Mario Draghi ha conquistato gli italiani, che ora sono d'accordo non solo su di lui, ma anche sulle sue idee. Il presidente del Consiglio ha l'appoggio della maggior parte della popolazione, oltre che del Parlamento. Secondo quanto rileva l'istituto demoscopico Noto sondaggi per la trasmissione Porta a Porta, i cittadini sono convinti: l'idea di Draghi è la migliore. Che si tratti di Irpef, scuola o moneta unica. Lo stesso sondaggio rivela la divisione dei cittadini sulla previsione della durata del governo, ma anche che preferirebbero che l'esecutivo decidesse da solo sulla pandemia, senza ascoltare le Regioni. Gli italiani preferiscono i lockdown mirati per affrontare questa fase della pandemia, solo uno su dieci vorrebbe semplicemente tornare alla vita precovid, ignorando l'emergenza.

Irpef, scuola e moneta unica: secondo i cittadini Draghi ha ragione su tutto

Le domande del sondaggio spaziano tra vari argomenti, a partire dalla scuola: il 62% degli italiani è d'accordo con Draghi se il presidente del Consiglio propone di recuperare le ore perse. Ridurre l'Irpef preservando la progressività? Il 72% è favorevole. E ancora: l'euro, la moneta unica, "è irreversibile", ha spiegato Draghi in Senato, rispondendo a Matteo Salvini. Il 66% sta dalla parte dell'ex numero uno della Bce. Sulla durata dell'esecutivo i cittadini sono divisi: il 34% pensa che arriverà a fine legislatura, il 31% dice un anno, il 19% pochi mesi. Per quanto riguarda la gestione della pandemia, secondo il 56% degli italiani il governo dovrebbe decidere su qualsiasi azione, senza condividere il potere con le Regioni. Mentre la soluzione, se dovessero tornare a salire i contagi da Covid-19, sarebbero piccoli lockdown mirati, micro zone rosse, per il 48% degli intervistati. Un italiano su quattro chiede un nuovo lockdown duro in tutto il Paese, mentre uno su dieci vorrebbe evitarlo ad ogni costo.

Sondaggi elettorali: con Conte il Movimento 5 Stelle sarebbe il secondo partito d'Italia

Tra i temi toccati dal sondaggio, ci sono anche le intenzioni di voto. Gli scenari previsti, però, sono due: con o senza Giuseppe Conte alla guida del Movimento 5 Stelle. Se l'ex presidente del Consiglio diventasse il leader dei pentastellati, si configurerebbe uno scenario di questo tipo: Lega prima con il 24%, poi il Movimento 5 Stelle con il 22%, Fratelli d'Italia con il 16,5%, il Partito Democratico con il 16%, Forza Italia al 6% e gli altri partiti più piccoli sotto al 4%. Se invece Conte restasse fuori dal Movimento, i numeri sarebbero diversi: Lega al 24,5%, Pd al 19%, Fratelli d'Italia al 16,5%, Movimento 5 Stelle al 14,5% e Forza Italia al 6,5%. In ogni caso la coalizione di centrodestra sarebbe leggermente avanti. Ma il Movimento 5 Stelle si spaccherà definitivamente sul tema Draghi aperto all'interno del partito, che sta causando espulsioni e addii eccellenti? Secondo il 61% dei cittadini, il Movimento si dividerà.