Prove di disgelo tra i due vicepresidenti del Consiglio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. In mattinata c’è stata una “lunga e cordiale” telefonata tra i due. Un clima disteso e “positivo”, così come lo definiscono fonti della Lega. Che potrebbe portare un po’ di sereno nella maggioranza di governo. Dopo l’appello del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, quindi, i leader dei due partiti di maggioranza si sono riavvicinati, accogliendo l’invito espresso dall’inquilino di Palazzo Chigi. E lo stesso Conte apprezza questo riavvicinamento, giudicando positivamente il fatto che dopo la conferenza stampa di ieri i leader delle due forze di maggioranza siano tornati a parlarsi”. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che “il ritorno al dialogo è una buona premessa – proprio come auspicato ieri nel discorso di Conte – per procedere nella giusta direzione”.

Fonti di entrambi i partiti parlano non solo di un confronto positivo e costruttivo, ma anche di buone speranze “sulla sorte del governo”. Come riporta l’Agi, per molti questa telefonata rappresenta un “primo passo” dopo settimane di scontro continuo, iniziato in campagna elettorale e proseguito anche dopo il voto del 26 maggio delle elezioni europee e comunali. Ora i due leader sembrano voler ricostruire il rapporto che si era incrinato negli ultimi mesi.

Trovato l'accordo sullo Sblocca cantieri

Subito dopo la telefonata, a conferma di quanto sostenuto da fonti di entrambi i partiti, è anche arrivato l’accordo tra Lega e M5s sul decreto Sblocca cantieri, che ieri era stato causa di un nuovo scontro tra i due alleati ad appena un’ora di distanza dalle prime schiarite seguite all’appello di Conte. Fonti di governo fanno sapere che l’intesa è stata trovata, proprio come auspicato in giornata soprattutto dal leader leghista, Matteo Salvini, che si diceva certo di poter trovare un accordo. Dopo la telefonata è previsto, probabilmente per i prossimi giorni, un incontro tra i due vicepresidenti del Consiglio per proseguire nell’azione di governo e dare vita a quella “leale collaborazione” che il presidente del Consiglio ha chiesto durante la sua conferenza stampa di ieri a Palazzo Chigi.

La soluzione trovata è una sospensione parziale del codice degli appalti per due anni. I capigruppo al Senato della Lega e del M5s, Massimiliano Romeo e Stefano Patuanelli, spiegano: "Soddisfatti per l'accordo trovato sul decreto. Dopo esserci confrontati anche con i relatori, proporremo al Senato, tra le altre cose, quanto già concordato in sede di commissione, vale a dire un emendamento che prevede la sospensione di alcuni punti rilevanti del codice degli appalti per due anni, in attesa di una nuova definizione delle regole per liberare da inutile burocrazia le imprese. Al contempo, sarà garantito il rispetto delle norme e del lavoro già fatto nelle commissioni parlamentari sull'argomento. In particolare, saranno anche garantite le soglie già in vigore per i subappalti e salvaguardati gli obblighi di sicurezza per le imprese. Abbiamo svolto un normale lavoro parlamentare che porteremo come maggioranza in commissione e poi in aula al Senato".