La scuola è una priorità per Mario Draghi. Dopo tutte le polemiche che hanno circondato l'ambiente scolastico nell'ultimo anno, tra aperture e chiusure, tra il rilanciare l'importanza dell'istruzione e l'abuso di didattica a distanza, sembra che per il nuovo governo la scuola sarà un punto centrale. Ieri è iniziato il secondo giro di consultazioni, in cui il presidente incaricato ha iniziato a esporre il programma che ha in mente per il suo esecutivo alle delegazioni dei gruppi politici che lo hanno incontrato. E, secondo quanto riferito dai parlamentari usciti dalla sala del colloquio, sembra proprio che, tra i diversi punti affrontati, Draghi abbia insistito molto proprio sulla scuola.

C'è molta preoccupazione per i giorni di scuola persi finora dagli studenti. Per Draghi è fondamentale recuperare quanto è venuto a mancare in questi mesi, perciò ha proposto una riorganizzazione del calendario scolastico, in modo che si vada in aula fino al 30 di giugno. La linea è questa: cercare di salvare il salvabile, l'anno non è finito, mancano ancora diversi mesi alla fine della scuola e si possono tranquillamente allungare i termini. Bisognerà capire come si comporterà il nuovo governo rispetto all'esame di maturità, sul quale fino ad ora non ci sono state novità.

Il prossimo anno, però, bisognerà ripartire meglio. Su questo Draghi è stato chiarissimo con le delegazioni dei gruppi politici: non si può affrontare un altro anno scolastico come si è affrontato questo. Verranno fatti investimenti sulla scuola, in primis sul corpo docenti. Il presidente incaricato si è soffermato a lungo sul fatto che quest'anno mancavano 10mila insegnanti a inizio anno. Ci saranno – con ogni probabilità – nuove assunzioni, per evitare che ci siano classi che, ad anno scolastico iniziato, si ritrovano senza professori assegnati.