La signora che ha strattonato Matteo Salvini, mentre il leader della Lega si trovava a Pontassieve per un comizio elettorale, non è una collaboratrice dell'ex ministra dell'Integrazione Cecile Kyenge. Non si tratta altro che di una bufala circolata nelle ultime ore, dopo che una donna si è avvicinata al segretario del Carroccio dicendogli: "Io ti maledico". La  signora, di origine congolese, ha strappato la camicia di Salvini e il rosario che portava al collo. E sui social sono subito circolate una serie di false informazioni sulla donna: come quella per cui avesse precedenti penali, smentita poco dopo.

A rigettare l'ultima fake news, invece, è stata proprio l'ex ministra: "La signora congolese una mia collaboratrice? Non rispondo neanche, non commento, non mi riguarda", ha commentato Kyenge. "Cosa c'entro io con questa cosa?", ha aggiunto all'Adnkronos l'ex parlamentare.

Ma cosa si sa invece della donna? Lavora in Comune di Pontassieve con un progetto di servizio civile e, come già detto, non ha precedenti di polizia. La signora sarebbe stata di ritorno da lavoro quando ha incrociato Salvini. Non aveva infatti partecipato alla contro-manifestazione organizzata in opposizione alla presenza del leader leghista in Toscana.

Da parte sua Salvini ha commentato: "Ho una camicia nuova ed una decina di rosari in più, regalati da parroci e cittadini incontrati ieri dopo l'aggressione. Ho scoperto che la signora lavora in comune, ma andiamo avanti". Molti i messaggi di solidarietà da parte della politica. Matteo Renzi ha scritto su Facebook: "Mi spiace molto per ciò che è accaduto a Pontassieve. Chi ha strattonato Salvini ha compiuto un gesto stupido e sbagliato: la mia solidarietà al leader della Lega. Nessuna provocazione giustifica un gesto assurdo come questo, gesto da condannare senza se e senza ma".