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Riapertura piscine e palestre: il parere del Cts

Fino a marzo palestre e piscine resteranno chiuse, ma il prossimo dpcm potrebbe cambiare le regole: per questo motivo il ministero dello Sport ha sottoposto al Comitato tecnico scientifico un documento contenente le regole per la possibile riapertura di palestre e piscine: andiamo a vedere quali potrebbero essere.
A cura di Stefano Rizzuti
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Sulla base del dpcm attualmente in vigore palestre e piscine resteranno chiuse fino al 5 marzo. Il nuovo governo, che dovrebbe insediarsi nei prossimi giorni, potrebbe cambiare le regole e con un nuovo provvedimento potrebbe decidere di riaprire palestre e piscine. Se così dovesse essere, le principali regole fissate dal ministero dello Sport e validate dal Comitato tecnico scientifico sarebbero già pronte. A riportarle è il Corriere della Sera, citando un documento del Cts che pone le condizioni per la possibile riapertura delle palestre e delle piscine. Prima di decidere se riaprire, quindi, vengono messi neri su bianco tutti gli eventuali adempimenti da applicare. In palestra potrebbero riprendere solamente le lezioni individuali, mentre in piscina servirà uno spazio di almeno 10 metri quadri per ogni persona.

Qualsiasi attività si potrà svolgere solamente evitando le aggregazioni e consentendo però di far praticare sport soprattutto a giovani e anziani. Nel documento si legge: "Si valuta con molta preoccupazione, in questa fase dell’epidemia sostenuta il riscontro potenziale di aggregazioni tra persone all’interno degli impianti sportivi, soprattutto in ambienti chiusi e confinati. Ma si ritiene particolarmente importante il ritorno alla fruizione delle attività fisiche, soprattutto nei soggetti in età evolutiva e negli individui con patologie croniche e negli anziani, nei quali il benessere psico-fisico acquisisce una dimensione fondamentale sullo stato di salute”.

Le riaperture di piscine e palestre in base alle zone

La proposta è quella di procedere con una riapertura scaglionata delle discipline sportive, seguendo sempre il principio della “massima cautela”. In zona arancione potrebbero essere riaperte le palestre, le piscine e le attività sportive di base ma solamente in forma individuale, come per esempio il nuovo. Potrebbero essere consentiti anche gli allenamenti per le attività sportive di contatto, ma solamente in forma individuale e rispettando il distanziamento. Dovrebbe essere consentita anche l’attività sportiva e la danza per i bambini. In zona gialla si aggiungerebbero anche gli allenamenti per gli sport da contatto e di squadra a livello dilettantistico.

Le regole per la riapertura di piscine e palestre

Nel documento si stabiliscono alcune delle regole da seguire in caso di riapertura per piscine e palestre. Durante l’attività sportiva deve essere obbligatoria una distanza di almeno due metri, che può aumentare in alcuni casi. Come per esempio in piscina, dove servono almeno 10 metri quadri a persona, secondo il Cts. Bisognerà sanificare gli attrezzi e i materiali, con la pulizia delle aree di contatto di ogni attrezzo dopo ogni utilizzo. Non si potranno lasciare negli spazi comuni gli indumenti personali, da mettere invece in zaini e borse. Si dovrà bere da bicchieri monouso o bottiglie personali, mentre si dovrà utilizzare – se possibile – il proprio tappetino personale. Viene inoltre vietato l’uso delle docce. Infine ci sarà l’obbligo di indossare le mascherine per gli operatori, mettendo a disposizione dei clienti il gel disinfettante anche in funzione del numero dei potenziali utenti.

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