Tredicesima, ipotesi detassazione in Manovra: come può cambiare la busta paga e per chi
Con il cantiere della nuova manovra finanziaria che entra nel vivo, riprende vigore il dibattito economico sulla possibilità di detassare la tredicesima mensilità. La proposta, fortemente sostenuta da alcune forze di maggioranza come Forza Italia, avrebbe l'obiettivo di dare una spinta ai consumi e proteggere il potere d'acquisto dei cittadini in vista del periodo natalizio. Si tratta di un tema delicato che torna regolarmente d'attualità all'avvio della sessione di bilancio, trasformandosi ogni anno in una delle misure più attese e discusse dai lavoratori italiani.
A chi si rivolge la misura sulla detassazione delle tredicesime
L'ipotesi di un intervento fiscale sulla gratifica di fine anno riguarda potenzialmente un'ampia platea composta dai dipendenti sia del settore pubblico sia di quello privato. Le opzioni attualmente al vaglio dei tecnici del Ministero dell'Economia prevedono diversi scenari d'azione. Una prima strada porterebbe all'introduzione di una flat tax con aliquota fissa al 15% per i redditi non superiori ai 15 mila euro annui, oppure una tassa piatta al 10% estesa a una platea di beneficiari più ampia. In alternativa, si ragiona su una vera e propria esenzione totale del prelievo per le fasce reddituali medio-basse, compensata da un'imposizione progressiva per gli importi più elevati. Secondo le simulazioni preliminari, l'impatto di una simile riforma si tradurrebbe in un beneficio concreto per i lavoratori, con un guadagno netto in busta paga che potrebbe oscillare indicativamente tra i 200 e i 500 euro all'anno.
Perché la mensilità aggiuntiva subisce una tassazione più alta
Per comprendere la portata della proposta, occorre chiarire la ragione per cui la tredicesima appare spesso decisamente più contenuta rispetto agli stipendi ordinari percepiti durante l'anno. Dal punto di vista normativo, la gratifica natalizia è una retribuzione aggiuntiva maturata mese per mese che viene erogata in un'unica soluzione a dicembre. Pur essendo soggetta alle normali aliquote IRPEF, sulla tredicesima non vengono però applicate le solite detrazioni fiscali per lavoro dipendente o per i familiari a carico, strumenti che nel corso dell'anno riducono l'imposta sulle mensilità ordinarie. Quindi il netto percepito risulta inferiore rispetto alle aspettative di molti lavoratori, fattore che alimenta la sensazione di un prelievo sproporzionato.
Quanto costa la misura e dove trovare i fondi necessari
Nonostante il forte consenso politico e il trasversale gradimento della misura, la vera incognita sulla realizzazione della detassazione rimane la sostenibilità dei conti pubblici. Il valore complessivo delle tredicesime erogate ogni anno in Italia sfiora la quota di 60 miliardi di euro, una cifra che garantisce alle casse dello Stato un gettito fiscale annuo stimato in circa 14,5 miliardi. Rinunciare a una fetta così consistente di entrate tributarie senza compromettere gli equilibri di finanza pubblica rappresenta un ostacolo complesso. Proprio per questa ragione, l'intervento rischia di dover essere fortemente ridimensionato o circoscritto a categorie ben individuate, legando la sua effettiva approvazione al reperimento delle risorse necessarie all'interno della finanziaria