Renzi contro il governo: “Scherza col fuoco, se non mantengono promesse resistono solo per poltrone”

L’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, torna all’attacco del governo. “Scherza col fuoco”, afferma in un’intervista rilasciata al Messaggero. Il punto, secondo Renzi, è che così “la coesione sociale è a rischio”. E per questo motivo rivolge un appello al vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: “Abbassi i toni”. Ma la critica dell’ex presidente del Consiglio si rivolge anche a un altro ministro, Luigi Di Maio: “Massacra le imprese, a me sembra strano che nessuno sia ancora sceso in piazza”. Durante l’intervista Renzi si sofferma su molti argomenti. Tra questi anche la questione vaccini: “Il passo indietro sui vaccini è vergognoso ma dentro ai 5 Stelle emerge finalmente il dissenso”, dice riferendosi a posizioni critiche come quelle della Fattori.
C’è poi il braccio di ferro con Bruxelles, su cui Renzi afferma: “Per il momento è solo una telenovela. Ci sono o no i soldi per eliminare la Fornero, fare la flat tax e per il reddito di cittadinanza? Sì o no? Se sì, facciano ciò che hanno promesso. Se no, credo che gli elettori di 5 Stelle e Lega siano stati truffati da un governo che sta in piedi per le poltrone ma che paga i conti con gli assegni a vuoto. Quanto all'atteggiamento con l'Europa, al momento sono chiacchiere. Noi abbiamo ottenuto flessibilità perché credibili grazie alle riforme, dal Jobs Act all'Anticorruzione. Loro con quale faccia si presentano? Con il decreto Di Maio che fa aumentare i disoccupati?”.
Poi Renzi torna su Salvini: “Circa i proclami del ministro dell'Interno, mi sembrano esibizioni muscolari per prendere un like su Facebook, ma non cambiano linea a Bruxelles. Quella di Salvini non è politica, ma body building verbale: alla fine, però, il fisico è quello che è. E in Europa se ne sono già accorti”. Altro punto criticato da Renzi riguarda le nomine dell’esecutivo: “Giusto che il governo faccia le nomine che la legge consente. Dobbiamo giudicare dai risultati, non per partito preso. Diverso è il caso di Ferrovie, dove la revoca del Cda è poggiata su ragioni giuridiche fragili: ci saranno ricorsi e temo che la Corte dei Conti non possa far finta di niente”. Infine, l’ex presidente del Consiglio si sofferma sulla vicenda degli account russi che, in particolare, hanno fatto partire una campagna social contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Chiederò ai pm di essere sentito, ho molto da raccontare”.