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Scuola, il ddl Valditara sul consenso informato è legge: cosa cambia, le novità e i divieti

Con 78 sì, 38 no e nessuna astensione, il Senato ha approvato il ddl Valditara sul consenso informato. Il provvedimento ora è legge e obbliga le scuole a chiedere il consenso scritto dei genitori per attività didattiche sulla sessualità. Scatta inoltre, il divieto di educazione sessuale nelle scuole elementari e d’infanzia. Valditara: “Tuteliamo i bambini dalla propaganda gender”.
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L'Aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sul consenso informato in ambito scolastico. Ora il provvedimento è legge. Con 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessuna astensione, il testo che porta il nome del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, introduce l'obbligo di informare le famiglie sui contenuti di attività scolastiche o extracurricolari che riguardano l'educazione sessuale, subordinando la partecipazione dei ragazzi al consenso dei genitori. Non solo, il provvedimento vieta di svolgere qualsiasi lezione, corso o progetto didattico sulla sessualità nelle scuole elementari e dell'infanzia. Ecco tutte le novità.

Cosa prevede la nuova legge sul consenso informato nelle scuole

Il testo si compone di tre articoli. Innanzitutto, impone alle scuole l'obbligo di informare preventivamente sui contenuti di eventuali attività didattiche dedicate alla sessualità, mettendo a disposizione i materiali utilizzati e specificando gli eventuali soggetti esterni coinvolti. Il loro invito sarà subordinato alla deliberazione del collegio dei docenti e all'approvazione del consiglio d'istituto, sulla base di criteri legati all'esperienza professionale, scientifica o accademica delle materie oggetto dell'intervento e tenuto conto della coerenza con le finalità educative e l'adeguatezza rispetto all'età degli alunni.

Gli istituti saranno poi obbligati richiedere il consenso scritto dei genitori o degli studenti, se maggiorenni. Entrando nel dettaglio, il consenso deve essere richiesto entro il settimo giorno antecedente allo svolgimento delle attività. Senza il via libera della famiglia, l'alunno/a non potrà partecipare al corso e la scuola dovrà garantire dei percorsi formativi alternativi. Ancora, durante lo svolgimento delle lezioni extracurriculari in ambito sessuale dovrà sempre essere presente un docente.

Scatta il divieto di educazione sessuale nelle scuole elementari e d'infanzia

Il provvedimento chiude definitivamente la porta all'educazione sessuale nelle scuole elementari e negli asili. Viene fatto divieto infatti di svolgere qualunque progetto o attività didattica nell'ambito della sessualità nelle scuole dell'infanzia o primarie. Una norma motivata dalla necessità della maggioranza di tutelare la "libertà educativa dei genitori", ai quali spetta "l'ultima parola su temi così delicati e personali come la sfera affettiva e sessuale", si legge.

Valditara: "Tuteliamo i bambini dalla propaganda gender"

Con l'approvazione definitiva "tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli. Ovviamente pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri", ha dichiarato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

"Approfitto anche per chiarire alcuni aspetti che sono stati strumentalizzati. Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l'educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia", ha aggiunto. "Non è vero che non si farà l'educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l'educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori'. Con questa legge proteggiamo la crescita dei più giovani e favoriamo una loro maturazione equilibrata", ha concluso.

Le opposizioni: "Legge vergognosa, anacronistica e antiscientifica"

Il testo ha raccolto una pioggia di critiche da parte delle opposizioni. Secondo la senatrice Pd Simona Malpezzi la legge sul consenso informato "segna il primo favore che il governo fa a Vannacci, perché questo provvedimento nasce sulla spinta dell'allora sottosegretario Rossano Sasso della Lega, oggi esponente di Futuro nazionale, che ha passato tutti gli anni in cui è rimasto seduto nei banchi del centrodestra a teorizzare la teoria ‘gender' che non ha nessun fondamento pedagogico, nessun fondamento scientifico".

Per la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, "questo è un provvedimento vergognoso, anacronistico e antiscientifico. In Europa, solo sei paesi non hanno l'insegnamento dell'educazione affettiva come materia obbligatoria: Lituania, Cipro, Polonia, Romania, Bulgaria e Ungheria. Questo dato ci fa capire che questo governo e la maggioranza vogliono riportarci indietro", ha dichiarato. "In questo modo si mina la libertà dell'insegnamento e non si ragiona in termini realistici di quanto sta accadendo nel nostro paese sul piano della violenza giovanile, che è esplosa. Il vero fallimento del governo è sulla sicurezza: nonostante 5 decreti sono aumentati tutti i reati compiuti dai minori. La reazione del governo è stata la repressione, senza mettere risorse sul disagio giovanile, sulla salute mentale. La destra ha invece tagliato fondi economici e personale competente. Questo – ha aggiunto – è un paese in cui sono cresciute del 150 per cento le malattie sessualmente trasmissibili, proprio perché manca una educazione alla sessualità e alla conoscenza del proprio corpo, che è quanto dovrebbe fare la scuola, in un nuovo patto educativo con le famiglie. Torno a chiedere di poter affrontare in una seduta specifica del Parlamento tutto il tema delle nuove generazioni, e in particolare della violenza, senza ulteriori rinvii",

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