De-Magistris

Dopo aver varato la nuova giunta, Luigi De Magistris inizia a prendere confidenza col suo ruolo di neo sindaco. Oggi l'ex pm ha annunciato lo stop alle auto blu per assessori e dirigenti del Comune che d'ora in poi dovranno recarsi al lavoro in bici. L'iniziativa si inserisce nell'ambito di un vasto programma di sostenibilità ambientale e tagli alle spese della politica. "Nei prossimi giorni- ha dichiarato De Magistris- ci sarà l’eliminazione delle auto assegnate agli assessori che non avranno più le cosiddette auto blu, ma se vogliono, un motorino elettrico. Altrimenti verranno in ufficio Comune a piedi oppure con i mezzi pubblici". Insomma al massimo gli assessori avranno una bici elettrica. Il neo sindaco ha aggiunto che "la macchina verrà utilizzata solo quando ci saranno esigenze di servizio e per compiti istituzionali".

Una linea che sicuramente intende dare un segnale forte ai napoletani, ma che qualcuno non esita a etichettare come demagogica. E' il caso ad esempio de Il Giornale che sul suo sito web titola "Napoli, il facile populismo di De Magistris: Via le auto blu, in giro con motorini elettrici".

L'annuncio di De Magistris, fatto durante la prima seduta del Consiglio Comunale, sembra confermare la linea della campagna elettorale, quella dell'antipolitica per intenderci. Il lavoro della nuova giunta inizia adesso ma la via è già stata tracciata. De Magistris ha in mente la "razionalizzazione degli incarichi perché dobbiamo risparmiare denaro pubblico", la riduzione delle aziende partecipate comunali e dei Consigli di amministrazione, la pedonalizzazione del centro storico che verrà completata in autunno, l'investimento nella cultura.

Intanto la scelta per la presidenza del Consiglio comunale è ricaduta su Raimondo Pasquino, rettore dell'Università di Salerno e candidato del Terzo Polo alle elezioni comunali di Napoli. Pasquino ha assicurato imparzialità e terzietà rispetto agli schieramenti politici presenti in Consiglio, cosa della quale era sicuro De Magistris che lo aveva indicato come possibile presidente già prima del turno di ballottaggio.