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21 Marzo 2011
14:15

Referendum nucleare 2011: informarsi per scegliere

I drammatici eventi che hanno travolto il Giappone e che ancora minacciano il Sol Levante portano all’attualità il dilemma nucleare, tra vantaggi e paure.
A cura di Fanpage Admin
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Riflessioni per il referendum sul nucleare

La tematica relativa alle centrali nucleari è tornata recentemente molto in voga. Saremo infatti chiamati alle urne per dichiararci favorevoli o meno all'introduzione dell'energia nucleare nel nostro stato. La questione è stata  riproposta  con l'intento di  favorire lo sviluppo economico del paese mediante l'introduzione di una fonte ulteriore di energia.

Il governo attuale, nel suo decreto per le "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" ha previsto, nella norma per la "realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare" l'introduzione e l'utilizzo di impianti nucleari di terza generazione.

A causa della forte sfiducia già espressa dagli  italiani nel 1987 in un precedente referendum, la corte costituzionale in data 14 gennaio 2011 si è pronunciata favorevole alla ridiscussione del decreto ed in particolare si è pronunciata favorevole  alla possibilità di abrogare tale norma attraverso l'istituzione di un referendum che si terrà presumibilmente il 12 giugno 2011.

Mancano meno di tre mesi ed è bene informarsi per poter coscientemente esprimere un parere.

Principi base

Fissione nucleare

La centrale Termonucleare, o più comunemente chiamata centrale nucleare o atomica, è un particolare tipo di centrale elettrica. Questo genere di impianto sfrutta un ciclo legato ad un gas, nella maggioranza dei casi il ciclo dell'acqua, per la produzione di energia. Da un punto di vista scientifico possiamo dire che si utilizza una reazione che libera calore utilizzato per la vaporizzazione dell'acqua e quindi la generazione di lavoro meccanico. Il lavoro meccanico si manifesta nel  movimento di  alcune turbine e viene poi trasformato attraverso alternatori in energia elettrica. A seconda della reazione utilizzata per la generazione del calore si possono distinguere diversi tipi di impianti industriali.

Cerchiamo  invece di capire.
Il meccanismo nella sua versione più semplice ricorda una comune pentola da cucina ricolma d'acqua, portata ad ebollizione e collegata ad un grosso “tubo”. Il vapore acqueo liberato è quindi convogliato in un condotto (il tubo) dove enormi “pale”(le turbine)  verrebbero fatte muovere dalla forza del vapore acqueo ottenuto, che può essere inteso come  una sorta di“vento”.  Al termine del processo vi sono gli alternatori, particolari macchine elettriche collegate alle turbine, che attraverso il principio di induzione magnetica riescono a trasformare un lavoro di tipo meccanico (il movimento delle turbine) in energia elettrica.

A discuterne in questi termini, questo processo di produzione energetico sembrerebbe quanto di più ecologico esista in natura. La questione, invece, si rivela quanto di più opposto nell'analisi delle metodologie utilizzate per produrre la fonte di calore atta a sviluppare la reazione che genera il gas (il vapore acqueo).

Senza approfondire le reazioni di tipo chimico e non legate alla produzione di calore mediante l'utilizzo combustibili fossili, passiamo ad esaminare cosa accade all'interno di una centrale nucleare.

Centrali di questo tipo sfruttano principalmente due processi di tipo nucleare denominati fissione e fusione per generare la fonte di calore.

La fissione nucleare è una reazione che interessa un atomo definito “pesante” come il plutonio 239 e l'uranio 235. Attraverso un procedimento non spontaneo si riesce a scindere il dato atomo in più frammenti. Più semplicemente ma anche in maniera meno esatta potremmo dire che, attraverso un procedimento indotto dall'uomo, si riesce ad ottenere, a partire da una sola particella, più particelle di tipo atomico.

La fusione, invece, è un processo di reazione nucleare che produce effetti opposti alla fissione. A partire da due o più atomi si riesce attraverso un processo di compressione ad ottenerne uno solo con nucleo di massa molto maggiore.

Vale la pena soffermarsi sulla grandezza di tali procedimenti e sul loro grado tecnologico. Le centrali più diffuse sono quelle a fissione nucleare.

Problemi e scorie

Pericolo radioattivo

L'industria nucleare a fissione si ritrova ad affrontare le grandi problematiche relative alle scorie generate dal processo industriale. La fissione produce, infatti, due tipi di scorie ad elevata radioattività che permangono dannose per l'uomo per milioni di anni. Si ottengono infatti elementi radioattivi leggeri e soprattutto tonnellate di combustibili esauriti.

Volendo trascurare i primi, è importante affermare che tutt'oggi non vi è modo di eliminare ne rendere neutrali le tonnellate di elementi come plutonio e uranio esausti. Questi al termine del loro ciclo vitale infatti, vengono semplicemente stoccati e interrati, tentando di seguire le massime procedure di sicurezza atte a evitarne la fuoriuscita in natura. La loro pericolosità deriva anche dalla produzione di raggi beta, dovuti al decadimento radioattivo, particolarmente dannosi per l'uomo.

Bilancio

Rifiuti radioattivi

Effettivamente l'utilizzo di tecnologie nucleari porta la produzione di energia dai 50-100 Mw bruciando tonnellate di combustibili fossili a  1000 Mw bruciando poche tonnellate di uranio. Da un punto di vista economico e energetico è chiaro il vantaggio.

Consideriamo ora la vita media dei prodotti base per il processo energetico. La vita media dei combustibili fossili sarà di altri 50-60 anni mentre per l' Uranio estratto in miniera si prospettano altri 60-70 anni di vita, anche se vi è modo di estrarne in quantità quasi infinita dall'acqua di mare e da altri materiali comuni.

Anche in questo caso si presume un netto vantaggio nell'utilizzo della tecnologia  nucleare. Occorre però riflettere sulla questione delle scorie prodotte dalla produzione nucleare e dalla loro effettiva impossibilità ad essere effettivamente smaltite o rese inoffensive per l'uomo.

Il ciclo di vita di una centrale di questo tipo è relativamente breve e presenta numerosi problemi legati alla sua dismissione. E' impossibile disfarsi in maniera definitiva di esse e delle sue scorie. Il procedimento di bonifica delle aree dismesse prevede la realizzazione di opere simili a colate di cemento o all'interramento stesso di centrale e scorie. Questo tipo di procedura comporta chiaramente la formazione di “tombe” disseminate qui e lì per tutto il globo.

Questi siti ad elevato contenuto radioattivo devono essere costantemente monitorati per evitare disastri ambientali dovuti alle fuoriuscite di materiali. In ultimo va poi ricordato che il principio della fissione è il principio base per la realizzazione della bomba atomica i cui effetti sono tristemente noti.

Alternativa

Centrale fotovoltaica

Vale la pena soffermarsi, visto il ciclo di vita relativamente breve di una centrale nucleare, dei costi per la sua messa in essere e il suo successivo smantellamento, sempre relativo, sulle altre forme di produzione energetica:

Centrali idroelettriche: una serie di turbine viene messa in moto da una fonte d'acqua in movimento. Le turbine sono collegate ad alternatori che generano energia elettrica.
Centrali fotovoltaiche: l'energia elettrica viene prodotta attraverso l'utilizzo di pannelli solari.
Centrali eoliche: l'energia elettrica viene prodotta attraverso l'utilizzo di pale eoliche.
Centrali a biomassa: l'energia elettrica viene prodotta attraverso l'utilizzo di materiali organici non dannosi per l'ecosistema.

Dando uno sguardo al territorio italiano ci si rende facilmente conto dell'enorme fonte di energia che si può trarre dalla morfologia del nostro paese.

Osservazioni finali

Esplosione nella centrale nucleare giapponese

Alla luce degli ultimi avvenimenti in Giappone è chiaro che il giudizio sulla tecnologia nucleare abbia assunto un carattere assolutamente negativo. La quarta potenza mondiale, impotente difronte all'esplosione dei suoi reattori di Fukushima, è un immagine abbastanza convincente per esprimere l'effettivo pericolo delle centrali nucleari.

Nel ravvisarne la somiglianza da un punto si vista sismico con l'Italia riusciamo oltretutto ad intuirne il rischio maggiore per una regione come la nostra. L'augurio è che al piu presto possibile possano avere diffusione tutte le tecnologie verdi, pulite tenute spesso bloccate da interessi di tipo economico di grandi compagnie e non.

UTILE VIDEO CHE SPIEGA ANCORA PIU' SEMPLICEMENTE IL FUNZIONAMENTO DI UNA CENTRALE NUCLEARE:

Stefania Zinno

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