Guerra tra Iran, Usa e Israele

Portaerei Lincoln, equipaggio allo stremo dopo 250 giorni in mare: militari denunciano condizioni insostenibili

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La portaerei Lincoln ad aprile nello Stretto di Hormuz
L’equipaggio della portaerei statunitense Lincoln si trova in mare dal tempo record di nove mesi, e nessuno sa quando torneranno. I militari della marina dicono ai familiari di essere allo stremo: “Spero di non svegliarmi domani”

Dove essere un attacco fulmineo e distruttivo, una "Epic Fury", come il nome dato dal Pentagono all'operazione congiunta condotta da Stati Uniti e Israele in Iran. Ma a distanza di quasi sei mesi da quel 28 febbraio, il termine del conflitto appare ancora lontano. E le forze statunitensi sono in affanno. Almeno, questo è lo stato in cui si trovano le 5 mila persone a bordo della portaerei statunitense Abraham Lincoln, nel Mare Arabico.

Lo denuncia l'equipaggio stesso, secondo le testimonianze raccolte da media specializzati in ambito militare Navy Times e Stars and Stripes, e poi anche da canali mainstream come MS NOW, il canale televisivo h24 controllato dalla multinazionale Versant Media Group. I marinai si troverebbero ad affrontare una quotidianità insostenibile, fatta di mancanza di cibo e beni di prima necessità, tanto da spingere alcuni a cercare di lanciarsi in mare.

La situazione della portaerei Lincoln è particolarmente complessa perché è impegnata in prima linea, e perché il suo equipaggio si trova in mare da un totale di nove mesi. Il tempo trascorso senza sbarcare, unito alla carenza di igiene e viveri sta logorando i soldati più forte di quanto riesca a fare l'offensiva iraniana.

Ma la vicenda dei marinai della Lincoln non parla solo di soldati stremati da una guerra diventata troppo lunga, ma anche di come il terreno su cui si combatte è anche quello di Internet e del consenso. La notizia dei militari che provano a gettarsi in mare, distrutti dalle condizioni in cui sono costretti a vivere sulla portaerei, è stata rilanciata dalle agenzie di stampa iraniane come Wana e Irna.

Da quanto tempo è in mare la portaerei Lincoln

L'operazione Epic Fury è iniziata poco più di cinque mesi fa, ma la Lincoln si trova in mare da più di 250 giorni. Un tempo decisamente lungo che batte il precedente record di 208 giorni della Eisenhower durante la pandemia a COVID-19.

La Lincoln ha lasciato San Diego lo scorso 21 novembre 2025 con a bordo oltre 5 mila marinai. Avrebbe dovuto fare ritorno dopo sette mesi, ma l'escalation con l'Iran ha prolungato il periodo in mare fino a raggiungere i nove mesi, e ancora non è noto quando rientrerà in porto. Durante questi mesi ha fatto sosta solo due volte a Guam e in Oman, ma non tutti i militari hanno avuto il permesso di scendere, e la tregua non sarebbe comunque stata sufficiente per permettere di tirare il fiato.

Si tratta infatti di una delle basi più importanti impiegate nell'offensiva contro il regime degli ayatollah. Funge da base aerea mobile in mare per i caccia F-35C e F/A-18 Hornet, i più usati dagli Usa durante il conflitto.

La prolungata permanenza in mare avrebbe creato una situazione estremamente pesante che nelle ultime settimane ha spinto i familiari di centinaia di marinai a denunciare lo stato in cui si trovano le persone a bordo della Lincoln.

Per la gioia dei media iraniani che in massa hanno rilanciato la notizia. Sulle pagine dell'agenzia di stampa Irna, forse la più vicina al regime, si legge che "la Lincoln, che avrebbe dovuto simboleggiare la forza militare di Washington contro l'Iran, è ora essa stessa impantanata nel pantano di una missione prolungata ed estenuante, con richieste di aiuto che non provengono da Teheran, ma dal ponte della portaerei e dalle famiglie dei militari statunitensi a San Diego".

Le testimonianze dei militari e dei loro familiari

Giovedì scorso i vertici della Marina hanno incontrato circa 200 famiglie dei militari a bordo della Lincoln e hanno espresso la loro ansia per le notizie ricevute dai propri cari. Una donna avrebbe riferito il messaggio del marito: "Spero di non svegliarmi domani".

Il politico democratico Mike Levin ha denunciato su X "Docce ammuffite, servizi igienici rotti, lavanderia fuori uso per settimane, lunghi periodi senza acqua calda, un pasto ridotto a mezza tazza di riso e due tortillas. Niente sapone, deodorante o dentifricio".

E se all'inizio queste notizie venivano commentate come "fakenews", oggi le carenze idriche, le lavatrici guaste, e il cibo di pessima qualità sembrano essere diventati una certezza. Non c'è niente di certo invece circa il rientro.

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