problema con AstraZeneca è legato "a una riduzione delle eventuali consegne di vaccini. E dico eventuali perché al momento l'Italia ha Pfizer e Moderna, quindi parlare di AstraZeneca oggi è molto prematuro", dice Sileri. "Sappiamo che il 29 gennaio Ema dovrebbe pronunciarsi su AstaZeneca – aggiunge – Se così fosse sembra che le consegne inizieranno da metà febbraio. Saranno tre tranche: metà febbraio, fine febbraio e marzo. Però pare che le dosi siano inferiori rispetto alle attese".

"Se anche la linea di produzione di AstraZeneca non consente una produzione di quel numero di dosi non è certo colpa del governo italiano o dell'Europa. Noi dobbiamo fidarci di quello che ci viene detto dall'industria, non c'è altra soluzione. Le dosi saranno verosimilmente inferiori rispetto alle attese, ma speriamo nell'ok dell'Ema il 29 perché senza è evidente che ci sarebbe un ulteriore ritardo".

"Pfizer riprenderà la distribuzione, ci darà le dosi mancate e così potremo proseguire la nostra campagna di vaccinazione", assicura il viceministro. "Quello che serviva a Pfizer era uno stop di alcuni giorni, va bene lo stop purché poi riusciremo ad avere più dosi".