Secondo la nuova bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute relativo alla settimana 4-10 gennaio "si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente". I dati sono aggiornati al 13 gennaio.

"Si osserva, per la seconda settimana consecutiva, un aumento dell'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni (368,75 per 100.000 abitanti tra il 28/12/2020 e il 10/01/2021) vs 313,28 per 100.000 abitanti tra il 21/12/2020 e il 03/01/2021)". Il report evidenzia, in particolare, "il valore elevato di incidenza nella settimana di monitoraggio (4/1-10/1) nella Regione Veneto (365,61 per 100.000), PA di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64), e Friuli Venezia Giulia (270,77)".

L'incidenza su tutto il territorio "è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Il servizio sanitario – si legge ancora – ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate".

"L'epidemia si legge – resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale".

Terapie intensive sopra la soglia critica

Sono 12 le Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (contro le 13 della settimana precedente) mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua a essere sopra la soglia critica (30%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.579 (04/01/2021) a 2.636 (12/01/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche aumenta lievemente, passando da 23.317 (04/01/2021) a 23.712 (12/01/2021).

Nessuna Regione a rischio basso

Undici Regioni/PPAA riportano una classificazione di rischio alto (contro 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato (di cui 4 ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso.

Due Regioni, Bolzano e Lombardia, hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3. Nove regioni, e cioè Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta, hanno un indice Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo 1 ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto.

L'indice Rt Regione per Regione

Ecco l'elenco dell'indice Rt nelle regioni italiane:

Abruzzo, 1.18

Basilicata, 1.14

Calabria, 1.05

Campania, 0.99

Emilia-Romagna, 1.15

Friuli-Venezia Giulia, 0.94

Lazio, 1.1

Liguria, 1.15

Lombardia, 1.4

Marche, 0.97

Molise, 0.7

Piemonte, 1.14

Provincia autonoma Bolzano, 1.5

Provincia autonoma Trento, 1.01

Puglia, 1.18

Sardegna, 0.99

Sicilia, 1.19

Toscana, 1.01

Umbria, 1.29

Valle d'Aosta, 1.19

Veneto, 0.96