Caso Roggero

Roggero, il gioielliere cambia strategia e in Aula ammette: “Potevo essere meno impulsivo e più riflessivo”

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Mario Roggero fuori dal carcere di Bollate (Lapresse)
Il gioielliere, condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso a colpi di pistola due rapinatori e ferito un terzo nel 2021, non ha chiesto scusa né parlato di pentimento, però ha riconosciuto che avrebbe potuto agire diversamente. Intanto il suo avvocato annuncia ricorso in Cassazione contro il rigetto del differimento della pena deciso a Torino.

“Quel giorno avrei potuto avere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. Davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano Mario Roggero cambia tono, torna ai fatti del 28 aprile 2021, il giorno in cui ha ucciso a colpi di pistola due rapinatori e ne ferì un terzo. Il gioielliere, in carcere dal 17 luglio 2026, è stato condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per duplice omicidio e tentato omicidio. In udienza non ha chiesto scusa ai familiari delle vittime né ha usato la parola “pentimento”, come ha precisato il suo legale, però ha accennato a un percorso di “rivisitazione critica” del proprio comportamento. Nelle stesse ore l'avvocato della difesa, Stefano Marcolini, ha annunciato che farà ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha respinto la richiesta di differire la pena.

Il caso Roggero e gli ultimi sviluppi della vicenda giudiziaria

Il 28 aprile 2021 tre rapinatori assaltano la gioielleria di Mario Roggero, 66 anni, a Grinzane Cavour, nel Cuneese. Durante la fuga, Roggero esce dal negozio e spara: uccide due dei rapinatori e ne ferisce un terzo. La Procura di Asti accerterà che i colpi sono stati esplosi tutti all’esterno del negozio, in strada. Per quella vicenda è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi di carcere. Il 17 luglio 2026, dopo la sentenza, si è costituito nel carcere di Bollate, dove è detenuto da circa due mesi.

Dopo la condanna, la difesa ha chiesto il differimento dell'esecuzione della pena: in parole semplici, ha chiesto di sospendere temporaneamente la detenzione in carcere in attesa della decisione sulla domanda di grazia presentata dalla moglie di Roggero e sulla quale deve decidere il presidente della Repubblica. In alternativa sono stati chiesti i domiciliari. Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha però respinto la richiesta. La decisione è arrivata il 14 settembre, dopo che anche la Procura generale aveva espresso parere contrario. Il gioielliere quindi resta in carcere mentre prosegue l'iter della richiesta di grazia.

La difesa ha annunciato un ricorso contro la decisione del Tribunale

La difesa contesta quella decisione: l'avvocato Marcolini ha annunciato che presenterà un ricorso in Cassazione contro il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Torino che ha negato il differimento. Con il ricorso chiederà alla Cassazione di verificare la legittimità della decisione dei giudici torinesi.

Sulla stessa richiesta era però già stato aperto anche un procedimento davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano. Tra gli uffici di Milano e Torino è infatti sorta una questione su quale corte fosse competente a decidere e la Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sul punto. La richiesta era stata presentata inizialmente a Torino perché Roggero, residente nel Cuneese, al momento del deposito dell’istanza era ancora a piede libero. Poche ore dopo, però, il gioielliere è entrato nel carcere di Bollate, nel Milanese. Da qui il contrasto su quale ufficio fosse competente.

Quindi oggi Roggero ha partecipato a un'udienza davanti ai giudici del tribunale del capoluogo lombardo. La sostituta procuratrice generale Emma Gambardella ha chiesto che l'istanza (cioè la richiesta di differimento) fosse dichiarata inammissibile. I giudici si sono riservati la decisione: valuteranno gli atti e comunicheranno la decisione in un secondo momento. In pratica, quindi, sulla richiesta di differimento ci sono due fronti aperti: Milano deve ancora decidere, mentre Torino ha già respinto l'istanza e contro quella decisione la difesa ha annunciato ricorso in Cassazione.

È durante questa udienza che Roggero è tornato sul proprio comportamento il giorno della sparatoria. “Ho avuto tempo di pensare”, ha detto secondo quanto riferito dal suo legale. Rivolgendosi ai giudici ha aggiunto: “Ogni vita merita rispetto, siamo tutte gocce nel grande oceano”. Parlando del 28 aprile 2021 ha detto che avrebbe potuto avere un comportamento “meno impulsivo e più riflessivo”. Un passaggio che il suo legale ha definito parte di un “percorso di rivisitazione critica”.

 

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