Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, interviene al Senato durante la discussione sulla legge di Bilancio. E non risparmia critiche al governo, concentrandosi soprattutto sul Recovery plan italiano: “Noi siamo stati partner di questo passaggio complicato, siamo pronti a lavorare insieme se c’è una visione, un orizzonte. Non saremo mai complici del più grande spreco di denaro che potremmo avere nella storia repubblicana”. La fiducia alla manovra, comunque, non viene messa in dubbio da Renzi, nonostante le critiche ai tempi ristretti di discussione.

L’intervento di Renzi parte da alcune considerazioni sul 2020, che ci consegna “due vincitori: ha vinto la scienza, perché se non ci fosse stato un gigantesco investimento saremmo ancora senza una prospettiva di speranza contro il Coronavirus. Il fatto che ci sia un vaccino in un tempo record è un fatto storico. E grazie Europa: non si sentono più in quest’aula i no vax e non è più forte come prima la retorica sovranista, che si basava sull’inerzia dell’Ue che c’è stata e oggi non c’è più. C’è il Recovery, Sure e il Mes che potrebbe cambiare la sanità nel nostro Paese”.

Per il leader di Italia Viva ora la questione si sposta sul Recovery: per Renzi bisogna “spendere bene questi soldi, con due questioni: le forme della democrazia e la visione del Paese. Dal rispetto delle forme democratiche deriva la credibilità delle istituzioni. Se il governo fa la manovra in 48 ore al Senato si va alla Corte costituzionale, come fatto nel 2018 dal Pd. Serve un rispetto delle regole. Siccome non siamo riusciti a eliminare il bicameralismo, oggi bisogna rispettarlo. Stiamo distruggendo quest’Aula, il rispetto delle forme democratiche è importante. In tutti gli aspetti istituzionali: dall’intelligence alla legge di Bilancio. Non è di noi che stiamo parlando, ma della nostra e vostra credibilità”.

Sul Recovery è giusto accelerare, secondo l’ex presidente del Consiglio, ma i dubbi restano: “Va bene correre, ma per andare dove? La domanda è: questo debito buono o cattivo, a seconda delle scelte che facciamo, vogliamo affrontarlo o no? Resti agli atti, questa finestra temporale che si apre non è una finestra casuale: è una finestra che per anni non c’è stata, nessuno ha potuto spendere questi soldi. Per i prossimi 30 anni non ci sarà possibilità di spendere questi soldi: la finestra temporale è ora o mai più. Se affermiamo il principio che una forza parlamentare e politica non può chiedere conto di come si spendono questi soldi perché disturba il manovratore, non stiamo dando stabilità. Pensiamo che sia un valore la stabilità, ma c’è una differenza epocale tra stabilità e immobilismo: l’equilibrio si trova se ci si muove, come una bicicletta. Se ci mettiamo in uno stallo l’immobilismo è ciò che fa terminare in anticipo la vita del legislatore. Per questo abbiamo chiesto chiarezza su dove andranno dei binari che non torneranno più. Dicevamo delle cose che nessuno diceva e oggi sono patrimonio condiviso. Venti giorni fa eravamo etichettati come irresponsabili, ma stavamo solo dicendo la verità”.

Proprio sul concetto di verità conclude il suo intervento l’ex presidente del Consiglio: “La verità è illuminante ed è ciò che dà il coraggio, sono le parole di Aldo Moro che dovrebbero ispirare tutti noi. Diremo sì anche oggi, ma assegniamo al governo la responsabilità di decidere che cosa fare da grandi. Perché noi siamo stati partner di questo passaggio complicato, siamo pronti a lavorare insieme se c’è una visione, un orizzonte. Non saremo mai complici del più grande spreco di denaro che potremmo avere nella storia repubblicana. La palla tocca al governo non più a noi, perché noi abbiamo soltanto detto la verità”.