Recovery plan, a McKinsey 30mila euro per 3 consulenti per 10 settimane: il contratto col governo

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Dopo giorni di polemiche sul ruolo di McKinsey nella stesura del Recovery plan italiano, il Ministero dell’Economia e Finanze ha pubblicato il testo della determina a contrarre con la società di consulenza americana: 30mila euro in dieci settimane per il lavoro di 3 consulenti a tempo parziale. Gli obiettivi: “Elaborazione di uno studio comparativo; attività di project-management; accesso su richiesta dell’Amministrazione a documentazione, dati o contatti con esperti di settore”. Si tratta di una consulenza puramente tecnica.

Sono giorni che si discute del ruolo di McKinsey nella stesura del Recovery plan italiano. La società di consulenza strategica americana è stata incaricata dal governo Draghi di supportare il Ministero dell'Economia in questa fase di scrittura del piano, visto il pochissimo tempo a disposizione. Sul tema si sono espressi in molti, principalmente criticando la scelta di delegare ad una società esterna un ruolo così delicato, ma anche ricordando le critiche a cui era andato incontro il governo Conte per aver istituito la governance esterna. Il Mef ha precisato già alcuni giorni fa che la società non è coinvolta nella definizione dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e ha aggiunto che avrebbe reso noti i termini del contratto con i consulenti americani.

Il Tesoro ha pubblicato la determina a contrarre (l'incarico di un contratto pubblico), qualche ora fa, svelando nel dettaglio il ruolo di McKinsey e i compiti per cui sono pagati i consulenti. Ma non solo: anche i costi (che sono leggermente più alti di quanto detto qualche giorno fa). L'attività è "supporto specialistico" da parte di un team "composto da almeno tre risorse a tempo parziale, incluso un Senior Partner e un Partner McKinsey, per la finalizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano e dei relativi progetti di riforma e investimento, nelle modalità e nei tempi richiesti dalla Commissione europea".

I tre compiti del gruppo di consulenti saranno:

Elaborazione di uno studio comparativo sui piani nazionali “Next Generation” predisposti dagli altri paesi dell’Unione Europea, con indicazione delle risorse allocate e dei progetti/riforme individuabili come “best practice” di settore relativamente alle sei missioni individuate nel Piano nazionale di Resilienza e Riforma italiano ovvero: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

Attività di project-management finalizzata ad assicurare il rispetto delle scadenze dettate dalla Commissione Europea da parte di tutte le Amministrazioni coinvolte, che includa il monitoraggio dell’avanzamento dei filoni di lavoro, identificazione e analisi delle interdipendenze tra i diversi progetti, predisposizione di report periodici di allineamento e aggiornamento della stato di avanzamento complessivo delle attività.

Accesso su richiesta dell’Amministrazione a documentazione, dati o contatti con esperti di settore nell’ambito del network internazionale McKinsey (i.e.“McKinsey Center for Government” o il “McKinsey Global Institute) per la finalizzazione dei progetti di investimento e riforma predisposti dalle Amministrazioni nel Recovery Plan.

Il documento sostiene la linea portata avanti dal Mef, e cioè che la consulenza di McKinsey sia esclusivamente tecnica e non contribuisca in alcun modo alle scelte sui progetti del Recovery plan. Alla fine del contratto si legge che l'incarico avrà una durata di dieci settimane, e che il compenso sarà di 30mila euro più Iva, a differenza dei 25mila citati dal Tesoro solo pochi giorni fa. Ecco il testo completo in pdf:

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