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Piantedosi smonta Vannacci sulla remigrazione: “Solo chiacchiere”

Il titolare del Viminale smonta la campagna anti migranti di Vannacci. Piantedosi definisce “chiacchiere “le promesse del generale sulla remigrazione e rivendica i risultati del governo Meloni: “Non mi pare che Vannacci abbia raggiunto qualcosa di concreto”.
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Quelle di Vannacci sulla remigrazione sono solo "chiacchiere", slogan a cui non si accompagnano risultati concreti. A dirlo non è, come magari ci si potrebbe aspettare, un esponente di centrosinistra, ma il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. In un'intervista ad Avvenire, il titolare del Viminale smonta la campagna anti-migranti dell'ex generale e rivendica i risultati raggiunti dal governo Meloni.

A partire dalla stretta impressa dall'Ue sui rimpatri. "Il nuovo Patto europeo supera finalmente la logica dell'emergenza. Garantirà accoglienza a chi fugge real- mente da guerre e persecuzioni e, al contempo, contrasterà l'immigrazione irregolare e i criminali che lucrano sui traffici di esseri umani", dice. Il nuovo regolamento "è un cambio di paradigma che questo Governo ha avviato fin dal suo insediamento, ponendo all'attenzione dell'Ue la questione in termini chiari. Governare i flussi significa tutelare i confini, ma anche la dignità di ogni persona: non è con l'accoglienza indiscriminata e insostenibile attuata negli ultimi decenni o rilasciando indiscriminatamente permessi di soggiorno che si crea integrazione", afferma.

Poi l'affondo a Futuro Nazionale. Interpellato sulla proposta di Vannacci di "remigrare" gli stranieri nei loro Paesi d'origine, a cominciare da quelli irregolari, Piantedosi è scettico. Il ministro derubrica a "chiacchiere" le promesse politiche dell'ex generale, il quale – ricorda – non può di certo vantare risultati concreti in materia d'immigrazione. "Come ministro dell'Interno applico le regole esistenti, non alimento dibattiti sulle definizioni né me ne faccio condizionare. E il Governo ha una linea chiara: contrastare l'immigrazione irregolare, aumentare i rimpatri di chi non ha titolo a rimanere e favorire canali legali di ingresso per rispondere alle esigenze del nostro sistema economico e produttivo. La stiamo perseguendo con risultati concreti, non chiacchiere", sottolinea. "Comprendo che il confronto politico appartenga alla dialettica democratica, ma non mi pare che l'onorevole Vannacci abbia aggiunto qualcosa di concreto", conclude.

Dichiarazioni che lasciano trapelare i fastidi del centrodestra nei confronti dell'ex leghista. Nel giro di pochi mesi Futuro Nazionale ha avuto una crescita molto rapida nei sondaggi, drenando consensi dai partiti di maggioranza, in particolare Lega e Fratelli d'Italia. La sua linea dura su diversi temi, tra cui migranti e diritti, fa vacillare il governo.

E proprio sulla remigrazione, nelle ultime ore, Vannacci ha rilanciato: "l'obiettivo è di ritornare a un massimo di popolazione straniera nella società italiana del 4%. L'obiettivo è molto ambizioso, perché oggi siamo a un dato formale del 9%. Ma nella realtà siamo intorno all'11% perché ci sono tanti che in molte casistiche non vengono toccati dal rilevamento statistico", ha sottolineato. "Se vogliamo ancora avere un Occidente che assomigli all'Occidente che abbiamo conosciuto per secoli dobbiamo procedere sulla strada della remigrazione" ha poi ribadito. "Secondo me chiunque venga dietro a questo concetto, che non è il rimpatrio degli immigrati, ma è un concetto molto più profondo, è il benvenuto".

Il generale è pronto a pubblicare un libro sul tema. "Spero entro la fine dell'estate. I tre quarti li ho già terminati e sarà un libro sulla remigrazione, nel quale spiego per filo e per segno cos'è, su che cosa si basa, perché è possibile, perché qualcuno l'ha già fatta, e perché non è un'opzione, ma una necessità", ha concluso.

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