12 Settembre 2015
14:50

Scuola, il 97% dei professori ha accettato la cattedra. Giannini: “Soddisfatti”

Solo 244 precari su 8.776 hanno rifiutato (o non hanno risposto) alla chiamata ottenuta grazie alla Buona Scuola di Renzi. Il ministro dell’Istruzione: “Stiamo dando alla scuola i docenti di cui ha bisogno”.
A cura di Biagio Chiariello

Sono 8.532 le cattedre assegnate, su 8.776 a disposizione, nella fase B del piano straordinario di assunzioni previsto dalla riforma della scuola del Governo Renzi. Praticamente solo il 3% dei professori precari (244) han detto "no" al posto fisso (52 hanno esplicitamente rinunciato e 192 non hanno risposto). A comunicarlo è direttamente il Miur, per voce del sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone: “8.532 immissioni in ruolo. Il 97 per cento degli insegnanti che avevano fatto domanda per la fase B del piano straordinario di assunzioni ha adesso una cattedra. I numeri ci danno fiducia e ci dicono che siamo sulla buona strada: quella della continuità della didattica, quella della fine del precariato, quella di una buona scuola che restituisce dignità al ruolo dei docenti, spiega Faraone. “Nessun boicottaggio – continua – gli insegnanti hanno capito che il governo sta dando loro un’opportunità. Adesso potranno finalmente avere una stabilità economica e professionale. E la scuola una didattica di qualità”.

Ministro Giannini: "Soddisfatti"

Alla fine quindi, nonostante le lamentele di questi giorni (specialmente in merito alle “deportazioni” a cui sono stati costretti i prof del Sud chiamati nel Nord Italia) , la stragrande maggioranza ha accettato l’incarico ottenuto grazie alla Buona Scuola. “Siamo soddisfatti – commenta il Ministro Stefania Giannini – il piano straordinario di assunzioni va avanti. Stiamo dando alla scuola i docenti di cui ha bisogno per garantire ai nostri studenti un’offerta più ricca che risponda ai loro bisogni formativi e guardi al futuro”.

Non solo i prof, qualche polemica anche dai dirigenti: secondo l’Associazione nazionale presidi nell’anno della “Buona Scuola” un istituto su sei non avrà un preside. “Siamo di fronte al 15-20% delle scuole che non avranno il direttore a settembre. Il problema – spiega Mario Rusconi, vice presidente dell’Anp – riguarda i numeri delle scuole: ci sono circa 1500 istituti sottodimensionati; noi continuiamo ad insistere per accorparli ma le Regioni non ne vogliono sapere per accontentare una volta il sindaco, un’altra il consiglio d’istituto. Il concorso a preside non viene bandito da anni perché il Mef non autorizza in quanto ritiene che mancano le somme per coprire le spese e così il prossimo settembre avremo altri 700 presidi che andranno in pensione, con il rischio di arrivare al 25% di scuole senza preside”.

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