L'orientamento del governo che si delinea in queste ore è quello di disporre il ritorno in classe per tutti gli studenti non prima di gennaio, e dunque dopo le vacanze di Natale. Troppi i rischi di una riapertura delle scuole il 9 dicembre, data che era circolata nei giorni scorsi: far rientrare oltre 3 milioni di studenti soltanto per le due settimane comprese tra l'Immacolata e le vacanze di Natale è sembrato un azzardo.

Manca ancora un piano di scaglionamenti degli ingressi che avrebbe permesso di non congestionare troppo la circolazione, con il rischio di assembramenti sui mezzi pubblici. Per gli studenti delle superiori dunque continuerà la didattica a distanza anche nelle zone gialle.

La possibilità che tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, e quelli di seconda e terza media che nelle Regioni rosse fanno lezione da casa, possano tornare fra i banchi già a dicembre sembra essere stata accantonata. Lo ha confermato questa sera anche il presidente della Regione Piemonte Cirio: "Mi sono già confrontato con il direttore dell'Ufficio scolastico regionale e già da lunedì lavoreremo insieme per rimodulare il calendario scolastico dell'anno in corso e recuperare dalla primavera, cessata l'emergenza, i giorni in presenza che sono stati persi", ha detto il governatore del Piemonte, che oggi ha firmato l'ordinanza che conferma la Dad per la seconda e terza media fino al 23 dicembre.

Anche il governatore dell'Emilia-Romagna Bonaccini ha detto che la scuola in presenza ripartirà non prima del 7 gennaio: "Penso che si aprirà ai primi di gennaio perché la quasi totalità delle regioni preferisce così. La cosa che a me interessa non è qualche settimana in più o in meno, a me interessa che al più presto i nostri ragazzi, gli studenti, tornino a scuola".

Spunta ipotesi riduzione Dad dal 14 dicembre

Una delle ipotesi è però quella di poter avviare una riduzione graduale della didattica a distanza per le superiori già da dicembre, forse dal 14. Il governo sta valutando questa possibilità, e a spingere sarebbero soprattutto M5s e Iv. Nelle aree dove i contagi sono più bassi, dove ad oggi per le superiori è prevista la didattica a distanza al 100%, gli studenti potrebbero gradualmente rientrare a scuola già dalla metà di dicembre, magari riducendo la percentuale delle ore in dad. Ma la discussione è ancora aperta, in vista del varo del nuovo dpcm, che dovrebbe essere firmato dal presidente del Consiglio entro il prossimo 3 dicembre.