Sono passati pochi giorni dal discorso del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha lanciato l'ultimatum ai suoi due vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, chiedendo una leale collaborazione tra i due. Da un sondaggio realizzato dall'Istituto Demopolis emerge che gli italiani hanno giudicato positivamente l'intervento del capo di governo, infatti il 48% degli intervistati ha definito positivo il discorso del presidente del Consiglio, mentre il 33% ne ha un'opinione negativa. Il 19% del campione invece non ha saputo esprimersi sulla questione. Rimanendo sulla questione governo, agli intervistati è stato chiesto se l'esperienza dell'esecutivo a tinte gialloverdi dovesse proseguire. Il ‘no' è emerso come risposta maggioritaria, infatti il 42% ha chiesto di aprire la crisi e tornare alle urne, mentre per il 31% si deve andare avanti con questa formazione di governo. Il 20% del campione, invece, ha detto di essere d'accordo sull'andare avanti con questa maggioranza, ma ridefinendo la squadra di governo attraverso un eventuale rimpasto, mentre il 7% non ha saputo rispondere.

Da questa seconda analisi emerge che, seppure per il 51% degli intervistati l'esecutivo tra Lega e Movimento 5 Stelle debba andare avanti, è anche vero che, sommando chi vuole andare alle urne e chi vuole un rimpasto, per il 62% del campione non si può continuare con questa squadra di governo. Ma, secondo Demopolis, tra gli elettori della Lega solo il 35% vorrebbe tornare alle urne, mentre per chi vota il Movimento 5 Stelle la percentuale di chi vuole veder cadere il governo scende fino al 10%.

Nelle intenzioni di voto cresce il consenso della Lega

Nel frattempo, secondo gli ultimi sondaggi che riguardano le intenzioni di voto, il partito di Matteo Salvini continua ad accumulare preferenze. A dieci giorni di distanza dalle elezioni europee la Lega è data al 36,5%, seguita dal Partito Democratico al 23,5%, che mantiene un gap di circa 6 punti percentuali con il Movimento 5 Stelle fermo al 17,5%. Male Forza Italia che perde quasi due punti, scendendo al 6,9%, mentre Fratelli d'Italia guadagna qualche decimo arrivando al 6,6%.