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Stretta sulle piscine, Sportiello (M5s): “Non sappiamo se le terme rientrano nel dl e chi fa i controlli”

Le norme sulla sicurezza delle piscine, contenute nel decreto Sport, lasciano troppe incognite aperte. Non è chiaro per esempio se gli impianti termali rientrino nella stretta del provvedimento e non è chiaro chi disporrà i controlli nelle piscine per verificare che siano a norma. Sportiello (M5s) a Fanpage.it: “Misure danno una sensazione di falsa sicurezza”.
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Il decreto Sport è stato approvato definitivamente al Senato. Dopo il sì della Camera del 23 luglio scorso, ora il provvedimento viene convertito in legge. Contiene norme per semplificare le procedure per i grandi eventi sportivi internazionali come Euro 2032 e l'America's Cup 2027, ma anche le nuove misure per la sicurezza delle piscine. Per le opposizioni, però, non si è fatto abbastanza per permettere alle famiglie di fare il bagno in tranquillità, dopo gli incidenti mortali che hanno coinvolto minori che si sono susseguiti nelle scorse settimane. E i nodi da sciogliere sono ancora tanti.

Troppo vago il testo dell'emendamento che è stato introdotto alla Camera e che dovrebbe portare alla chiusura degli impianti con bocchettoni fuori norma. E soprattutto la stretta non specifica se le misure includano o meno gli impianti termali, dove si sono comunque si sono verificati recentemente incidenti. Nel testo non vengono citate esplicitamente le piscine termali, per cui non è chiaro che se questo tipo di strutture siano incluse o meno all'interno delle nuove norme di sicurezza.

Il testo del decreto in teoria dovrebbe appunto garantire una stretta su impianti pubblici, privati aperti al pubblico e a uso collettivo. Nel mirino il cosiddetto effetto ventosa: i sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione dovrebbero avere standard di sicurezza adeguati, pena la chiusura immediata dell'impianto stesso. A questo scopo con l'emendamento bipartisan che è stato inserito alla Camera si istituisce inoltre un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all'adeguamento delle piscine pubbliche. Ma chi effettua i controlli e quando scattano i monitoraggi, il testo del decreto non lo specifica. E intanto la lista delle vittime si allunga: dal 2022 a oggi, nelle piscine italiane, i morti sono stati 75, secondo i dati dell'Istituto superiore di Sanità.

Obbligo di cuffia per gli under 16 cancellato dal testo del decreto Sport

Tra l'altro è saltata proprio durante l'iter a Montecitorio un'altra importante misura di sicurezza: l'obbligo della cuffia da nuoto per gli under 16. L'emendamento che lo prevedeva, proposto dalla deputata della Lega Laura Cavandoli prima dell'approvazione bipartisan dell'Aula della Camera, è stato ritirato. Al Senato un emendamento presentato dai senatori della Lega Potenti e Paganella, "impegna il governo a valutare l'opportunità di prevedere, quale misura complementare rispetto agli interventi già introdotti in materia di sicurezza degli impianti di aspirazione e ricircolo dell'acqua, l'obbligatorietà dell'utilizzo della cuffia da nuoto durante la permanenza in acqua, al fine di prevenire il rischio di intrappolamento dei capelli e di contribuire ad elevare il livello complessivo di tutela dei frequentatori degli impianti natatori". Dunque si tratta solo di un impegno per il futuro, nulla di più.

L'allarme di Sportiello (M5s): "Testo non garantisce una reale sicurezza"

Secondo Gilda Sportiello, deputata pentastellata, su questo decreto è stato fatto "un pasticcio". "L'obbligo di indossare le cuffie per gli under 16 non è previsto: quella misura era prevista originariamente da un emendamento, che è stato poi riformulato da un altro emendamento, che sta generando solo confusione". Nel frattempo la commissione Affari sociali si sta occupando della legge quadro sulla salute e sicurezza delle piscine, che è stata approvata in Consiglio dei Ministri ed è in fase discussione parlamentare. Manca però l'ok della commissione Affari Sociali: solo a quel punto il testo andrà in Aula.

"Le norme inserite nel decreto Sport non individuano nessuna normativa chiara a cui le piscine possano fare riferimento. Quando dicono che chiuderanno le piscine non a norma, a cosa si riferiscono esattamente? Nel testo si parla in maniera molto generica di un sistema che impedisca incidenti, senza però chiarire qual è questo sistema e come dovrebbero essere messi in sicurezza gli impianti. Non si specifica poi chi è il destinatario delle norme, se il proprietario o il gestore. Poi non si spiega chi effettua i controlli e chi dispone eventualmente la chiusura degli impianti. E non si fa riferimento nemmeno a una periodicità di questi controlli. Il testo non garantisce una reale sicurezza. Dobbiamo forse aspettare un nuovo incidente per capire qualcosa in più?", ha detto Sportiello, intervistata da Fanpage.it.

Il testo approvato dice genericamente che "Nelle piscine pubbliche o private destinate ad una utenza pubblica ivi comprese quelle ad uso collettivo, il sistema di ricircolo per la depurazione e, in particolare, le prese di aspirazione delle acque quali griglie di fondo, bocchettoni o ogni altro materiale allo scopo utilizzato, deve garantire la sicurezza atta ad impedire fenomeni vorticosi di aspirazione ad effetto ventosa nei confronti di ogni parte del corpo dei bagnanti", aggiungendo che "In caso di violazione di quanto previsto al comma 1 è disposta la chiusura immediata dell'impianto fino all'adempimento degli obblighi ivi previsti".

Gli impianti termali sono inclusi nella stretta sulle piscine?

Nella legge quadro sulla salute e sicurezza delle piscine, a differenza del decreto Sport, c'è anche un articolo che classifica in modo esplicito gli impianti in piscine pubbliche, collettive e domestiche, definendo per ciascuna categoria precisi requisiti strutturali: "Sono stati presentati diversi emendamenti che puntavano a escludere le piscine termali, ma sono stati respinti. Quindi le piscine termali rientreranno all'interno della legge quadro", ha ricordato Sportiello.

Dopo le ultime tragedie, la legge quadro sembrava aver subito un'accelerazione. "Sono intervenuta in Aula, chiedendo un'informativa del ministro Musumeci, per segnalare che la legge quadro era ferma in commissione Affari Sociali. A quel punto la commissione è stata riconvocata e ha ripreso l'esame. Ora però i lavori si sono fermati di nuovo. Non vorrei che pensassero di aver risolto il problema della sicurezza delle piscine con l'emendamento al decreto Sport, perché non è così. Anzi, danno ai cittadini una sensazione di falsa sicurezza: se si dice che saranno chiusi gli impianti non a norma le persone si aspettano che quelli aperti siano a norma".

Secondo Sportiello insomma il problema principale è l'indeterminatezza del decreto: "Nel testo non vengono citati esplicitamente gli impianti termali. Per come è scritto potrebbero essere inclusi all'interno della dicitura ‘piscine pubbliche o private destinate ad una utenza pubblica ivi comprese quelle ad uso collettivo', ma il testo non specifica questo punto".

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