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20 Giugno 2022
15:21

Conte non arretra sulle armi, l’appoggio a Draghi è in bilico: il governo rischia la crisi

Non c’è accordo sulla risoluzione di maggioranza che dovrebbe accompagnare le comunicazioni di Draghi alle Camere del 21 giugno. I 5 Stelle di Conte insistono per inserire nel testo un meccanismo di voto sull’invio di nuove armi all’Ucraina. Palazzo Chigi è contrario. E il governo rischia la crisi.
A cura di Marco Billeci
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Il governo rischia seriamente di entrare in crisi, sulla risoluzione di maggioranza che dovrebbe accompagnare le comunicazioni del premier Mario Draghi, alla vigilia del Consiglio europeo del 22 giugno. A pochi minuti dall'inizio del vertice decisivo, infatti, non c'è ancora accordo sul testo e anzi, fonti di maggioranza raccontano a Fanpage.it che esiste la seria possibilità che il banco salti, con il M5S che rompe con il resto della compagine di governo e un conseguente precipitare degli eventi.

Motivo del contendere, è la richiesta del partito di Giuseppe Conte di inserire nella risoluzione un riferimento alla necessità che  Draghi riferisca in parlamento prima di un eventuale nuovo invio di armi all'Ucraina. Le Camere poi dovrebbero votare sulle comunicazioni del premier, di fatto aprendo la strada a quel voto sulle armi, da tempo  richiesto da Conte.

A quanto apprende Fanpage.it, palazzo Chigi sarebbe fermamente contrario a questo tipo di soluzione e non è intenzionato a dare il via libera al suo inserimento nella risoluzione. Al momento, le parti non vedono una mediazione in vista, ma sarà la riunione di maggioranza che sta per iniziare a suggellare l'eventuale spaccatura o una soluzione dell'ultimo minuto.

La proposta di far riferire Draghi alle Camere prima dell'invio di nuove armi sta creando un nuovo scontro anche all'interno dei 5 Stelle, con gli uomini di Di Maio pronti a dare battaglia contro quello che considerano un modo per azzoppare il premier

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