Arriva l'atteso stop alle bollette a 28 giorni, il calcolo del periodo per il conteggio della fatturazione che aveva scatenato polemiche. La bolletta torna a essere mensile.

Riguarderà "imprese telefoniche, tv e servizi di comunicazione elettronica" con l'esclusione di promozioni non rinnovabili o inferiori al mese. Questo è il contenuto dell'emendamento presentato dal relatore al decreto fiscale all'esame della Commissione Bilancio del Senato, Silvio Lai, il quale conferma che saranno escluse ad esempio gas e luce perché "i costi sono vincolati ai consumi". Lai ha aggiunto che "Era importante che si ponesse fine a una vicenda che sta molto a cuore ai cittadini. I fornitori di servizi dovranno inoltre garantire informazioni chiare e trasparenti sulle diverse offerte e l'Autorità del settore, con la sua vigilanza, assicurerà che gli utenti possano fare scelte informate. In termini di trasparenza, poi – conclude il senatore dem – abbiamo voluto fare un passo in più stabilendo che le aziende di servizi debbano dichiarare se la fibra ottica arriva al domicilio o solo alla centrale". La Commissione Bilancio ha dato quindi il via libera al provvedimento che considera come "standard minimo" il periodo mensile o i suoi multipli.

Per chi non rispetterà i consumatori è previsto un raddoppio delle sanzioni, che passano da un minimo di 240mila euro a un massimo di 5 milioni. Gli operatori del settore, nel caso di variazioni illegittime, saranno costretti a garantire un romborso di 50 euro, maggiorato di 1 euro al giorno oltre la scadenza indicata dall'Agcom per cessare la condotta indebita.

Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, commenta positivamente l'annuncio dell'emendamento: "Per sminuire la portata del provvedimento qualcuno sta provando a fare passare il messaggio che la pratica dei 28 giorni potrà essere utilizzata dai settori gas e luce che però non hanno mai fatturato le bollette a 28 giorni e che sono notoriamente calcolate sulla base dei consumi. Quella indicata dal Pd è una soluzione efficace e chiara. Dal nostro punto di vista, riteniamo non siano per questo necessarie altre modifiche".