Roma, la “mission impossible” di Marino: trovare 800milioni e non commissariare la città
Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato degli 800 milioni di euro che il Comune di Roma deve necessariamente trovare entro il 30 novembre per evitare il commissariamento, che di fatto sancirebbe il default della città. Ebbene, ieri sera in Campidoglio si è costituito un primo coordinamento tra il il sindaco Marino, l'assessore al bilancio Morgante e un gruppo di parlamentari bipartisan. L'obiettivo ovviamente è quello di trovare rapidamente delle soluzioni alla disastrosa situazione economica della Capitale. Il primo cittadino intanto ha fatto sapere che un primo importante passo potrebbe essere quello della prossima settimana, quando "in Senato verrà votato un emendamento per noi molto importante perché permette di rivedere i contratti di servizio delle società municipalizzate e partecipate del Comune di Roma". Il sindaco ha spiegato: "Questo ci permette di completare il lavoro di due diligence e di valutare se ci sono da un lato delle società che non servono e che possono essere liquidate, dall'altro società che possono essere accorpate e infine i costi di ciascuna di queste".
La riunione tra i parlamentari, la giunta capitolina e il sindaco si è tenuta ieri sera. Hanno partecipato, oltre a Gianni Alemanno, anche Marcello De Vito del Movimento 5 Stelle, Fabrizio Ghera di Fratelli d'Italia, Giordano Tredicine del Pdl. Prima dell'incontro l'assemblea comunale ha approvato con 35 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto, un documento che impegna il sindaco e la giunta "a farsi promotori presso il governo centrale e il governo regionale affinché venga data piena attuazione alle previsioni normative del decreto legislativo detto ‘secondo decreto' per Roma Capitale, in particolare per ciò che concerne il riconoscimento dei costi dei servizi e delle prestazioni derivanti dal ruolo di Capitale ma oggi gravanti sull'ordinario bilancio del Comune; venga avviata la realizzazione dell'intesa istituzionale di programma per definire il quadro di programmazione e finanziamento delle opere strategiche per la Capitale".
Si legge inoltre: "si verifichi se la gestione commissariale può assumere nei propri bilanci ulteriori oneri che hanno origine nella gestione antecedente al 28 aprile 2008 e che oggi gravano ancora sui bilanci di Roma Capitale, predisponendo norme legislative per consentire l'assunzione di questi oneri nell'ambito della gestione finanziaria del 2013; vengano forniti al Comune di Roma Capitale gli strumenti normativi necessari ad affrontare un processo di razionalizzazione delle aziende partecipate e della stessa amministrazione; venga sollecitata la Regione Lazio a completare l'opera stabilizzando fin dal 2013 il contributo di competenza regionale relativo ai servizi minimi di trasporto pubblico a Roma; si solleciti il governo a fornire alla regione Lazio gli eventuali strumenti normativi necessari soprattutto per ciò che concerne la separazione fra le poste rientranti nel piano di rientro della sanità e quelle relative ai trasporti, nonché la possibilità di utilizzare liberamente i margini resi disponibili dalle eventuali differenze tra entrate tributarie e flusso dei pagamenti". La mozione è a firma Pd, Pdl, Fdi, Cd, Cittadini X Roma, Lista civica Marino, Sel, e non sottoscritta invece da M5S, e Alfio Marchini sindaco.