Le elezioni regionali del 20 e 21 settembre potrebbero rappresentare un plebiscito per il presidente uscente della Regione Liguria, Giovanni Toti. L’ultimo sondaggio, realizzato da Winpoll per Il Sole 24 Ore, evidenzia un largo vantaggio per il candidato del centrodestra, che potrebbe raggiungere circa il 60% dei voti. Sconfiggendo nettamente il suo principale avversario, Ferruccio Sansa, sostenuto da Pd e Movimento 5 Stelle. Secondo le intenzioni di voto riportate da Winpoll, Toti sarebbe al 60,1%, contro il 34,4% di Sansa. Molto più indietro il candidato di Italia Viva e +Europa, Aristide Massardo, al 4,3%.

Regionali Liguria: Lega prima lista, segue il Pd

Il sondaggio prende in considerazione anche le intenzioni di voto delle liste. La più votata sarebbe quella della Lega con il 25,7%, seguita dal Pd al 17,1%. Entrambi, comunque, sono in calo rispetto alle europee. Bene, invece, Fratelli d’Italia, che con il 12,5% sarebbe davanti al Movimento 5 Stelle (fermo all’11,2%). Molto vicino arriverebbe anche Cambiamo, il movimento creato da Giovanni Toti che avrà una lista a sostegno del presidente uscente: è al 10,6% secondo il sondaggio. Forza Italia, invece, non va oltre il 6,9%. Al di sotto del 4% la Lista Sansa (3,5%) e quelle della Sinistra e di Italia Viva e +Europa.

Il giudizio dei liguri sull’amministrazione Toti

Nella rilevazione si prende in considerazione anche l’operato dell’amministrazione regionale uscente. Giudizio abbastanza positivo per il 48% dell’elettorato, molto positivo per il 22%, abbastanza negativo per il 15% e molto negativo per il 15%. Soddisfazione viene espressa anche per la gestione dell’emergenza Covid da parte della Regione Liguria: si dice abbastanza soddisfatto il 50%, molto soddisfatto il 15%, poco soddisfatto il 23% e per nulla soddisfatto il 12%.

Il referendum costituzionale e le intenzioni di voto

Il 20 e 21 settembre si voterà anche per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari. In Liguria le stime dicono che il 60% degli elettori è orientato a votare a favore del taglio, il 40% si dice invece contrario. Tra gli elettori, quelli di Fi, Fdi, Pd e Lega si dividono quasi equamente, ma in tutti i casi è leggermente avanti il Sì (tra il 54% e il 55%), mentre molto più schiacciante è la posizione degli elettori M5s (97% di Sì). Infine, per quanto riguarda le intenzioni di voto in caso di elezioni politiche, la Lega sarebbe vicina al 30%, seguita a circa 10 punti di distanza dal Pd (al 19,1%) e da Fratelli d’Italia che raggiungerebbe addirittura il 18%, nettamente davanti a M5s e Forza Italia.