"Sono un papà che, come tanti, vive tempi complicati e stressanti che possono portare a distrazioni. La vita dei nostri figli vale il costo di 100 euro a Iva agevolata". Con queste parole, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per rendere obbligatorio l'utilizzo di seggiolini per bambini che prevedano dei sensori anti-abbandono. Si tratta, ha specificato il ministro, di ripercorrere "il modello già in uso negli Stati Uniti", con una norma che prevederebbe l'obbligatorietà di tale strumento in modo da prevenire eventuali tragedie dovute a distrazioni e dimenticanze dei genitori. Il ministro immagina l'utilizzo di sensori dal costo di circa 100 euro "sui quali lo Stato potrebbe applicare l'Iva agevolata o qualche forma di contributo".

Non è la prima volta che la politica si approccia a questo tema, spesso in contemporanea con qualche clamoroso caso di cronaca. In Parlamento vi sono già alcuni disegni di legge depositati, ma soprattutto vi è tutto il lavoro fatto dalla Commissione Trasporti nella scorsa legislatura, quando sembrava che fosse stato raggiunto un accordo per inserire un emendamento in legge di Bilancio. Tutto invece saltò per l'intervento della commissione Bilancio, che bloccò il testo in quanto non ammissibile a causa dell’estraneità della materia al provvedimento – la legge di bilancio – in discussione.

Tra le proposte più utili, resta sempre quella depositata dall'ex deputato di Sel Melilla, composta da un solo articolo, che prevede che "al comma 1 dell’articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole: «al loro peso» sono inserite le seguenti: «e dotato di un dispositivo di allarme antiabbandono". Nella relazione introduttiva, Melilla spiegava: "Appare quanto mai urgente introdurre nuove disposizioni nel codice della strada, di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, in forza delle quali diventi obbligatorio adottare un sistema di allarme che segnali la presenza del bambino nel seggiolino del veicolo e scongiuri possibili e inspiegabili tragedie, come quella accaduta ad Andrea Albanese, padre del piccolo Luca, scomparso a causa del suo abbandono nell’automobile ormai più di un anno fa, che da allora è impegnato a sensibilizzare le istituzioni affinché sia reso obbligatorio un sistema di allarme nei seggiolini per prevenire l’abbandono dei bambini".