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16 Agosto 2021
12:26

Referendum per l’eutanasia legale, raggiunte le 500mila firme: “Malati abbiano diritto di decidere”

Il referendum per l’eutanasia legale potrà avere luogo: il comitato promotore ha infatti annunciato che sono state raggiunte le 500mila firma necessarie per indire il voto referendario. Le firme sono state raccolte sia ai tavoli che, per la prima volta, online; ora l’obiettivo è quello di raggiungere quota 750mila entro fine settembre.
A cura di Stefano Rizzuti
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L’obiettivo è stato raggiunto: sono più di 500mila le firme raccolte per il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia. Si tratta del numero necessario affinché la Corte di Cassazione possa indire il referendum. “Siamo felici di poter comunicare che ad oggi sono più di 500.000 le persone che hanno firmato il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia”, comunica il Comitato promotore spiegando che sono state raccolte 430mila firme ai tavoli e altre 70.000 online. A queste si aggiunge un “numero ancora imprecisato” di firme raccolte nei Comuni.

Il comitato promotore vuole sottolineare “che la raccolta firme prosegue con ancora maggiore forza, con l'obiettivo di raccogliere almeno 750.000 firme entro il 30 settembre in modo da mettere in sicurezza il risultato da ogni possibilità di errori nella raccolta, ritardi della Pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli. Ad oggi, le firme fisicamente già rientrate al Comitato sono 99.000, delle quali 48.000 già certificate e pronte per la consegna”. I promotori precisano che “il referendum è uno strumento legislativo per realizzare riforme con effetto vincolante, non è – né dal punto di vista legale né da quello politico – uno "stimolo" al Parlamento affinché legiferi, né tantomeno un alibi per il Governo e le Regioni per continuare a violare impunemente la legge. Continueremo infatti ad agire al fianco di persone malate che si vedono conculcata con la violenza la propria libertà di decidere sul fine vita”.

La raccolta firme per il referendum arriva a 37 anni dal deposito della prima proposta di legge sull’eutanasia, a firma di Loris Fortuna: “Il referendum – proseguono i promotori – è lo strumento per abrogare la criminalizzazione del cosiddetto "omicidio del consenziente" (articolo 579 del codice penale) e rimuovere così gli ostacoli alla legalizzazione dell’eutanasia anche con intervento attivo da parte del medico su richiesta del paziente, sul modello di Olanda, Belgio, Lussemburgo e Spagna, seguendo i principi già stabiliti anche dalla Corte costituzionale tedesca”. Se in Parlamento si dovesse approvare la legge sull’aiuto al suicidio, comunque, pur essendo un “passo avanti positivo” non si “supererà l’utilità del referendum”, spiegano ancora dal comitato. Si ricorda, inoltre, che l’associazione Luca Coscioni continuerà con la sua attività di “aiuto diretto alle persone che si rivolgono a noi attraverso il "numero bianco sul fine vita" (06 9931 3409. Nei casi in cui sarà necessario, con Mina Welby e Gustavo Fraticelli siamo pronti a ricorrere alla disobbedienza civile per affermare il diritto fondamentale all'autodeterminazione dei malati in condizione di sofferenza”.

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29 di askanews
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