Rivolte in carcere per il coronavirus, Salvini: “Nessuno provi a spalancare i cancelli delle galere”
Con l'emergenza coronavirus proseguono le tensioni e le rivolte in carcere, perché i detenuti sono sempre più esasperati dal rischio di contagi da Covid-19, e sono insofferenti per le nuove misure prese dal governo, che hanno imposto restrizioni su visite parentali e colloqui. Una nuova protesta di detenuti è scoppiata all'Ucciardone a Palermo, dove è stato necessario l'intervento dell'Esercito. Nei giorni scorsi si erano già verificate proteste nel resto d'Italia, come a Modena (dove sono morti sei detenuti) e Frosinone, e in altre strutture. Come ha riferito Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, si sono registrate altre tensioni nella struttura penitenziaria di Lecce.
Evasi dal carcere di Foggia
L'allarme per i disordini è stato lanciato anche a Foggia, dopo lo scoppio di una rivolta questa mattina. È quanto apprende l'AdnKronos da fonti sindacali e da testimonianze che arrivano da agenti sul posto. "Hanno sfasciato tutto sono saliti sui cancelli del ‘Blockhouse' che hanno tentato anche di abbattere", spiega una fonte. Ci sono cordoni di forze dell'ordine ma alcuni sarebbero evasi, secondo alcune notizie, si sarebbero impossessati anche di auto per scappare. Gli altri sono riusciti a prendere il controllo del carcere. Secondo fonti delle forze dell'ordine non ci sono stati feriti, né tra le forze dell'ordine né tra i detenuti. "Vogliamo l'indulto e l'amnistia, non possiamo stare così con il rischio del Corinavirus. Noi viviamo peggio di voi, viviamo nell'inferno", ha detto uno dei detenuti. Nella casa circondariale di Foggia attualmente ci sono 608 detenuti, numero al di sopra della capienza ottimale che sarebbe di 365. "La situazione è critica, gli assistenti che non vogliono lavorare, ci tengono chiusi 24 ore su 24. Ci trattano come animali", ha detto un giovane detenuto che durante gli scontri è rimasto ferito al capo. "Gli animali – ha commentato – vengono trattati meglio di noi".
Salvini: "Occorre il pugno di ferro"
L'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini è intervenuto su Facebook commentando la situazione di caos: "Evasione drammatica al carcere di Foggia, negozi chiusi e panico nelle strade, interviene l'Esercito. Rivolte dei detenuti, evasioni, morti e feriti in diverse carceri italiane. Occorre il pugno di ferro, subito: chiusura di tutte le celle, sospensione di uscite e passeggiate, e chi sbaglia paga doppio. Il mio abbraccio alle donne e agli uomini della Penitenziaria che, spesso lasciati soli, rischiano la vita per proteggere noi e la Legge".
"Detenuti morti, altri ricoverati: a Modena è successo quello che temevo mesi fa, quando (era il 25 gennaio) avevo sollevato pubblicamente la situazione drammatica di alcune carceri italiane. In particolare, a Modena denunciavo sovraffollamento e massiccia presenza di reclusi con problemi mentali. Una bomba a orologeria che purtroppo è esplosa con conseguenze drammatiche. Il ministro Bonafede non ha mai risposto agli allarmi, e ora si è diffusa la rivolta dei detenuti in tutto il Paese. Solidarietà alla Polizia Penitenziaria e grazie alle donne e agli uomini in divisa: molti di loro sono rientrati in servizio per aiutare i colleghi in un momento drammatico. Nessuno provi a spalancare i cancelli delle galere con la scusa delle rivolte", ha aggiunto.