Crisi di Governo 2022
21 Giugno 2022
07:50

Risoluzione Ucraina, stallo nella maggioranza: si litiga ancora su formula e armi

Mattinata di riunioni tra governo e maggioranza per trovare l’accordo sulla risoluzione condivisa, in vista delle comunicazioni del presidente Draghi alle Camere. Dopo ore di incontri ancora nulla: lo stallo prosegue.
A cura di Tommaso Coluzzi
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Crisi di Governo 2022

Sulla risoluzione di maggioranza sull'Ucraina si troverà la quadra, ne sono sicuri tutti i partiti. Sul punto di caduta, però, nessuno ha ancora fatto chiarezza. Anzi. Ieri, dopo sei o sette ore di riunione tra governo e rappresentanti della maggioranza, ci si è lasciati con un nuovo appuntamento: alle 8.30 ci si sarebbe rivisti per chiudere la risoluzione condivisa, con la deadline delle 15.00, quando il presidente del Consiglio entrerà in Senato e comincerà a leggere le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e del 24 giugno. Draghi e il governo riceveranno un nuovo mandato dal Parlamento, ma il nodo – ancora non sciolto, peraltro – sono le armi. Le riunioni si sono susseguite in mattinata, in cui c'è stato anche un altro Consiglio nazionale d'urgenza del Movimento 5 Stelle, ma senza alcun accordo. Lo stallo, insomma, prosegue.

Ieri erano stati fatti, in ogni caso, enormi passi avanti. La giornata si era aperta con un muro pentastellato – in piena bufera per le dichiarazioni di Di Maio e la tentazione di espellerlo da parte del leader – e si è conclusa con un sostanziale accordo sul fatto che, in caso di nuovo invio di armi in Ucraina, il governo dovrebbe ripassare dal Parlamento. Questo accordo, che ancora non è stato messo nero su bianco nella forma nonostante le altre ore di riunione questa mattina, ha attenuato le polemiche e scacciato – momentaneamente – l'ombra della crisi di governo. Il Movimento 5 Stelle ha bisogno di una vittoria da poter rivendicare e soprattutto Conte batte da settimane sulla questione armi: basta inviarne e se anche ne inviamo bisogna chiedere al Parlamento, sempre.

L'accordo sarebbe stato trovato su una formuletta che accontenta tutti: il governo dovrebbe passare per il Parlamento in caso di nuovo invio di armi, ma solo con delle comunicazioni senza voto. Anche perché da Palazzo Chigi insistono: le Camere hanno approvato il decreto Ucraina – con cui il governo ha proclamato lo stato di emergenza per la guerra – che, di fatto, dà mandato al governo per inviare armi a Zelensky fino al 31 dicembre 2022. I rappresentanti dell'esecutivo vorrebbero ribadire questo passaggio nel testo della risoluzione, ma c'è chi fa muro nella maggioranza – soprattutto nel Movimento 5 Stelle – e non si riesce a trovare un accordo. Prossimo appuntamento alle 14.00, un'ora prima dell'arrivo di Draghi.

342 contenuti su questa storia
Le notizie del 23 luglio sulla crisi del governo Draghi
Le notizie del 23 luglio sulla crisi del governo Draghi
Cannabis, salario minimo, aiuti: quali provvedimenti saltano con la crisi di governo e quali no
Cannabis, salario minimo, aiuti: quali provvedimenti saltano con la crisi di governo e quali no
Voto a settembre, Pd non si allea con i 5S, ma neanche con Renzi: “Toglie più voti di quanti ne porta”
Voto a settembre, Pd non si allea con i 5S, ma neanche con Renzi: “Toglie più voti di quanti ne porta”
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni