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Tutte le scadenze fiscali del 30 aprile, lista dei pagamenti da non dimenticare: dal bollo auto al canone Rai

Il 30 aprile 2026 si avvicina, ed è una data che molti devono cerchiare in rosso sul calendario. Molte scadenze del Fisco cadono proprio quel giorno: la rata del bollo auto e quella del canone Rai (per chi non lo paga in bolletta), le dichiarazioni Iva e le Certificazioni uniche dei sostituti d’imposta.
A cura di Luca Pons
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Il 30 aprile 2026 è una data che molti contribuenti – ma anche aziende ed enti pubblici – devono tenere a mente. Quel giorno, infatti, si concentrano molte scadenze diverse che conviene rispettare, per evitare ritardi ed eventualmente sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate. Quasi tutte le informazioni si possono trovare sullo scadenziario organizzato dal Fisco. Giovedì 30 aprile riguarderà le partite Iva, le aziende, ma anche i semplici cittadini che devono pagare il canone Rai e non possono inserirlo nella bolletta della luce, per un qualunque motivo.

Canone Rai, seconda rata in scadenza

Il canone Rai, come è noto, viene pagato di solito insieme alla bolletta della luce. Tuttavia, in alcuni casi il pagamento avviene ancora con bollettino F24. È questa la situazione, ad esempio, di chi non è intestatario di un contratto elettrico per uso residenziale ma ha comunque un apparecchio televisivo.

Questi utenti possono scegliere di pagare in canone in un'unica soluzione – 90 euro – entro il 31 gennaio di ogni anno. Oppure si può decidere il pagamento trimestrale. In questo caso, i soldi vengono divisi in quattro rate da 23,93 euro. La seconda va versata proprio entro il 30 aprile. Lo si può fare con modello F14, anche online, oppure in banca o alle Poste.

Bollo auto e Superbollo

Qualcuno dovrà pagare entro il 30 aprile il bollo auto. Si tratta dei proprietari di auto che hanno una potenza superiore ai 35 kW (ovvero quasi tutte, con l'eccezione delle mini car e di alcuni modelli elettrici) il cui bollo è scaduto a marzo. Il bollo auto, infatti, va pagato ogni anno entro l'ultimo anno del mese in cui il veicolo è stato immatricolato. Le eccezioni riguardano alcuni tipi di auto – come quelle di interesse storico – e tutti i mezzi che superano i trent'anni di vita.

Sempre il 30 aprile c'è anche la scadenza del Superbollo, alle stesse condizioni di cui sopra. Ovvero, solo se aprile è il mese di immatricolazione del veicolo. Il Superbollo tocca a tutti coloro che possiedono un'auto di potenza oltre i 185 kW. Il costo è di 20 euro per ogni kilowatt che supera questo livello. A titolo di esempio, una Ferrari SF90 con i suoi 735 kW costa 11mila euro (550 kilowatt per 20 euro) di Superbollo. Il prezzo si abbassa nel tempo, però: scende al 60% del totale dopo cinque anni dalla costruzione, al 30% dopo dieci e anni e al 15% dopo quindici anni. Dopo vent'anni dalla costruzione, non è più dovuto.

Le scadenze fiscali per le partite Iva

Ci sono poi adempienti che riguardano le partite Iva. Entro il 30 aprile va inviata la dichiarazione annuale 2026, che riguarda il periodo d'imposta 2025. È un obbligo che riguarda tutti i titolari di partita Iva in regime ordinario, che facciano attività d'impresa, artistica o professionale. È escluso chi ha registrato esclusivamente operazioni esenti e chi è in regime forfetario, oltre a specifiche categorie.

Lo stesso giorno scade il tempo per inviare la dichiarazione Ioss (che riguarda la vendita a distanza di prodotti che sono importati da Paesi al di fuori dell'Unione europea) e anche la dichiarazione Oss (che invece tocca il commercio transfrontaliero). Sempre per quanto riguarda le partite Iva, c'è il modello Iva TR, per farsi rimborsare o compensare il credito trimestrale. I produttori agricoli esonerati, che non devono inviare la dichiarazione annuale, sono comunque tenuti a dare al Fisco l'elenco degli acquisti intracomunitari e versare la relativa imposta.

Certificazioni uniche e gli altri obblighi con il Fisco

Infine, ci sono obblighi che scadono il 30 aprile e riguardano le categorie più disparate. Uno che ha una ricaduta decisamente ampia è quello per i sostituti d'imposta, ovvero quasi tutti i datori di lavoro. Devono inviare ai collaboratori autonomi le Certificazioni uniche 2026, che poi i lavoratori useranno per la dichiarazione dei redditi.

Ma ci sono anche scadenze più specifiche. Entro il 30 aprile, ad esempio, anche le società calcistiche professionistiche, le strutture sanitarie private, le assicurazioni e le pubbliche amministrazioni devono inviare le loro comunicazioni annuali.

Gli enti no profit sono obbligati a inviare il loro rendiconto con gli eventuali fondi raccolti pubblicamente, illustrando anche le entrate e le uscite. Le imprese del settore industriale ed edile devono inviare entro il 30 aprile la domanda di Cigo (cassa integrazione ordinaria) per degli eventi inevitabili che sono avvenuti a marzo. Infine, gli autotrasportatori hanno l'obbligo di presentare la dichiarazione che gli permette di ottenere lo sconto fiscale per il gasolio consumato da gennaio a marzo 2026. Una misura che diventerà sempre più cruciale nei prossimi mesi, con la crisi energetica e il caro carburanti in atto.

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