La commissione Affari costituzionali ha dato il via libera al Ddl per la riduzione del numero dei parlamentari. Il provvedimento arriverà all'esame dell'Assemblea lunedì prossimo 7 ottobre, e le votazioni partiranno dalla giornata successiva. La riforma costituzionale si avvia così, con il quarto passaggio parlamentare, all'approvazione definitiva da parte del Parlamento. Il numero dei deputati dunque potrebbe passare da 630 a 400, quello dei senatori da 315 a 200. Tradotto: 230 deputati e 115 senatori in meno.

Hanno votato a favore i partiti della maggioranza, mentre hanno votato contro Forza Italia (presente con un solo parlamentare) e +Europa. Assenti i deputati di Lega e Fratelli d'Italia. È stato votato il mandato al nuovo relatore Giuseppe Brescia, che è presidente della commissione: "Siamo consapevoli che bisognerà adeguare le istituzioni a questo cambiamento storico", ha detto Brescia, "Dovremo discutere di una nuova legge elettorale e della riforma dei regolamenti parlamentari, insieme ad alcuni ritocchi alla Costituzione come per esempio la riduzione dei delegati regionali per eleggere il Capo dello Stato. Diamo dunque la massima disponibilità ad affrontare questi temi quanto prima, con lealtà e serietà".

"È una riforma quella che passerà alla Camera ‘difettosa', che ha bisogno di molte correzioni per stare in piedi: un attento lavoro sui regolamenti delle aule parlamentari, una nuova legge elettorale. Soltanto alla fine di questo percorso, potremo dire di aver fatto una buona legge", lo ha detto il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci. Anche per questo Pd e Leu hanno chiesto che prima del voto di martedì ci sia un vertice di maggioranza per definire l'impianto della riforma.

"Il Pd voterà a favore la prossima settimana – ha scritto Marcucci su Facebook – personalmente a malincuore, pensando alla strepitosa occasione che abbiamo avuto nel 2016 con il referendum costituzionale, di arrivare ad un sistema istituzionale più efficace".

Matteo Salvini dal canto suo ha detto che la Lega voterà a favore del taglio dei parlamentari a patto che l'ok al provvedimento non sia "merce di scambio" tra M5s e Pd, ha spiegato durante la trasmissione Tagadà. "Noi lo abbiamo votato tre volte, a differenza del Pd. Ho letto che qualcuno del Pd, ad esempio l'onorevole Orfini, ha detto, ‘Sì taglio dei parlamentari in cambio dello ius soli o della legge elettorale proporzionale' – ha affermato il segretario leghista – Se è il taglio dei parlamentari punto, lo abbiamo votato tre volte e lo votiamo per la quarta. Se è il taglio dei parlamentari merce di scambio per avere lo ius soli o una legge elettorale proporzionale per l'inciucio, allora le cose cambiano. Questo ce lo spiegherà Di Maio, anche se Di Maio cambia spesso idea su tante cose".