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Guerra tra Iran, Usa e Israele

Le notizie del 29 giugno sulla crisi in Iran

Le news dalla guerra Iran-USA in tempo reale di lunedì 29 giugno: secondo media, domani a Doha si terrà un incontro tra funzionari di Washington e Teheran su Hormuz dopo gli attacchi delle scorse ore. Ma Teheran smentisce.

29 Giugno 2026 , 07:22 ultimo aggiornamento 29 Giugno 2026 - 23:09
A cura di Eleonora Panseri , Maria Neve Iervolino , Ida Artiaco
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Gli aggiornamenti sui colloqui tra Iran e Usa e: le notizie di lunedì 29 giugno. Nuovi attacchi tra Washington e Teheran. I pasdaran colpiscono le basi americane nei piccoli Paesi del Golfo, Trump minaccia escalation e Araghchi si dice pronto a chiudere lo Stretto di Hormuz. Proprio su quest'ultimo punto, ha affermato un funzionario americano ad Axios, domani a Doha è in programma un incontro tra le parti, che hanno anche deciso di sospendere gli attacchi. Ma Teheran smentisce.

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23:01

Media Beirut: "Raid di Israele nel sud del Libano"

I media statali libanesi riferiscono che un attacco israeliano ha colpito il sud del Paese, nonostante l'accordo quadro firmato la scorsa settimana dai due Paesi con l'obiettivo di raggiungere un accordo di pace. "Aerei da guerra israeliani hanno effettuato un attacco aereo prendendo di mira l'area tra le città meridionali libanesi di Qantara e Deir Seryan", ha dichiarato l'agenzia di stampa statale National News Agency (Nna) senza fornire ulteriori dettagli.

22:47

Fonte a Wp: "Truppe Usa monitoreranno sul campo l'attuazione accordo Israele-Libano"

Gli Stati Uniti avranno un ruolo diretto nel monitorare l'attuazione dell'accordo raggiunto venerdì a Washington tra Israele e Libano per mettere fine ai combattimenti, impiegando anche militari americani sul terreno in entrambi i Paesi. Lo riferisce il Washington Post, che cita un funzionario statunitense.

Secondo la fonte, le forze Usa, già presenti in Libano dal 2024 con compiti di monitoraggio nell'ambito del precedente accordo, controlleranno ora sia le attività delle Forze armate libanesi sia quelle delle Forze di difesa israeliane, segnalando eventuali violazioni dell'intesa.

"Chiameremo ball e strike, per così dire", ha spiegato il funzionario, sottolineando che le informazioni raccolte serviranno all'amministrazione Trump per esercitare pressioni sulla parte ritenuta responsabile di eventuali violazioni e garantire il rispetto degli impegni assunti.

Secondo il Wp, il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), ammiraglio Brad Cooper, non supervisionerà direttamente il meccanismo, ma i funzionari del Centcom riferiranno le eventuali violazioni all'amministrazione americana, che deciderà come intervenire.

22:35

Iran, Pezeshkian: "Se Usa rispetterà accordi, noi adempiremo a nostri impegni"

"L'intesa è una questione bilaterale. Se la parte americana rispetterà l'accordo, noi adempiremo ai nostri impegni". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Il nostro approccio di fronte a vanterie irragionevoli e minacce prive di fondamento è quello di basarci sulla razionalità e sulla dignità umana nelle decisioni – ha proseguito -, e di difenderci con fermezza e senza esitazioni quando è il momento di agire".

22:13

Gli Emirati Arabi Uniti revocano il divieto di viaggio in Libano

Gli Emirati Arabi hanno annunciato che i loro cittadini potranno nuovamente viaggiare in Libano a partire da domani, revocando il divieto imposto a causa della guerra in Medio Oriente.

Il via libera del ministero degli Affari Esteri, scrive l'agenzia emiratina Wam, è accompagnato dall'obbligo di registrazione per i cittadini che desiderano recarsi in Libano sulla piattaforma dei servizi consolari del Paese.

Gli Emirati avevano vietato ai propri cittadini di viaggiare in Libano, così come in Iraq e Iran, ad aprile a causa della guerra in Medio Oriente. La Repubblica Islamica aveva lanciato diversi contro la monarchia alleata degli Stati Uniti in risposta agli attacchi israelo-americano del 28 febbraio.

La tv di stato emiratina e altri media hanno inoltre annunciato domani la ripresa dei voli tra Teheran e Dubai per la prima volta dall'inizio della guerra, ma il divieto di viaggio in Iran per i cittadini emiratini rimane tuttora in vigore.

21:54

Teheran: "Presto colloqui con Oman su nuove rotte nello stretto di Hormuz"

Esperti iraniani e omaniti avvieranno nei prossimi giorni colloqui per ridefinire le rotte di transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, alla televisione di Stato.

Secondo Gharibabadi, Teheran ha già informato il sultanato dell'Oman che sarà l'Iran a stabilire le rotte di navigazione nello Stretto e che non accetterà percorsi alternativi.

Il vice ministro degli Esteri ha aggiunto che le autorità iraniane cercheranno di impedire il passaggio delle navi al di fuori delle rotte che saranno definite. "L'Iran andrà avanti con i nuovi accordi sul transito nello Stretto di Hormuz anche se il sultanato dell'Oman non dovesse accettarli", ha affermato Gharibabadi.

21:43

Trump: "L'incontro a Doha forse è importante, forse no"

L'incontro di Doha "forse è importante, forse no". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale tornando a ribadire che ci sarà un incontro a Doha richiesto dall'Iran. "Penso siano già partiti" per il Qatar, ha aggiunto riferendosi agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.

21:32

Casa Bianca: "I prezzi della benzina a 3.86 dollari al gallone, ai minimi da marzo"

La Casa Bianca festeggia i prezzi della benzina scivolati al minimo di 3,86 dollari al gallone, ai livelli più bassi da marzo in scia alla firma del memorandum firmato 11 giorni fa da Usa e Iran. In un post su Truth, la portavoce Karoline Leavitt ha rimarcato che gli automobilisti "continuano a beneficiare di un calo dei prezzi", con la media nazionale del costo della benzina in calo per la quinta settimana consecutiva.

Secondo i dati della American automobile association (Aaa), la media nazionale si è attestata oggi a 3,918 dollari al gallone, contro i 3,999 di sette giorni fa, per la seconda settimana di fila sotto quota 4 dollari. Con i prezzi più bassi, la domanda potrebbe aumentare: un numero record di americani si prepara infatti a viaggiare per il fine settimana del 4 Luglio, con l'85% che prevede di raggiungere la propria destinazione in auto.

21:10

Ministro Esteri Iran: "Delegazione a Doha questa settimana, ma no incontro negoziale"

Il ministero degli Esteri iraniano ha annunciato che una delegazione di esperti si recherà a Doha questa settimana per discutere l'attuazione del memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti all'inizio del mese.

"Una delegazione di esperti della Repubblica Islamica dell'Iran si recherà a Doha entro la fine di questa settimana" per discutere l'attuazione delle clausole del memorandum, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei.

"Non siamo ancora entrati nella fase di negoziazione di un accordo definitivo", ha aggiunto, precisando che "nei prossimi giorni non si terranno incontri negoziali con la controparte statunitense a nessun livello".

20:48

Meloni sui 500 voli Usa verso Iran: "Rutte è stato approssimativo"

"Il segretario della Nato è stato molto approssimativo, quel numero che, a molti colpisce "500 voli americani partiti dall'Italia verso l'Iran "è molto più basso dell'analogo numero degli stessi periodi degli anni precedenti, in realtà quei voli rientrano nelle normali attività delle basi americane in Italia". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di "10 minuti", a Retequattro. "Noi abbiamo autorizzato tutto quello che era previsto dagli accordi" ha aggiunto Meloni "che non porta azioni offensive".

20:30

Teheran risponde a Macron: "Sminamento Stretto di Hormuz competenza solo dell'Iran"

"Le operazioni di sminamento sono condotte esclusivamente dall’Iran e da nessun altro Paese, e noi non tolleriamo assolutamente una cosa del genere. La situazione è delicata e complessa. Consigliamo vivamente alla Francia di non complicarla ulteriormente con le sue provocazioni". Lo ha scritto su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Si tratta di una risposta alle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, il quale si era reso disponibile a sminare Hormuz con la collaborazione dell'Oman.

20:16

Ambasciata Doha: "Preparativi per colloqui con Usa non ancora iniziati"

I preparativi per i colloqui a Doha tra Iran e Usa non sono ancora iniziati. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Isna, che cita l'ambasciata iraniana in Qatar. In precedenza, il presidente Usa Trump aveva annunciato che un incontro con l'Iran si sarebbe tenuto in Qatar martedì.

"Finora non abbiamo ricevuto alcuna informazione ufficiale in merito", ha dichiarato l'ambasciata in un comunicato all'agenzia di stampa Ria Novosti.

"Sebbene le consultazioni con il Qatar, anche in merito al monitoraggio dell'attuazione degli impegni assunti dall'altra parte, siano in corso come di consueto, le notizie diffuse da alcuni media secondo cui si starebbero tenendo a Doha colloqui tecnici tra gruppi di lavoro non possono essere confermate", ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi.

19:57

Teheran: "Francia non complichi la situazione a Hormuz"

La diplomazia iraniana ha esortato la Francia a "non complicare ulteriormente" la situazione nello Stretto di Hormuz offrendo la propria partecipazione alle operazioni di sminamento, in seguito a una dichiarazione franco-omanita in tal senso.

"Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato di collaborare con i suoi partner per sminare lo Stretto di Hormuz", ha osservato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi il 29 giugno 2026.

Tuttavia, "lo sminamento viene effettuato dall'Iran e da nessun altro Paese", ha affermato, dichiarando di fare affidamento sul memorandum d'intesa concluso da Teheran e Washington per porre fine al conflitto in Medio Oriente.

"La situazione è delicata e complessa. Esortiamo la Francia a non complicarla ulteriormente con le sue provocazioni", ha aggiunto, dopo che Parigi e Muscat hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui chiedevano la "libera navigazione, senza condizioni né restrizioni" nello Stretto di Gibilterra e delineavano piani per "operazioni congiunte di sminamento".

19:22

Libano, dal 2 marzo 4257 morti per offensiva israeliana

Almeno 4.257 persone sono state uccise e 12.196 ferite in Libano dall'inizio della nuova offensiva israeliana contro il Paese mediterraneo, il 2 marzo. Il bilancio continua a salire nonostante l'accordo quadro raggiunto venerdì con la mediazione degli Stati Uniti.

19:01

Borse europee chiudono in lieve calo, occhi su Hormuz e tech

Le principali Borse europee hanno chiuso in calo la prima seduta della settimana, mentre gli investitori attendono maggiore chiarezza sulle prospettive dell'intelligenza artificiale, influenzati dalle notizie provenienti dal settore. Resta alta l'attenzione anche sullo stretto di Hormuz, dopo lo stop agli attacchi incrociati sancito da Usa e Iran. A Parigi, il Cac 40 ha ceduto lo 0,21%, penalizzato dalle vendite sui titoli industriali, tra cui Saint-Gobain e Renault. Il Dax, a Francoforte, ha perso lo 0,18%, appesantita dal calo di Volkswagen (-3,93%). In ribasso anche Il Ftse 100 a Londra (-0,23%), l'Ibex35 a Madrid (-0,20%) e, a Milano, Piazza Affari (-0,20%).

18:37

Katz: "Non ostacoliamo piano di Trump, ma se l'Iran ci attacca sarà guerra già domani"

"Non vogliamo essere noi a ostacolare il processo guidato dal presidente Trump. Non ci sono compromessi quando si tratta della difesa, né in Libano né nei confronti dell'Iran. Potremmo essere in guerra con l'Iran già domani. Se Teheran attaccherà, sarà la terza guerra dell'Iran". Lo ha dichiarato in un briefing con i giornalisti il ministro della Difesa Israel Katz. "Sto delineando la nostra politica: se l'Iran lancerà missili contro Israele, Israele colpirà l'Iran con forza. Questo potrebbe accadere anche entro due giorni".

18:01

Libano, Aoun: "Pronti a schierare esercito fino al confine con Israele"

Il Libano p determinato a schierare il suo esercito al confine con Israele. Lo ha dichiarato il presidente Joseph Aoun durante un incontro a Beirut con il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti per il Medio Oriente (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper. Un comunicato della presidenza libanese ha affermato "la determinazione dello Stato libanese a estendere la propria autorità, attraverso le forze armate", fino al confine con Israele. Aoun e Cooper hanno discusso dei preparativi per l'attuazione dell'accordo quadro firmato con Israele sotto l'egida di Washington.

17:40

Media: "Rubio e Witkoff oggi al Congresso sui colloqui di pace con l'Iran"

Marco Rubio e Steve Witkoff informeranno oggi il Congresso Usa sui colloqui di pace con l'Iran, in un appuntamento programmato alle 16 locali (le 22 in Italia). Lo riporta Politico, ricordando che il segretario di Stato e l'inviato speciale di Trump saranno i primi funzionari dell'amministrazione americana a dare aggiornamenti a un ampio gruppo di parlamentari dalla firma del memorandum d'intesa di 11 giorni fa. Si tratterà di una comunicazione non classificata, ma è probabile che i parlamentari richiedano ulteriori dettagli, condivisibili solo in sedi riservate.

17:15

Macron: "Francia e Oman collaboreranno allo sminamento di Hormuz"

La Francia e l'Oman hanno concordato di collaborare con i partner per sminare lo Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza delle rotte marittime. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron in un post su X dopo i colloqui con il Sultano dell'Oman Haitham bin Tarik a Parigi.

"Stiamo lavorando insieme per la de-escalation in Medio Oriente", ha affermato Macron, aggiungendo che Francia e Oman hanno deciso di cooperare nello sminamento dello stretto "per garantire la sicurezza delle rotte marittime e assicurare il libero e incondizionato passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz".

16:46

Tajani: "Preoccupa il fronte Libano, Hezbollah vuole continuare la guerra"

"Speriamo che si possa raggiungere un accordo a Doha per far cessare gli scontri. C'è stato un impegno da parte di Teheran e di Washington di non fare più attacchi da una parte o dall'altra. Questo è un buon segnale. Mi preoccupa invece di più il Libano dove Hezbollah continua a dire di non voler riconoscere l'accordo siglato a Washington e questo significa che Hezbollah vuole continuare la guerra. Questo non va bene perché diventa anche una provocazione nei confronti di Israele".

Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, a margine dell'81/ma Assemblea annuale dell'Unione Parmense degli Industriali (Upi) al Teatro Regio di Parma sulla situazione in Medio Oriente. "Hezbollah però risponde all'Iran – aggiunge – e se Teheran vorrà impegnarsi per chiudere la guerra in Libano, certamente con una posizione forte di Teheran, Hezbollah si fermerà".

16:23

Centcom da capo esercito libanese: "Garantire successo dell'accordo con Israele"

Il comandante del Centcom statunitense, ammiraglio Brad Cooper, ha incontrato oggi a Beirut il capo delle forze armate libanesi, generale Rodolphe Haykal, a seguito della firma dell'accordo quadro tra Israele e Libano la scorsa settimana.

Un comunicato stampa delle Forze Armate libanesi afferma che Haykal e Cooper hanno discusso "degli ultimi sviluppi in Libano e nella regione, dell'importanza di garantire il successo del meccanismo di attuazione dell'allegato sulla sicurezza dell'accordo quadro, nonché delle modalita' per rafforzare la cooperazione in futuro".

Haykal ha espresso "la sua gratitudine per il sostegno degli Stati Uniti, sottolineando la necessità di proseguire la cooperazione tra i due eserciti in modo da preservare la sicurezza e la stabilità del Libano", aggiunge il comunicato delle Forze Armate libanesi. Non sono ancora pervenute dichiarazioni ufficiali da parte del Centcom in merito all'incontro.

16:05

Ministro Esteri Oman: "Non appoggiamo imposizione di pedaggi a Hormuz"

Il Sultanato dell'Oman non appoggia l'imposizione di pedaggi alle navi per il passaggio nello Stretto di Hormuz, in conformita' con le norme del diritto internazionale e al fine di garantire la libertà di navigazione.

Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, in un'intervista all'emittente radiofonica "Monte Carlo Doualiya". Il ministro ha chiarito la differenza tra pedaggi di transito e servizi marittimi, ambientali o per la sicurezza.

"Ci impegniamo a rispettare la Convenzione sul diritto del mare e con l'Iran abbiamo un accordo secondo il quale nessuna intesa deve uscire dal suo ambito di applicazione", ha affermato.

Albusaidi, inoltre, ha espresso sostegno all'attuazione delle disposizioni del memorandum di intesa fra l'Iran e gli Stati Uniti, affermando di proseguire i propri sforzi per raggiungere la pace, la comprensione e l'armonia.

Gli Stati del Golfo – ha aggiunto – "concordano sulla priorità della de-escalation e sottolineano l'importanza di fermare qualsiasi attacco da parte di chiunque". Infine, l'alto funzionario dell'Oman ha precisato che "la responsabilita' di garantire che lo stretto sia libero da qualsiasi pericolo legato alle mine spetta principalmente all'Iran".

15:38

Wsj: "L'Iran sta vincendo la battaglia di Hormuz"

L'Iran sta vincendo la battaglia di Hormuz. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che il "regime sta mettendo il presidente davanti a una scelta. Abbandonare Hormuz all'Iran o combattere per difenderlo e riaprire lo Stretto con forza". Teheran, osserva il Wall Street Journal, sta mostrando i muscoli e non sembra impressionata dai raid americani perché ritiene che Donald Trump non tornerà alla guerra prima delle elezioni di metà mandato.

15:17

Osservatori: "Traffico a Hormuz in calo dopo lo scambio di attacchi Iran-Usa"

Il traffico nello Stretto di Hormuz ha subito un rallentamento durante il fine settimana dopo che una nave è stata colpita mentre attraversava il canale sabato, e un nuovo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran ha messo a dura prova l'accordo preliminare per porre fine al conflitto.

In totale, 29 navi mercantili hanno attraversato lo stretto sabato e 12 domenica, secondo i dati della società di monitoraggio marittimo Kpler. I dati di domenica hanno segnato un netto calo rispetto alla settimana scorsa, quando il memorandum firmato da Teheran e Washington il 15 giugno aveva incrementato il traffico attraverso lo stretto al livello più alto dall'inizio della guerra, raggiungendo 70 attraversamenti mercoledì.

Dopo che una nave è stata colpita mentre attraversava lo stretto sabato mattina, le navi hanno continuato per diverse ore a utilizzare un corridoio meridionale attraverso le acque omanite prima che il traffico sembrasse rallentare, secondo il sito web MarineTraffic, di proprietà di Kpler. Il sito web traccia solo le navi con transponder attivi, il che significa che altre navi potrebbero aver attraversato lo stretto con i segnali spenti.

Nel fine settimana, più navi sono entrate nel Golfo di quante ne siano uscite, invertendo la tendenza osservata nella settimana precedente, quando gli sforzi si erano concentrati sull'evacuazione dei marittimi bloccati nel Golfo. Un'operazione guidata dalle Nazioni Unite per evacuare 11.000 marittimi è stata sospesa giovedì dopo che una nave è stata colpita nel Golfo dell'Oman.

Quattro petroliere e una nave portacontainer hanno utilizzato il corridoio meridionale dell'Oman per entrare nel Golfo domenica, scortate da navi della Marina statunitense, secondo un post su X di Hfi Research. Nessuna nave ha utilizzato quel corridoio per uscire dal Golfo domenica, secondo Kpler.

14:51

Petrolio, i prezzi accelerano: Wti sopra 70 dlr, Brent sopra 72

Accelerano i prezzi del petrolio, con il Brent salito a 72,6 dollari al barile (+0,93%) e il Wti a 70,11 (+1,27%), e recuperano dal minimo di quattro mesi toccato dopo l'accordo tra Stati Uniti e Iran per la cessazione degli attacchi reciproci in vista dei colloqui di pace di questa settimana.

La tregua temporanea segue le ostilità del weekend, durante il quale una superpetroliera che trasportava 2 milioni di barili di petrolio del Qatar è stata colpita vicino allo Stretto di Hormuz, provocando un temporaneo rallentamento del traffico marittimo regionale.

Sebbene i prezzi attuali abbiano quasi annullato tutti i guadagni legati alla guerra dalla fine di febbraio, gli armatori, preoccupati, rimangono estremamente cauti nella navigazione del corridoio. Di conseguenza, centinaia di navi rimangono bloccate nel Golfo Persico.

Gli investitori guardano con apprensione ai prossimi negoziati diplomatici, poiché una risoluzione positiva offre la prospettiva di un accordo di pace permanente e di una riapertura completa e senza restrizioni di questa strategica via navigabile.

14:26

Casa Bianca: "Witkoff e Kushner saranno a Doha in settimana"

Steve Witkoff e Jared Kushner saranno a Doha in settimana per incontri di alto livello. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un'intervista a Fox. Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth che l'Iran ha chiesto un incontro e che si terrà domani a Doha. "Trump si riserva il diritto di ricorrere all'opzione militare, se necessario", ha aggiunto Leavitt mettendo in evidenza che per "l'Iran sarebbe meglio siglare un buon accordo con gli Stati Uniti".

14:01

Sa'ar: "Il nostro obiettivo è raggiungere la pace e la normalizzazione con il Libano"

"Il nostro obiettivo è raggiungere la pace e la normalizzazione con il Libano, ed è possibile. La condizione è garantire la sicurezza del nostro confine nord e dei nostri cittadini. La strada per riuscirci passa attraverso la fine dell'occupazione iraniana del Libano da parte di Hezbollah". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano intervenendo alla riunione dell'Intergruppo parlamentare della Knesset ‘Pace tra Israele e Libano', che promuove la pace e la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi. Il discorso di Sa'ar è stato diffuso con una nota del suo ufficio. "Questo accordo riflette un'aspirazione condivisa tra i due Paesi, Israele e Libano. Purtroppo, il Libano si trova sotto un'occupazione de facto dell'Iran, esercitata attraverso Hezbollah, che agisce come suo gruppo alleato. È stata questa occupazione a portare Hezbollah a lanciare il suo attacco contro Israele il 2 marzo scorso. L'organizzazione terroristica ha ricevuto istruzioni dall'Iran di entrare in guerra, in contrasto con la volontà e gli interessi del popolo libanese e contro la volontà del governo del Libano", ha aggiunto Sa'ar. All'incontro hanno partecipato rappresentanti religiosi di diverse comunità, ambasciatori e consoli, ex membri dell'Esercito del Libano del Sud.

A cura di Ida Artiaco
13:45

Trump: "Teheran ha chiesto un incontro, sarà domani a Doha"

"L'Iran ha chiesto un incontro. Si terrà domani a Doha!". Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post su Truth, tutto in caratteri maiuscoli.

A cura di Ida Artiaco
13:36

Erdogan: "Turchia sia inclusa nelle iniziative di difesa Ue"

La Turchia vuole essere "inclusa in tutte le iniziative di difesa e sicurezza" dell'Unione europea, in modo da dare vita nell'ambito della Nato a "una rete di sicurezza e difesa dal Texas ad Ankara". Lo ha detto oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan rivolgendosi ai delegati parlamentari dei 32 Stati membri della Nato riuniti a Istanbul, in vista del vertice Nato che si terrà ad Ankara il 7 e 8 luglio. "Come uno dei Paesi che hanno voce in capitolo nello sviluppo del pilastro europeo dell'alleanza, vogliamo partecipare a tutte le iniziative di difesa e sicurezza del continente", ha detto Erdogan, citato dai media locali.

A cura di Ida Artiaco
13:19

Trump: "Miei sondaggi mai così alti. Iran non avrà l'atomica"

Il presidente americano Donald Trump e' tornato ad assicurare che il suo gradimento è fortissimo. "I numeri dei sondaggi sono i piu' alti di tutti i tempi, anche più del giorno delle elezioni, il 5 novembre", ha scritto su Truth. "Questo nonostante il fatto che l'Iran non avrà un'arma nucleare!", ha tenuto ad aggiungere.

A cura di Ida Artiaco
13:01

Processo Netanyahu: per i giudici difficoltà dei pm a provare reato di corruzione

Dopo la conclusione dell'interrogatorio del premier Benyamin Netanyahu la settimana scorsa – dopo un anno e mezzo di udienze nel procedimento che lo vede imputato per corruzione, frode e abuso di ufficio – oggi durante il dibattimento, la giudice Rivka Friedman-Feldman ha messo il punto. "La posizione della Corte rimane quella del 20 giugno 2023": in quella data, il collegio dei giudici aveva presentato un parere secondo cui "esistono difficoltà nel provare il reato di corruzione e quindi è stato offerto alla procura di considerare di ritirare questa accusa". La procura aveva rifiutato, sostenendo che la testimonianza di Netanyahu avrebbe rafforzato l'accusa, cosa che a oggi, dopo 98 udienze di interrogatorio al premier, sembra non aver convinto i giudici.

A cura di Ida Artiaco
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