Il ministro della Salute, Roberto Speranza è intervenuto per fare il punto sull'andamento della campagna vaccinale contro il coronavirus nel nostro Paese. "La domanda che si pongono tutti è: quando ne usciremo? Ecco perché voglio dare oggi un messaggio di fiducia, non sottovaluto le difficoltà che abbiamo ancora davanti ma credo ci siano le condizioni per guardare con ragionata positività alle fasi successive", ha iniziato il ministro, ribadendo che siamo "all'inizio di una fase diversa grazie alla campagna di vaccinazione". E ancora: "Finalmente ci sono le condizioni per raccogliere i frutti dei nostri sforzi. Tra dicembre e marzo abbiamo ricevuto poco più di 14 milioni di dosi di vaccino, tra aprile e giugno ne riceveremo oltre il triplo. Sono numeri importanti, che abbasseranno il dato quotidiano delle vittime Covid e alleggerire la pressione sugli ospedali. I vaccini sono la chiave per aprire la nuova stagione".

Cosa ha detto Speranza sulle dosi di vaccino in arrivo

Il governo, ha detto Speranza, è pronto a rifinanziare quando serve il fondo per i vaccini in modo da accelerare la campagna vaccinale ulteriormente. Inoltre, ha comunicato il ministro, nelle ultime settimane è stata aumentata la capacità di personale, tra medici di base, farmacisti, pediatri, con la facoltà di somministrare il vaccino. "Va aggiunto poi il protocollo sottoscritto dal ministero del Lavoro e della Salute: appena avremo più dosi vaccineremo anche nei luoghi di lavoro", ha aggiunto Speranza.

Tornando poi a parlare dell'aumento delle dosi in arrivo dall'Unione europea: "Prudenzialmente il commissario straordinario Figliuolo sta lavorando su 45 milioni di dosi in arrivo entro giugno. 45 milioni di dosi in un trimestre ci mettono nella condizioni di proteggere le fasce anagrafiche più a rischio. Il nostro obiettivo entro il secondo trimestre è somministrare la prima dose al target degli over 60, dove si sono contati più morti. Vaccinare gli anziani è corretto perché questo ci permette di salvare vite umane e questo credo valga più di ogni altra cosa. Ora tutte le Regioni devono attenersi a queste indicazioni".

Speranza ha poi rivendicato la strategia dell'Unione europea: "L'Italia senza l'Ue non sarebbe stata più forte nelle trattative con farmaceutiche. La decisione di comprare insieme è stata giusta, l'unica via per controbilanciare le farmaceutiche per avere un bene pubblico essenziale come sono i vaccini. Ora stiamo lavorando per rafforzare la produzione italiana di vaccini".

"AstraZeneca è efficace e sicuro, salva la vita delle persone"

Il ministro ha poi parlato della questione AstraZeneca: "Stiamo ai fatti. Ogni nostra scelta è guidata dall'evidenza scientifica e dalla linea di precauzione. Abbiamo sempre deciso sulla base delle informazioni in nostro possesso su parere di Ema e Aifa. La farmacovigilanza è un tratto di serietà da rivendicare, testimonia il rigore scientifico. Ci sono due verità su AstraZeneca: la prima è che la comunità scientifica internazionale ha compiuto un'impresa senza precedenti nella storia per sconfiggere il virus, e la seconda è che è fisiologico che dopo milioni di somministrazioni un vaccino venga nuovamente valutato o rimodulate le fasce di età. Sgombriamo il campo dagli equivoci: quello di AstraZeneca è un vaccino efficace e sicuro, che salva la vita delle persone", ha detto Speranza, pur puntando il dito contro la farmaceutica per i ritardi nelle consegne. "Quelle dosi ci servono proprio perché il vaccino è efficace e sicuro. Gli scienziati ci hanno ricordato che non esiste farmaco per cui non ci siano effetti collaterali, ma l'Ema ha sottolineato che i benefici sono più elevati dei vaccini. Su 32 milioni di vaccinazioni sono stati registrati 18 di eventi fatali, parliamo di un fenomeno per quanto doloroso numericamente molto ridotto. Non dobbiamo sottovalutare queste reazioni e le modifiche e i cambi di rotta fanno parte dell'attenzione e della vigilanza". Quindi ha poi proseguito ribadendo nuovamente perché il governo ha raccomandato di utilizzare il vaccino per la fascia di popolazione over 60, una scelta in sintonia con i principali Paesi europei.

Il ministro sulle riaperture: "No a scelte azzardate che ci farebbero richiudere"

Sul caso di Johnson & Johnson ha commentato: "Seguiamo in queste ore la vicenda. Speriamo ci siano a breve elementi di chiarezza che ci consentano di proseguire con la campagna. Stiamo parlando di un vaccino monodose, che potrebbe aiutare la nostra compagna. Aspetteremo le valutazioni della comunità scientifica. Nelle prossime settimane ci concentreremo per completare le vaccinazioni dei più fragili, è questa la priorità assoluta. I dati mostrano che vaccinare funziona, non ci possono essere dubbi. Solo vaccinando milioni di italiani potremo riprendere la nostra libertà e far ripartire l'economia". Il ministro, infine, ha risposto a chi ha accusato il governo di aver adottato misure troppo severe, sottolineando come negli ospedali e nelle terapie intensive ci siano ancora moltissime persone. E sulle riaperture ha concluso ribadendo che queste non devono vanificare gli sforzi fatti finora: "Dobbiamo allentare gradualmente le restrizioni, non dobbiamo compiere scelte azzardate che ci porterebbero velocemente a chiudere".