l ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l'ordinanza che prevede una nuova suddivisione su fasce delle Regioni italiane. Dopo il report settimanale dell’Istituto superiore di sanità, è arrivata quindi l’ordinanza di Speranza, in vigore da domenica 17 gennaio, che modifica le Regioni in zona gialla, arancioni e rossa. Il passaggio in zona arancione per molte Regioni italiane era stato già preannunciato negli scorsi giorni, anche dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che aveva parlato di un’Italia quasi tutta arancione. A passare in zona arancione con la nuova ordinanza sono: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. In zona rossa, invece, ci saranno la provincia di Bolzano, la Lombardia e la Sicilia. Restano in zona gialla Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana e la provincia autonoma di Trento. Mentre restano in zona arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.

Fino al 16 gennaio (compreso) l’Italia è quasi tutta in zona gialla. In zona arancione, infatti, ci sono solamente cinque Regioni: Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Nessuna in zona rossa. La Sicilia aveva chiesto al governo di poter passare in zona rossa per almeno due settimane, considerando l’alta incidenza della diffusione del Coronavirus nel territorio.

Cosa cambia in zona arancione: le regole

Per le Regioni che entreranno in zona arancione ci saranno regole più stringenti. Al di là del coprifuoco alle 22, valido per tutto il territorio nazionale indipendentemente dalle fasce, vengono vietati gli spostamenti fuori dal proprio comune se non per motivi di necessità, lavoro e salute o per il ritorno alla propria residenza. Sono chiusi bar e ristoranti, mentre vengono consentite le consegne a domicilio e l’asporto (ma con limitazioni per i bar dopo le 18). Aperti i negozi, mentre sono chiuse piscine e palestre, così come i cinema.

Le regole della zona rossa

Per la zona rossa le regole sono ancora più stringenti. Sono vietati tutti gli spostamenti, anche all’interno del proprio comune, fatta eccezione per quelli dettati da motivi di lavoro, studio, necessità e salute. Chiusi sia i bar che i ristoranti, con la possibilità delle consegne a domicilio e dell’asporto, ma con limitazioni per i bar dopo le 18. Al contrario della zona arancione, sono chiusi anche i negozi, fatta eccezione per supermercati, rivenditori di generi alimentari e farmacie. Aperti barbieri e parrucchieri, così come le edicole. Sono chiusi, invece, teatri, cinema, palestre e piscine. Gli spostamenti per far visita a parenti e amici sono consentiti solamente una volta al giorno verso una sola abitazione privata, per un massimo di due persone.