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Elezioni del Presidente della Repubblica 2022
2 Novembre 2021
14:20

Conte, Salvini e Meloni vogliono Draghi Presidente della Repubblica. Anche Berlusconi è in gioco

La discussione sui nomi del successore di Mattarella al Quirinale entra sempre più nel vivo. Conte, Salvini e Meloni hanno detto chiaramente di vedere bene l’ipotesi di Mario Draghi Presidente della Repubblica. Se questa soluzione andasse in porto non è escluso che si vada a elezioni anticipate, come vorrebbe Fratelli d’Italia. L’elezione di Silvio Berlusconi al Colle invece garantirebbe una continuità a questa legislatura.
A cura di Annalisa Cangemi
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Si avvicina l'elezione del successore di Sergio Mattarella, e nei partiti si ragiona già da settimane, in modi più o meno espliciti, di possibili nomi papabili per l'elezione prossimo inquilino del Quirinale. Non è un mistero che in molti vorrebbero convergere su Mario Draghi, che quindi lascerebbe lo vuoto il posto a Palazzo Chigi. A quel punto si aprirebbe la strada per le elezioni anticipate, anche se non è un passaggio scontato e automatico. Vediamo quali sono le posizioni in campo.

La soluzione Draghi

Dopo le elezioni amministrative il segretario del Pd Enrico Letta e il leader del M5s Giuseppe Conte si sono incontrati per discutere del tema. Il Pd, che non vuole tornare in fretta alle urne, preferirebbe che Draghi restasse a Palazzo Chigi, proseguendo l'azione di governo fino al 2023. E al Quirinale vedrebbe benne Paolo Gentiloni o Dario Franceschini. Anche se il leader dem, dopo la batosta ricevuta in Senato con l'affossamento del ddl Zan, dice di voler rimandare la discussione sul Colle a gennaio.

La figura dell'attuale presidente del Consiglio metterebbe d'accordo gran parte del centrodestra, ma anche del M5s, che vive con una certa insofferenza il governo dell'ex presidente della Bce. Il leader dei pentastellati Giuseppe Conte proprio domenica ha detto chiaramente per la prima volta che questa sarebbe per lui una soluzione possibile. "Draghi al Quirinale? Non possiamo escluderlo ma mi sembra sia ancora presto per trarre delle conclusioni, lavoreremo per trovare il candidato migliore e Draghi rientra in questa descrizione ma è chiaro che devono realizzaresi alcune condizioni, ora è prematuro parlarne", ha detto in un'intervista a Mezz'ora in più.

L'ipotesi Draghi è del resto gradita anche alla Lega, e l'endorsement del ministro Giorgetti è solo l'ennesima prova di quanto il Carroccio sostenga l'idea che l'attuale premier migri al Colle: "Draghi potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale", dice il ministro dello Sviluppo economico a Bruno Vespa per il suo prossimo libro ‘Perché Mussolini rovinò l'Italia (e perché Draghi la sta risanando)'. La posizione di Giorgetti del resto ricalca quella del segretario del Carroccio: "Draghi lo voterei anche domani mattina" ha detto ieri Matteo Salvini.

Giorgetti vedrebbe bene una riconferma almeno per un altro anno di Mattarella, una possibilità che piacerebbe anche a molti esponenti del M5s che siedono in Parlamento, e che vedono il loro posto a rischio. Ma il Capo dello Stato si è già sfilato dalla corsa, dichiarando pubblicamente, lo scorso maggio, che non resterà al Quirinale dopo la scadenza di questo mandato.

Chi è contrario all'ipotesi Draghi al Colle

Ma non tutti sono d'accordo sulla candidatura di Draghi, e qualcuno ritiene invece che dovrebbe rimanere alla guida del governo: "Sarebbe uno spreco mandare Draghi al Quirinale", ha detto il leader di Azione Carlo Calenda, ad Agorà su Raitre. "Draghi è una guida molto autorevole in una cosa che per noi è molto difficile: spendere i fondi del Pnrr. Il rischio di non spenderli affatto è altissimo, abbiamo bisogno di una guida autorevole nei confronti dell'Europa e dei nodi non risolti dell'Italia".

Con Draghi al Colle elezioni anticipate?

Ma con Draghi al Colle si aprirebbe un'altra questione: chi siederà a Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura? L'ipotesi di spostare a Palazzo Chigi il braccio destro di Draghi, il ministro dell'Economia Daniele Franco, sembra essere già naufragata, per indisponibilità del diretto interessato. Una possibilità, che circola tra gli addetti ai lavori è che lo stesso segretario del Pd Enrico Letta possa tornare a Palazzo Chigi, fino a ottobre, per traghettare il Paese verso elezioni anticipate.

La candidatura di Berlusconi

Nel suo prossimo futuro il leader di Forza Italia si vedrebbe bene al Quirinale. Per questo ha voluto ribadire che l'alleanza con Matteo Salvini e Giorgia Meloni è solida. I voti di Fratelli d'Italia e Lega sarebbero fondamentali per chiudere la partita. Ma anche Giorgia Meloni ha detto che sosterrebbe la scelta dell'attuale premier: "Il centrodestra è d'accordo sul fatto che Mario Draghi potrebbe essere un buon presidente della Repubblica", aveva detto la leader di Fdi un mese fa. La convenienza per Fratelli d'Italia sta nel fatto che in questo modo si andrebbe al voto anticipato più facilmente.

Secondo Gianfranco Rotondi questo però non sarebbe affatto un ‘tradimento': "Non è un doppio gioco: si cerca sempre una soluzione unitaria nelle prime tre votazioni e questa può essere solo Draghi, onestamente. La candidatura di Berlusconi sopravviene in quarta votazione, nel caso in cui le forze politiche non raggiungano una intesa unanime. E in questo caso Salvini e Meloni hanno già detto che sosterranno Berlusconi, a me basta francamente". Questo quindi sarebbe lo schema secondo il presidente del movimento politico "Verde è popolare": sul nome del leader di FI si potrebbe convergere alla quarta votazione, e a quel punto, anche per scongiurare il ritorno alle urne anche parlamentari di diversi schieramenti potrebbero votarlo, per garantire una continuità alla legislatura.

Sul Cavaliere il M5s però pone un veto. Sarebbe addirittura "invotabile", secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà a Rainews24. Il Movimento potrebbe anche scegliere di consultare la base per scegliere il candidato al Colle, come accadde già con Rodotà. Ma per Di Maio la carta Berlusconi non è davvero sul tavolo, è la ritiene "improbabile". In un'intervista al quotidiano La Stampa, il titolare della Farnesina esprime anche i suoi dubbi sul fatto che Lega e Fratelli d'Italia vogliano davvero che il leader azzurro vada al Colle: "Non ne sarei tanto sicuro. E credo che se ne stia accorgendo anche Berlusconi. Salvini e Meloni stanno giocando con lui, auguri", afferma. Ma il toto-Qurinale secondo il ministro degli Esteri potrebbe essere deleterio, e si rischia di bruciare i nomi migliori.

Lo stesso Berlusconi si muove comunque in modo cauto: "Mi hanno proposto di essere il candidato del centrodestra", ammette il Cavaliere, "ma mi sembra inopportuno parlare del Quirinale quando è ancora in carica l'attuale presidente della Repubblica. Peraltro, non sarebbe un'elezione facile, perché il centrodestra non avrebbe da solo i voti necessari". Berlusconi però, numeri alla mano, pensa di avere qualche chance: "Ci sono 290 deputati e senatori usciti dai gruppi parlamentari originari. In tanti mi sono amici, ma, ripeto, è ancora tutto da vedere".

L'ipotesi di una donna al Colle

Era stata proposta pochi giorni fa anche la candidatura della senatrice a vita Liliana Segre al Quirinale. Il Fatto Quotidiano aveva anche avviato una petizione, ma la diretta interessata ha già declinato l'offerta: "Non ho la competenza e non l’avrei avuta nemmeno trent’anni fa. Ringrazio moltissimo chi ha promosso la petizione e tutti quelli che l’hanno firmata. Li ringrazio per la loro stima, che li porta a pensare a me per un compito simile, ma non sono disponibile. Ho 91 anni".

Secondo Silvio Berlusconi l'ipotesi di una donna al Colle subito dopo Sergio Mattarella è molto remota, perché non ci sarebbe sulla scena politica una figura adatta a ricoprire l'incarico: "Servirebbe l'immagine di una donna protagonista del mondo politico, sociale, culturale, economico. Ma non mi pare che si sia ancora manifestata", dice il presidente di Forza Italia.

Tra le fila dei dem si affaccia timidamente qualche nome possibile, e tra questi è stato fatto anche quello di una donna, Rosy Bindi. Ma nulla sembra ancora definito.

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