Troppi bambini stranieri nelle scuole italiane? Il ministro: “Interverremo caso per caso”
Mai come quest'anno il tema dei figli di immigrati nelle aule scolastiche sta tenendo banco, soprattutto dopo i casi di Costa Volpino, nel Bergamasco, o di Landiona, in provincia di Novara, nei quali i genitori dei bambini italiani sono arrivati a rifiutare l'iscrizione ai figli perché le classi erano composte da troppi ragazzi di origine straniera. Si tratta di razzismo? Per il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza no. "No, non è razzista, non lo sono i ragazzi, non lo sono le famiglie, non lo sono gli insegnanti. Penso al contrario che la scuola italiana stia facendo tantissimo per l'immigrazione, per l'accoglienza, per l'integrazione. Tutto sommato fatti come questi sono un po' estremi, avvengono in alcune realtà particolari e si possono affrontare senza paure caso per caso".
Già, ma come? "Si parte dalla premessa che il diritto allo studio è universale, che spetta a tutti i bambini, che provenienze diverse, lingue diverse, culture diverse sono un'opportunità, non un disvalore, rappresentano una ricchezza. Detto questo è ovvio che quando ci sono eccessivi squilibri bisogna intervenire. Ma non sarà il ministero a farlo con provvedimenti generali, si interverrà caso per caso, come è stato ben fatto altrove. In Emilia-Romagna, in Toscana, a Prato per esempio". Il ministro tuttavia rifiuta di applicare il tetto del 30% indicato in precedenza dalla Gelmini. "E' un'indicazione generale – spiega Carrozza – che nei casi particolari, e già succede, può non essere rispettata date le oggettive condizioni socio-territoriali. Inoltre occorre fare una distinzione tra i ragazzi che arrivano in Italia già grandi e magari non conoscono ancora bene la lingua, e possono aver bisogno di un supporto maggiore per l'integrazione culturale oltreché linguistica. Non possiamo considerare allo stesso modo degli altri i figli di immigrati che nascono in Italia o che sono arrivati piccolissimi da noi e conoscono la lingua quando cominciano le primarie. E possiamo considerare totalmente stranieri i bambini che vengono dalla patria comune, l'Europa? Questi bambini per me sono uguali a tutti gli altri bambini, non ci sono differenze. I nostri istituti di valutazione hanno verificato che spesso le performance degli allievi con cittadinanza non italiana sono simili a quelle degli italiani. Nella scuola italiana ci sono 736 mila alunni con cittadinanza straniera ma la metà sono nati in Italia. Sono stranieri?".