Senato, Grasso ferma Gasparri e Calderoli: “Niente denuncia a Renzi”

A cura di D. F.
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Il senatore di Forza Italia aveva annunciato: “Io e Calderoli faremo nelle prossime ore una denuncia all’autorità giudiziaria nei confronti di Renzi che ha detto che gli uffici del Senato hanno mentito”.

UPDATE: Grasso: "Nessuna denuncia". Tenta di gettare acqua sul fuoco il Presidente del Senato Pietro Grasso dopo le polemiche dei giorni scorsi con Renzi sulle valutazioni dei tecnici del servizio Bilancio e le minacce di querela da parte dei vicepresidenti di Palazzo Madama, Calderoli e Gasparri. "Non bisogna travalicare i limiti della contesa politica e rispettare le istituzioni" ha dichiarato Grasso annunciamo di aver telefonato ai due vicepresidente chiedendo di "fare un passo indietro rispetto all’idea della querela al presidente del Consiglio". "Come ho fatto venerdì sono intervenuto con forza a difesa della serietà e della competenza degli uffici del Senato e delle prerogative dei senatori, perché ritengo che la difesa delle istituzioni sia irrinunciabile" ha sottolineato la seconda carica dello Stato, avvertendo però che  "il dibattito tra maggioranza e opposizione, anche in campagna elettorale, non può e non deve arrivare al conflitto e alla delegittimazione tra le istituzioni fino al punto di pensare di rimettere all’autorità giudiziaria temi che possono essere mantenuti all’interno di un dibattito pre-elettorale".

Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato in quota Forza Italia, ha dichiarato all'Ansa: "Io e Calderoli faremo nelle prossime ore una denuncia all'autorità giudiziaria nei confronti di Renzi che ha detto che gli uffici del Senato hanno mentito". Il caso era esploso ieri, quando il Presidente del Consiglio e quello del Senato avevano dato luogo a una accesa discussione intorno al Decreto Irpef e ai famosi 80 euro in busta paga, sui quali i tecnici del Senato avevano espresso non poche perplessità: "Non chiedo il permesso ai burocrati del Senato”, aveva attaccato Renzi, mandando su tutte le furie Pietro Grasso. Il premier aveva detto: "Chi dice che non ci sono le coperture deve dire perché, altrimenti è semplicemente un tentativo di comunicare cose inesatte”. “Se gli 80 euro non arrivano nelle tasche degli italiani io chiedo scusa a lei, Porro, e al Senato", aveva affermato Renzi nel corso della trasmissione di Nicola Porro Virus."Ma se io le dicessi che domani ci saranno i primi bollettini dei pagamenti degli 80 euro per gli 11 milioni di italiani che lo riceveranno e già adesso stanno iniziando a prepararsi le buste paga, mi aspetto le scuse dei tecnici del Senato”.

Renzi ha quindi proseguito: "Sui burocrati del Senato se ci sono obiezioni di merito si risponde nel merito. Io faccio questa battaglia con la consapevolezza di non dover chiedere il permesso a tutti, ai burocrati, a tutti i partiti della coalizione. Preferisco chiedere scusa domani ma non il permesso oggi. Se ci mettiamo a mediare con tutti non ne usciremo vivi. Grasso deve difendere l’istituzione e i suoi tecnici, lo comprendo, capisco il suo ruolo ma io il Senato lo voglio cancellare". Nel tentativo di "chiudere la partita" Renzi aveva anche pubblicato su twitter  la foto di un cedolino dell’Irpef con la detrazione prevista dal decreto. “Oggi il Ministro Pier Carlo Padoan mi ha portato a vedere i primi cedolini degli 80 euro” ha scritto Renzi, aggiungendo: “Le coperture dunque ci sono”.

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