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Sondaggi politici, Fratelli d’Italia resta primo partito ma tra centrodestra e campo largo il distacco quasi scompare

Il nuovo sondaggio di Demopolis conferma il primato di Fratelli d’Italia e il Pd sopra il 22%, ma il dato più rilevante riguarda le coalizioni: il campo largo supera di pochissimo il centrodestra. Decisivi gli equilibri tra alleanze e partiti centristi.
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Il quadro politico italiano continua a muoversi dentro un equilibrio molto più incerto rispetto a prima. I partiti principali mantengono sostanzialmente le proprie posizioni, ma la distanza tra le coalizioni si riduce sempre di più, fino quasi ad annullarsi. È questo il dato che emerge dal nuovo Barometro Politico dell'istituto Demopolis, che fotografa un sistema ancora fortemente polarizzato attorno a due aree principali ma sempre meno sbilanciato a favore della maggioranza. Se infatti Fratelli d'Italia resta nettamente il primo partito italiano, il vantaggio complessivo del centrodestra appare oggi molto più fragile rispetto a qualche mese fa.

Fratelli d’Italia resta davanti, il Pd consolida il secondo posto

Secondo la rilevazione, il partito guidato da Giorgia Meloni si attesta al 28,6%, mantenendo un margine abbastanza ampio sul Partito Democratico, che sale al 22,5%. Il distacco resta significativo, superiore ai sei punti, ma il dato politico interessante è che il Pd continua lentamente a consolidarsi sopra quota 22%, confermando una crescita graduale che diversi istituti stanno registrando ormai da settimane. Dietro i due principali partiti si colloca il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che raggiunge il 13% e mantiene una posizione centrale negli equilibri dell’opposizione.

Forza Italia resta davanti alla Lega

Dentro il centrodestra si conferma anche un'altra dinamica ormai stabile: Forza Italia continua a restare davanti alla Lega. Il partito guidato da Antonio Tajani si attesta all’8,2%, mentre la Lega di Matteo Salvini si ferma al 7,5%. Un dato che conferma il riequilibrio interno alla maggioranza già emerso negli ultimi mesi, con una crescita relativa dell’area moderata e una Lega che continua invece a muoversi su percentuali molto lontane dai livelli raggiunti in passato.

AVS sopra il 6%, Futuro Nazionale stabile

Nel campo progressista Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,4%, consolidando uno spazio ormai stabile dentro l'area delle opposizioni. Resta invece al 3,7% Futuro Nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci, che continua a mantenere una presenza costante fuori dai due poli principali. Più indietro Azione al 2,8%, Italia Viva al 2,4%, +Europa all'1,3% e Noi Moderati all'1,1%.

Il dato più politico riguarda però le coalizioni

Più ancora delle percentuali dei singoli partiti, il sondaggio evidenzia soprattutto il progressivo riavvicinamento tra i due schieramenti principali. Il centrodestra, formato da FdI, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, arriva complessivamente al 45,4%. Il cosiddetto campo largo (cioè l'ipotesi di una coalizione tra Pd, Movimento 5 Stelle, AVS, Italia Viva e +Europa) raggiunge invece il 45,6%. La differenza è minima, appena due decimali, ma politicamente significativa perché conferma una tendenza ormai visibile in molte rilevazioni: il vantaggio del centrodestra non è più quello molto ampio registrato nella prima fase della legislatura.

Azione e Futuro Nazionale restano le variabili più imprevedibili

Dentro uno scenario così equilibrato diventano decisivi anche i partiti che restano fuori dalle coalizioni principali. Da una parte Azione, che continua a occupare uno spazio autonomo nell'area centrista. Dall'altra Futuro Nazionale, che raccoglie consensi nell’area della destra più identitaria. Sono proprio queste forze, pur con percentuali contenute, a poter influenzare maggiormente gli equilibri futuri, soprattutto in uno scenario in cui il distacco tra i due blocchi si misura ormai in pochi decimali.

Affluenza più alta e quadro meno scontato

Il sondaggio registra anche un dato sull'affluenza stimata intorno al 62%, un livello che conferma una partecipazione potenziale più alta rispetto a quella vista in diverse consultazioni recenti. Ed è proprio questo uno degli elementi che rende il quadro più aperto: con coalizioni così vicine e una quota ancora ampia di elettori mobili o indecisi, anche piccoli spostamenti possono produrre effetti politici molto più rilevanti rispetto al passato recente.

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