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Sondaggi politici, Vannacci vola al 4,5%: per vincere il centrodestra deve allearsi con Futuro Nazionale

Per vincere le elezioni il centrodestra deve allearsi con Roberto Vannacci. Il partito dell’ex generale vola al 4,5%. Il suo ingresso nell’attuale maggioranza porterebbe la coalizione in vantaggio sul campo largo. L’ultimo sondaggio Bidimedia analizza i diversi scenari: vediamoli.
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È ormai chiaro: per vincere le prossime elezioni il centrodestra ha bisogno di allearsi con Roberto Vannacci. Il partito dell'ex generale vola al 4,5% e la somma dei consensi di centrodestra e Futuro Nazionale porterebbe un'eventuale coalizione al 47,2%, in vantaggio sul campo largo, al momento al 44,5%. Senza Vannacci la maggioranza soccombe e scende al 42,7%. Tuttavia l'ipotesi di un'alleanza potrebbe essere accolta negativamente, sia tra gli elettori vannacciani, che tra quelli più moderati. L'ultimo sondaggio Bidimedia analizza i diversi scenari.

Le intenzioni di voto

Partiamo dalle intenzioni di voto. Si registra la leggera crescita di Fratelli d'Italia (+0,2%) che torna nuovamente al 28%. Segno positivo anche per  la Lega che tuttavia non riesce a recuperare a sufficienza per riavvicinarsi a Forza Italia. Attualmente il Carroccio si attesta al 6,5% (+0,3%) mentre gli azzurri prendono il 7,5% (-0,3%).

La crescita nell'area della maggioranza potrebbe essere legata alle amministrative, dove il centrodestra è andato meglio rispetto al campo largo. Sotto questa lente si può leggere anche il calo dei partiti di centrosinistra. Il più consistente è quello del Movimento 5 Stelle (-0,9%), che scende al 12,1%. Scendono di due decimi anche Partito Democratico e Alleanza Verdi- Sinistra, rispettivamente al 22,3% e 6,6%. Si segnala che in questo momento i Verdi si collocano davanti alla Lega (seppur con un margine molto ristretto).

L'aspetto più rilevante del sondaggio però è la crescita di Futuro Nazionale. Il partito dell'ex generale cresce di oltre un punto e si posiziona al 4,5% (+1,2%).

Tra i partiti di area centro-liberale calano di due decimi Azione, Casa Riformista- Italia Viva, +Europa, che si attestano rispettivamente: al 2,8%, 2% e 1%. Giù anche Democrazia Sovrana Popolare (-0,2%) all'1%. Chiudono la classifica Partito Liberaldemocratico, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, pari merito allo 0,8%, Noi Moderati con lo 0,7%, Ora! (0,6%) e Avanti!-PSI (0,5%).

L'affluenza alle urne è stimata tra il 55% e 59%, in crescita di un punto percentuale.

Gli scenari: Vannacci dentro o fuori?

Il sondaggio analizza diversi scenari. Il primo è il più semplice: ovvero la somma aritmetiche delle liste. L'insieme dei voti dei partiti dell'attuale maggioranza di governo, fanno totalizzare al centrodestra il 42,7%. Il campo largo invece, ovvero l'insieme delle forze progressiste, ottiene il 44,5% e risulta in vantaggio. Se alla maggioranza attuale si somma Futuro Nazionale, il centrodestra sale al 47,2%. Stando a questi numeri dunque, Vannacci sembra proprio la risorsa necessaria per vincere.

Ma è davvero così? Nella rilevazione è stato chiesto agli intervistati di esprimere le loro preferenze sulle diverse coalizioni e ciò che emerge è interessante. I risultati infatti cambiano a seconda di quali partiti entrano in alleanza e quali restano fuori. Nello scenario attuale, in cui sia Vannacci che Azione restano fuori dalle coalizioni, i due principali schieramenti sono in una situazione di parità con il campo largo in leggero vantaggio, al 45,6% e il centrodestra al 45,1%.

Come cambiano i voti aggiungendo Futuro nazionale o Azione? Se Vannacci entra in coalizione con il centrodestra, la maggioranza torna in vantaggio sul centrosinistra ma di pochi decimi: 47,1% contro il 46,6% del campo largo. Da una parte quindi si segnala l'indecisione di una quota di elettori, presumibilmente sia vannacciani che moderati, a votare una coalizione di governo che tenga queste due forze assieme. Dall'altra la spinta in chiave anti-destra degli elettori di area progressista. In ogni caso però, si conferma il ruolo cruciale di Vannacci nelle strategie in vista del voto.

Se si ipotizza invece, un'alleanza con Azione, gli scenari cambiano nuovamente. L'ingresso di Carlo Calenda non farebbe vincere l'attuale maggioranza, anzi. Il campo largo salirebbe al 47,7% mentre il centrodestra si fermerebbe al 46,2%. Segnale, evidentemente, che il segretario di Azione non è gradito da una quota di elettori di destra.

L'ipotesi, abbastanza irrealistica, di una coalizione molto ampia che includa sia Calenda che Vannacci, porterebbe il centrodestra a sconfitta certa. In quel caso infatti, il campo largo risarebbe a portare a casa il 51,3% dei voti contro il 48,7% di una mega coalizione di destra.

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