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Tassa sui piccoli pacchi rinviata al 1° ottobre per spedizioni fino a 150 euro: a luglio scatta il dazio di 3 euro

Slitta al 1° ottobre la tassa di due euro sulle piccole spedizioni, fino a 150 euro, extra Ue. Ieri il Cdm ha deciso di prorogare la tariffa prevista in manovra ed evitare così il raddoppio con il dazio europeo di tre euro che entrerà in vigore a luglio e che avrebbe portato, complessivamente, a cinque euro il costo dell’imposta.
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Slitta al 1° ottobre la tassa di due euro sulle piccole spedizioni, fino a 150 euro, extra Ue. Ieri, il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogare di altri tre mesi, da luglio a ottobre, l'introduzione della tariffa prevista dall'ultima legge di bilancio. Un'operazione dettata dall'esigenza di evitare il raddoppio con il dazio europeo di tre euro che entrerà in vigore a luglio e che avrebbe portato, complessivamente, a cinque euro il costo dell'imposta (con aggiunta dell'Iva).

Slitta a ottobre la tassa sui piccoli pacchi extra Ue: la proroga in Cdm

La tassa di due euro era stata introdotta in manovra per disincentivare le spedizioni a basso costo provenienti da Paesi extra Ue, in particolare dalla Cina. Nel mirino le compagnie di e-commerce come Temu, Aliexpress e Shein, più volte finiti sotto accusa per il mancato rispetto delle normative relative all'impatto ambientale e per pratiche commerciali ingannevoli.

L'imposta si limitava esclusivamente ai piccoli pacchi, del valore inferiore a 150 euro, provenienti dagli Stati extra-Ue. Dopo una prima proroga, con scadenza a luglio, il governo ha deciso di far slittare nuovamente la tassa di altri tre mesi. Il rinvio è stato inserito all'interno del decreto Infrastrutture approvato ieri sera in Consiglio dei ministri. Si tratta però di una misura temporanea. Salvo nuove proroghe, l'imposta entrerà in vigore il 1° ottobre.

A luglio scatta la tassa europea di 3 euro sui mini pacchi: come funziona

Come dicevamo però, le spedizioni extra Ue non saranno libere da tariffe. Il 1° luglio entrerà in vigore la tassa europea di tre euro che funzionerà in modo pressoché identico a quella italiana sospesa dal governo.

La tariffa sarà applicata ai singoli articoli, inseriti all'interno di spedizioni extraeuropee con valore fino a 150 euro, e colpirà "il dichiarante del bene", ossia il venditore o l'importatore del bene.

Le associazioni festeggiano. "Bene la decisione del Governo, in particolare del Mef, di prorogare al primo ottobre l'entrata in vigore del contributo amministrativo di 2 euro sui pacchi di modico valore provenienti da Paesi extra Ue", commenta Aice-Confcommercio (Associazione italiana commercio estero). "Si tratta di una scelta che va nella direzione giusta, peraltro auspicata da Aice-Confcommercio, che evita l'effetto 3+2, cioè la somma tra il dazio specifico europeo di 3 euro e il contributo nazionale, scongiura la perdita di traffico per il sistema logistico italiano ed evita distorsioni di mercato e quindi condizioni di concorrenza sleale".

In assenza di nuovi rinvii, a ottobre scatterà anche l'imposta italiana e di conseguenza, il raddoppio tariffario. L'importo complessivo che graverà sui piccoli pacchi rischia di superare i 5 euro (se si tiene conto anche dell'Iva). Tuttavia, l'associazione fa notare che "la proroga ad ottobre dovrebbe coincidere anche con la prevista entrata in vigore della handling fee (tassa di gestione) europea di 2 euro che, quindi, andrebbe a eliminare definitivamente la tassa nazionale e a mantenere condizioni uniformi in un mercato unico, che è anche unione doganale, quale è l'Unione europea", si legge ancora.

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